INTRO RUBRICA #CONSIGLIO

Ciao!
Ti do il benvenuto nel blog ‘Maieuticar’!

Il nostro blog ha l’obiettivo di renderti partecipe ai nostri contenuti ed ampliare le tue conoscenze nelle materie economiche, infatti nel nostro portale troverai news di economia, analisi di aziende e di fatti economici, consigli e condivisione di idee imprenditoriali.
Ma non solo, l’idea è anche creare contenuti di svago, dando magari anche una ‘lettura economica’ delle fattispecie analizzate.

Ci sarà anche una mia rubrica che si baserà su delle mie osservazioni, esperienze puramente personali e consigli che mi permetto di dare.. magari da poterti aiutare o saper scegliere l’azione migliore da effettuare nel mondo lavorativo e aziendale!

Mi presento:

Mi chiamo Riccardo Susinno, sono un ragazzo di 20 anni che sta per entrare al terzo anno della facoltà di economia ed amministrazione aziendale.

Il motivo che mi ha spinto ad aprire questo blog è che io amo confrontarmi con persone che hanno punti di vista differenti dal mio, credo tanto nel confronto e nel rispetto delle idee altrui, credo che solo tramite un’analisi condivisa si possa acquisire qualcosa in più.

L’idea è di trasformare questo blog in un momento dinamico di riflessione e considerazioni, ma proverò a non annoiarti!

Quindi il #consiglio che oggi ti do è: iscriviti al blog e seguici sui canali social!!

A presto.

IL BUSINESS DELLA TRAP

’Saremo ricchi, ricchi x sempre’
Questa è la frase che rappresenta uno dei personaggi pubblici più discussi in Italia, esponente N1 della musica ascoltata dalla maggior parte dei ragazzini italiani, stiamo parlando della musica trap e di Sfera Ebbasta.

Ma questa frase è vera?
Sfera, il suo team, ed in generale i trapper, saranno veramente ricchi per sempre?
In queste righe voglio soffermarmi sui numeri della musica Trap, quindi prenderò come esempio Sfera Ebbasta, visto che è il #TrapKing italiano per eccellenza, così come i numeri affermano.
Quindi chi scrive questo articolo si pone l’obiettivo di rispondere a tale domanda:

Quanto guadagna un Trapper?  Su quali servizi può lucrare un artista che fa musica Trap? 

Alcuni artisti della scena Trap Italiana.

Iniziamo l’analisi studiando alcuni aspetti:
E’ interessante comprendere i vari servizi e prodotti che un trapper ha a disposizione per lucrare e fare business, facciamo un elenco approssimativo:

1- Vendita dei dischi:
Logicamente è l’attività fondamentale per un artista, anche se non è quella principale a livello monetario, poiché la maggior parte dei ricavi sono di proprietà della casa di produzione del disco, proprio perché ha investito sul disco e sull’artista.

2- Stream digitali (YouTube, Spotify, Apple Music etc):
Rappresenta un ricavo diretto del singolo artista.

3- Live musicali:
Il core business principale. Ogni trapper fa un disco per portarlo a suonare in giro per l’Italia.
I live permettono ad un artista di guadagnare tantissimo, come vedremo a breve. 

4- Merch e branding:
Molto spesso un artista vende il proprio merchandising che è strutturato in felpe, t-shirt, cappellini etc.. molto spesso diventa un brand affermato.

5- Sponsor vari:
Gli artisti trapper influenzano altre persone, soprattutto ragazzini, quindi sono un’ottima scelta per le aziende che vogliono pubblicizzare un prodotto o un servizio particolare.

6- Sfilate di moda:
Molti trapper, proprio per il loro look e vestiario, sono chiamati ad effettuare alcune sfilate per grossi brand e marchi a livello mondiale.

7- Teleshow:
In Italia una formula fondamentale per affermarsi nel mondo dello spettacolo e musicale; la tivù è ancora oggi una via importante, soprattutto i programmi musicali (si pensa ad Amici o X factor).

8- Studi di registrazione:
La maggior parte degli artisti ha uno studio proprio, ed oltre a risparmiare i soldi nel registrare i singoli e gli album in altri studi (poiché con il primo investimento, avranno a disposizione il proprio studio per diversi anni), permettono ad altri artisti meno famosi di registrare nel proprio studio (ovviamente facendosi pagare il servizio).

Sfera Ebbasta

Analizziamo ora i ricavi effettuando delle stime e congetture:

Queste di certo sono le prime attività nel quale un artista trapper può lucrare, quindi vorrei fare una stima prendendo come esempio Sfera Ebbasta, quindi basiamo i nostri calcoli e le nostre considerazioni sui suoi numeri.

Iniziamo:

Sfera Ebbasta nel 2018 ha realizzato 28 date ufficiali del ‘Rockstar Tour’, 14 tra aprile e maggio ed altre 14 in estate. 
Parliamo solo di date ufficiali e non di Showcase, per semplificare lo studio. 

Analizzando solo le 28 date ufficiali, secondo una stima e studi personali, Sfera per ogni concerto chiedeva un cachet di 40.000 euro.
Chiaro?
In 28 date ha  fatturato 1 milione e cento venti mila euro  (1.120.000€). 

Un milione in 3 mesi.. solo per i live! 
Continuiamo la stima per le altre attività.

Il Merch di Sfera ha un prezzo medio di 30 euro (tra cappellino, t-shirt, felpe etc). Supponendo che abbia venduto almeno 50.000 capi a 30 euro, fanno un altro milione e mezzo di euro (1.500.000€, ed è una stima davvero bassa contando che ha fatto SoldOut in tutte le date e che è seguito da più di 2 milioni di follower su instagram).
Facciamo la prima somma semplice:
1.120.000,00 + 1.500.000,00= 2.620.000,00€

Analizziamo adesso le piattaforme social, partendo da Youtube: 

Youtube paga mediamente 0,91 centesimi circa ogni 1000 views; ho analizzato i video di Sfera Ebbasta ed ogni singolo video ha mediamente 40 milioni di views; in termini di ricavi avremo dunque: (40.000.000 / 1000) x 0,91= circa 40.000€.
Quindi 40.000 euro solo per 5 video di YouTube, approssimando anche tale ricavo proveniente da Spotify arriviamo ad 80.000 euro (ma in teoria è anche più di questa congettura).

Sommati al risultato operativo precedente arriviamo a 2 milioni e 700 mila euro (2.700.000,00€)

Se ci fermassimo qui, con il ricavo lordo trovato, avremmo uno stipendio mensile di 225.000,00€ non male… continuiamo la stima perché, non stanco e da buon businessman, Sfera Ebbasta è stato scelto come giudice per uno dei programmi più importanti nel panorama televisivo e musicale: ‘X factor’; secondo alcune ricerche, un giudice di X factor guadagna circa 5.000€ a puntata, se non erro le puntate sono 8, quindi altri 40.000€ puliti nelle tasche del trapper (noccioline comunque per i suoi standard, infatti la scelta di andare a fare il giudice ad X factor è più di immagine e marketing che economica).

Siamo arrivati a quasi tre milioni di euro, senza calcolare ancora il guadagno derivante la vendita di dischi, sponsor, sfilate di moda, studi di registrazioni, collaborazioni pagate etc.. secondo un approssimazione con queste altre attività si arriva a superare il fatturato di ben 3 milioni e mezzo di euro (3.500.000,00€).

Questo risultato ovviamente deve essere tassato quindi stiamo parlando del fatturato totale senza togliere costi e imposte varie.

Ma stiamo parlando di un fatturato che non costa investimenti in fabbricati, macchinari o altro, quindi non abbiamo procedimenti di ammortamento o similari, ma è un investimento sulla sua pelle, sulla sua persona, quindi una persona che ha questi numeri di certo potrà vivere nel futuro di ‘rendita’.

Che dire, se un ragazzo di 24-25 anni riesce a tirare su un fatturato di oltre 3 milioni l’anno, oltre a creare un movimento economico attorno a lui (basti pensare che se va in una città per suonare, spenderà soldi, andrà in hotel, andrà in diversi ristoranti, acquisterà vestiti ecc) possiamo dire che è un centro di attrazione a tutti gli effetti.
Per sapere il guadagno o il fatturato degli altri trapper basta fare una proporzione in base ai numeri (quindi rapportare le visualizzazioni sui video ad esempio).

Concludendo non sono io a dire se sia giusto o sbagliato avere un fatturato del genere, sono gusti e scelte di vita, certamente riuscire a creare una carriera del genere basata su questi numeri non è da tutti ed è da ammirare chi riesce a riscattare la propria posizione sociale grazie ad una passione artistica.

D’altro canto non sto qui a commentare o giudicare chi imita Sfera o gli altri trapper della scena italiana, scelte di vita anche queste e artistiche.

Questo articolo ha voluto solo studiare i ricavi prettamente economici, quindi rispondere ad una pura curiosità e/o domanda.

Concludo che sicuramente si, hanno tutte le carte in regola per essere “ricchi x sempre!”

Articolo di Riccardo Susinno.

L’IMPORTANZA DEL PERSONAL BRANDING

Oscar Wilde affermava:
”Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.”

Penso sia la migliore citazione per aprire l’analisi e il dibattito su un argomento attuale nel mondo economico-aziendale, ovvero il ‘personal branding’.
Cos’è il ‘personal branding’?  

Il personal branding è il marketing della singola persona; utilizzando termini più tecnici:
è il processo per identificare e comunicare nella maniera più efficace la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner dovrebbero sceglierti.

Ognuno di noi deve sapersi vendere meglio di altre persone, rispettando ovviamente sempre i valori etici della correttezza e del rispetto.

Ti sei mai chiesto perché a parità di competenze e soft skills scelgono una persona ad un colloquio rispetto un’altra? In condizioni normali, la risposta è perché la persona che viene scelte si è saputa vendere meglio dell’altra.
La persona scelta ha fatto centro, ha usato un linguaggio, un’ impostazione, una presentazione più efficiente ed efficace.

Oppure quante volte ti è capitato che prepari un esame universitario in maniera diligente, studiando bene, comprendendo bene la materia e avendo una visione di insieme, ma l’esame non va come vorresti, mentre vedi uscire altri colleghi contentissimi di avercela fatta?!
Tralasciando i discorsi che riguardano ‘la fortuna’ o similari, la riposta più logica è che i tuoi colleghi si sono venduti meglio di te, ovvero hanno saputo vendere al meglio le proprie competenze, la loro conoscenza e si sono approcciati all’esame in maniera più efficiente, o altro.

Certo il discorso di un esame è complicato e non voglio distogliere l’attenzione dal discorso principale che è il personal branding.

Attenzione: saper vendere bene le proprie qualità, o il proprio progetto, o la proprio persona, non significa e non dobbiamo intendere ‘vendere il nulla’, qui il discorso si basa su persone che hanno abbastanza conoscenze, capacità e razionalità.
Stiamo parlando di persone qualificate. 

Quanto incide quindi il personal branding oggi nel mondo lavorativo? Tantissimo! 

Il sottoscritto vi vuole portare una piccola esperienza personale: 

Quando ho ideato il progetto ‘maieuticar’, dopo aver creato il team, mi sono presentato a diverse aziende per avere gli sponsor e quindi la liquidità per poter effettuare la pubblicità e compiere le varie spese, fondamentalmente ho venduto uno spazio pubblicitario alle varie attività; io avevo un ritorno economico e creavo networking tra diverse realtà locali, mentre le attività avevano un ritorno di immagine; ok, chiarissimo fin qui.. era più o meno maggio, avevo un appuntamento con un’ attività; quindi sveglia presto, cartella in mano e sono andato ad esporre il progetto; la riunione va benissimo, l’azienda dove ero andato a proporre la collaborazione è rimasta davvero soddisfatta del progetto;  io gasatissimo vado a casa sognando di avere il progetto pronto (con mega euforia). 

L’indomani, erano le 16.30 circa di sabato pomeriggio, mi arriva la chiamata di tale azienda.. rispondo con tanta ansia; finisce la chiamata e…..
mi volevano rivedere per un colloquio.
Si, mi volevano inserire nel loro team aziendale! 

Oggi collaboro per questa bellissima azienda e sto crescendo sia professionalmente sia umanamente, mentre continuo i miei studi universitari.

Morale della favola? mi sono saputo vendere, ho superato anche la semplice vendita del servizio offerto (cioè il progetto), quindi il marketing personale è riuscito alla grande. Ho fatto bingo!

Ho portato questa mia esperienza personale per farti comprendere quanto sia importante il personal branding, oggi le aziende cercano questo, cercano le soft skills e la determinazione del singolo.

Tu sei il tuo brand da sviluppare, diffondere, promuovere, creare un’identity, strutturare un sistema di valori e generare un’ottima brand reputation.

Il padre di questi concetti è considerato l’americano Tom Peters il quale parlò per la prima volta di personal branding in un modo talmente chiaro e diretto che aggiungere altro sarebbe davvero superfluo:

Qualsiasi sia la mia estrazione sociale o età, io sono di fatto il Presidente, l’amministratore delegato e il responsabile marketing dell’azienda chiamata “IO S.p.A”. La mia reputazione e la mia credibilità dipendono da quanto efficacemente riesco a comunicare la mia competenza e a distinguermi dagli altri, determinando così la qualità del mio lavoro futuro. 

Articolo scritto da Riccardo Susinno prendendo spunto dall’articolo di Marketing Espresso inerente al ‘personal branding’: https://marketing-espresso.com/personal-branding/