POLITICA: SPOT E COMUNICAZIONE

Chi crede che la rivoluzione digitale non sia entrata nel mondo politico non ha compreso in toto l’evolversi della comunicazione dei nostri rappresentanti politici, di qualsiasi tipo, dai politici di fama nazionale ai politici locali che si candidano per amministrare comuni o regioni.

Infatti, proprio per questo ho scritto questo articolo, per studiare ed analizzare assieme l’evoluzione e il cambiamento che si è avuto a livello pubblicitario da parte dei politici e partiti.

Parto affermando che nessuno mai potrà superare o eguagliare l’unico vero politico italiano rivoluzionario e visionario che l’Italia ha avuto:
Antonio La Trippa.
Il suo motto era ripetere sempre ‘Vota Antonio‘, ed è stata la strategia più efficace e innovativa di tutto lo stivale.
Qui il video:

Scherzi a parte, consiglio la visione di questo film di Totò, merita tanto; il film si chiama ‘Gli Onorevoli‘ lo trovate gratuitamente nel canale ‘RaiPlay‘.
Link: https://www.raiplay.it/programmi/glionorevoli/.

Adesso iniziamo!
Per comprendere quanto sia importante la propaganda e la comunicazione facciamo un salto oltreoceano e catapultiamoci in America, ma non per gli hamburger e patatine, bensì per un manifesto storico:

Guardandolo avrai detto ‘questo sta parlando con me!!’… poi leggendo la frase forse hai sperato ‘meglio di no’… sbaglio?!

Cari lettori questo manifesto è storia! Pensate che è stato riutilizzato da diverse campagne pubblicitarie di aziende moderne; ma all’epoca non era di certo utilizzato per affermare la propria azienda o brand, bensì per arruolare nuovi militari tramite lo zio Sam che, con il suo pizzetto bianco su una faccia scolpita, contribuì a reclutare legioni di giovani americani per combattere nella Prima e Seconda guerra mondiale.
Era il 6 aprile 1917.

Ma in questo articolo ho deciso di analizzare fatti italiani, quindi cominciamo l’analisi partendo dagli spot promozionali della vecchia politica, cioè quella degli anni 70/80, così da comprendere l’approccio che si aveva prima verso la propria campagna elettorale, ricordando che i canali di diffusione maggiormente utilizzati erano: Radio, Tv (in un primo momento quella pubblica e non privata) ed ovviamente la propaganda classica in strada (banner, cartelli, volantini ecc).

Partendo dal comprendere che da sempre gli spot sono stati importantissimi, ma logicamente con l’avvento dei social network questi hanno subito una modifica in termini di contenuti e scenografia, anche se prima dei social network ci sono stati alcuni spot davvero ben fatti, come a breve vedremo.

Mi limiterò a fare un breve commento descrittivo inerente lo stile della comunicazione e il fine, quindi non ci basiamo sul ‘partito’ o sul ‘personaggio politico’, poco ci interessa in questo contesto.

Dalle ricerche che ho fatto questo è stato uno dei primi spot pubblicitari dello stivale, poiché risale al 1974.
Tale filmato veniva trasmesso nelle sale cinematografiche e non alla trasmissione nella televisione pubblica – dove gli spot non erano ancora presenti – o nelle reti private – a quell’epoca inesistenti in Italia.
Questo filmato costituisce quindi un antenato dei futuri spot politici destinati alla programmazione televisiva, realizzati dai partiti italiani solo a partire dalle elezioni del 1979.
Come possiamo notare, questo video è molto simpatico, troviamo un approccio ‘leggero’ verso un argomento importantissimo come la votazione di un referendum.
Quindi si effettua un bilanciamento, non usare una comunicazione troppo pesante per un argomento, che di per sé è di vitale importanza.

Guardiamo altri 2 video:

Notiamo una differenza: il primo spot non è stato trasmesso in tv, mentre il secondo sì.
Ciò ha portato una differenza comunicativa:
Il primo è più lungo ed utilizza un metodo ‘cartoon’ cercando di far ‘ragionare’ il fruitore mentre il secondo punta ad emozionare il fruitore, fa leva sulle emozioni della persona; basti pensare l’immagine della sposa o del bimbo con la nonna e la mamma che spegne le candeline.
Comunicazione che, tale partito, ha sempre utilizzato in diverse campagne pubblicitarie.

In questo spot invece notiamo la serietà del politico protagonista che si presenta con un vestiario istituzionale, con giacca e cravatta, con un monologo che di certo non era comprensibile a tutta la popolazione, ma ad un certo ceto sociale selezionato, concludendo il discorso con un motto preciso e riconoscibile.
Questo spot già era differente dal resto. Si nota una distanza tra il politico e il cittadino, come cultura e vestiario, questo concetto negli ultimi anni è stato abbandonato da diversi esponenti politici, ma ci torniamo tra pochissimo.

Qualcosa cambia negli anni 90:

Notiamo come l’intero spot si basa su una parola, accompagnata da una canzone che cerca di emozionare e rendere partecipe.
Nessun monologo, ma una serie di foto accompagnate dal commento di sottofondo che cerca di far comprendere ciò che il partito protagonista ha realizzato (senza parlare di numeri o altro). Anche la scelta delle immagini punta ad una sfera emotiva, soprattutto quelle di stampo religioso o con la bandiera italiana.

Qui notiamo come gli anni 90 trovano un primo cambiamento, poiché troviamo spot decisamente più corti dove si basano molto sulle immagini video utilizzate, lo spot di sopra impressiona abbastanza grazie a questo chiodo che piano piano viene sotterrato. Lo spot non si conclude con il solito motto, bensì con il momento in cui il chiodo viene interamente sotterrato, ed ho colto una metafora: ‘ti deve entrare in testa di votare il nostro partito’, almeno a me ha suscitato questa sensazione.

Sbarca in politica Berlusconi, arrivano nuovi canali televisivi e cambia totalmente la comunicazione e l’approccio alla politica, riesce a comprendere che gli spot e la pubblicità sono elementi fondamentali per prendere più voti possibili.
Analizziamo la sua comunicazione e i suoi spot:

Questo spot risale al 1994. Vediamo decisamente una comunicazione nuova per la politica italiana.
Notiamo che il soggetto politico utilizza un linguaggio comprensibile a tutti, con una parlantina simpatica e determinata allo stesso tempo. Rende l’idea di un politico amico e vicino, nonostante il suo abbigliamento altolocato, ma come notiamo è diverso rispetto al messaggio promozionale che abbiamo visto poco fa del politico ‘Craxi’.
Importante a livello comunicativo il momento in cui afferma ‘…quanta paura vi hanno fatto venire gli altri…’ indicando con il pollice.
Continuiamo con un altro spot ed entriamo nel 2000:

Notiamo l’utilizzo di un messaggio breve, non si parla di numeri o cifre, bensì si tocca la sfera emotiva della persona che guarderà il video: “Si può fare – Sappiamo come farlo – lo faremo presto”, queste 3 frasi rassicurerebbero chiunque abbia dei problemi.
Ho scritto le 3 mini-frasi senza rivedere il video, me le sono ricordate, questo fa comprendere ancor di più la semplicità e chiarezza dello spot pubblicitario.

Una cosa importante che il nuovo millennio ha portato in politica è stato l’utilizzo frequente e diffuso di spot politici simpatici.
Non che prima del 2000 non si utilizzassero, ma dal 2000 in poi si utilizzano con maggior frequenza e utilità.

Tale video risale al 2004.
Questo spot politico mi ha fatto ridere tantissimo.
Si tocca un tema comune a tutti, ovvero ‘il calcio‘, e si effettua la metafora con ‘metti in campo’.
Notiamo una differenza comunicativa rispetto agli spot precedenti.
Non c’è nessuna voce fuori campo che spiega, ma solo delle scritte semplici e comprensibili.

Il ‘Metti a Cassano’ dell’anziano mi ha steso!


Ho scelto altri 5 spot pubblicitari dal 2010 in poi, per comprendere ancora di più l’avvento dei social network e il cambiamento della comunicazione, arrivando a fare spot che hanno, più che contenuti, una forma davvero convincete ed unica.

Ok, riprendetevi vi do il tempo di riprendervi.

Questo spot mi ha spiazzato. Ho passato 10 minuti a ridere.
Nulla da aggiungere, qui l’apoteosi dello spot ‘anti politica’, cioè non importa altro che arrivare al cittadino ‘sbalordendo’, e solo dopo proporre i propri contenuti e le proprie idee.

Ma sicuramente un video del genere diventa virale sui social network, in positivo o in negativo che sia.

Questo video punta invece sulla sfera emotiva del cittadino.
Notiamo che inizialmente il video genera ansia e paura al fruitore, mentre alla fine il politico che propone sicurezza al cittadino generando fiducia e tranquillità, ovviamente, chiedendo il voto con un sottofondo musicale che invoglia a dare fiducia a tale soggetto.

Questo video l’ho scelto per fare un confronto con il primo video che abbiamo visto, quello dove c’era l’omino in uno sfondo bianco, ricordi?
Comprendiamo una differenza abissale inerente la qualità del cartoon e del design. Un video del genere oltre ad avere un costo elevato, è anche complicato da fare per un video maker.
Quindi prendiamo ancor più consapevolezza di come i social abbiano permesso di poter creare dei video dove prima era impossibile passarli o generarli, soprattutto per una questione di durata: i social non hanno limiti, la pubblicità televisiva sì.
Cosa conviene? a te la risposta!

Questo forse è l’esempio di uno spot creato a tavolino.
Attori superlativi, copioni ben scritti, inquadrature pazzesche, recitazione impeccabile, montaggio e sound ottimo.
Questo video esprime la sintesi dell’evoluzione degli spot politici, sembra una scena di una commedia italiana!
Hanno fatto anche una continuazione di questo spot, oltre ad aver ricevuto tantissime parodie, quindi, è diventato virale sui social (in positivo o in negativo poco cambia, basta che sia virale).

Questo è il mio spot preferito, per il concetto espresso.
Notiamo ancora come sono cambiati gli spot pubblicitari per i politici.
Questo video non ha una svista. Il finale non è più lo stesso con il solito ‘motto’ o frase motivazionale, ma si da per assodato che il protagonista sia l’unica scelta razionale e utile.
Oltretutto notiamo come non si basano più gli spot su ‘delle idee’ o ‘proposte effettive’ bensì sul singolo soggetto protagonista.

Nulla da aggiungere, questo è l’esempio di come i social network hanno permesso ai politici di fare ciò che vogliono, ovvero, hanno permesso di comunicare come meglio credono e anche di far diventare ‘gli elettori’, più che tali, una vera e propria ‘community‘.
Quest’azione se fosse stata fatta da un’azienda avrebbe conquistato tantissimi clienti, ma, purtroppo, non è stata fatta da una realtà a scopo di lucro, bensì da un politico.
Ma ha funzionato, poiché ha rafforzato il rapporto con i suoi elettori, quindi penso che il team di comunicazione del politico in questione non voleva arrivare a nuovi elettori, bensì ‘fidelizzare‘ quelli già che ha.

Quindi concludendo l’articolo comprendiamo come da sempre la politica ha avuto un’esigenza di creare degli spot, che prima erano trasmessi in tv o in spazi pubblicitari importanti (come per esempio la pubblicità al cinema) mentre oggi ogni politico riesce ad arrivare al cittadino tramite canali personali generati dai social network.

Oltretutto se prima gli spot cercavano di dare dei messaggi più importanti, oggi puntano soprattutto su una sfera emotiva e sul far primeggiare il protagonista dello spot cercando di strappare qualche risata al cittadino/fruitore dello spot.

Spero sia stato utile questo articolo. Alla prossima!
Fonti: http://www.archivispotpolitici.it/index.php (sito davvero interessante, se sei un appassionato consiglio la visione)
Video: Presi sulla piattaforma ‘YouTube

P.S: Se ti stai chiedendo come ho fatto a scrivere l’articolo guardando tantissimi spot dei politici e senza che mi siano venute delle crisi di panico per le favole che ogni spot ha raccontato, la mia risposta è questa canzone:

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Grazie!
Articolo di Riccardo Susinno.

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