Lucio Battisti nella cultura popolare Italiana: pensieri e parole

In questi giorni di quarantena ho compreso quanto l’identità di una comunità passi per la condivisione di alcuni fattori che, comunemente e naturalmente, vengono assorbiti dai vari soggetti che fanno parte di quella determinata comunità, o che si identificano in quell’ecosistema di valori etici, morali, costituzionali e storici, che d’altronde, formano le diverse culture di ogni paese.
Questo fattore è più acuto in un periodo complicato, come quello che stiamo vivendo, dove ogni soggetto cerca ‘una culla’ che lo accudisca.


In Italia abbiamo avuto una cultura piena di tantissimi fattori che l’hanno forgiata o comunque indirizzata, ma sicuramente, nella cultura nazional-popolare del Bel paese un grande artefice è stata l’industria musicale con i suoi artisti visionari, creativi e, molto spesso, in contro tendenza con la moda del momento.
Basti pensare che uno degli spettacoli ed eventi più attesi dell’Italia è proprio il festival di Sanremo; tale evento, di caratura mondiale, viene finanziato con i tributi e tasse che ogni cittadino paga all’erario, quindi, possiamo comprendere quanto l’arte musicale sia di fondamentale importanza per l’Italia e gli Italiani.
E’ la forma d’arte che sicuramente ci sensibilizza ed orienta più facilmente.


D’altronde, nel mondo, la musica è una delle forme d’arte più comunicative che esista, soprattutto in un periodo in cui per accedervi bastano dei semplici click su piattaforme digitali.


Tanti artisti hanno influenzato la cultura nazional-popolare, ma ho deciso di iniziare questa rubrica, che tratterà diversi autori, con uno degli artisti italiani più riconosciuti ed eterni: Lucio Battisti.

Molti dei suoi versi sono diventati degli slogan per noi tutti, basti pensare a “lo scopriremo solo vivendo!”, “è la paura che inquina e uccide i sentimenti”, “una giornata uggiosa” e tanti altri (lo stesso Mogol in un’intervista alla Rai affermò tale concetto).

Lucio ha realizzato circa 20 album in quasi 28 anni di carriera musicale.
Ma la domanda che mi sono posto per scrivere tale articolo è stata:
”Come mai Lucio Battisti ha influenzato così tanto la cultura popolare rispetto altri artisti italiani?”

Secondo me ci sono tanti fattori, tutti importanti e intercambiabili.

Il primo riguarda il momento storico in cui Lucio ebbe successo.
Erano gli anni 70’, anni non semplici per l’Italia.
Manifestazioni in piazza, politica studentesca scottante, attacchi terroristici di movimenti estremisti, attentati, guerre di Mafia e tanto altro che hanno caratterizzato quegli anni.


In un momento così crudo, di sangue e instabilità, alle radio e ai vinili si poteva ascoltare un ragazzo che, invece, parlava di storie d’amore e di vita. Un sognatore. Un visionario che raccontava amori passati, amori futuri e camminate su delle colline e monti, magari con un fiore in bocca in mezzo a qualche ciliegio, rincorrendo un sogno o un amore infranto.


Lucio aveva una sensibilità innata, dove i suoi testi raccontano storie d’amore, ricordi, di speranza e di vita.
Possiamo così comprendere come un Italiano, in quel periodo, poteva ‘rifugiarsi’ nelle canzoni di Lucio, dimenticando il periodo aspro e complicato che stava vivendo lo stivale.
Arriviamo così al secondo fattore che ha portato Lucio nella cultura nazional-popolare che è proprio il suo disimpegno ai contenuti politici e il distacco dai giornalisti.


Lucio non ha mai toccato tematiche politiche e stava lontano dai giornalisti, lo stesso Lucio, in un intervista ha dichiarato che voleva solo raccontarsi con la musica, senza più apparizioni in tv o live musicali.
Esistevano solo i suoi vinili. La sua musica, i suoi versi.

Questo ha portato ad un distacco tra l’artista e tutti gli ascoltatori, questa lontananza è riuscita a far ad apprezzare maggiormente l’artista e, per tutti gli ascoltatori, immedesimarsi nei suoi versi.

Era il rifugio di tutti. Quindi immaginiamo come possa aver dato conforto e aiuto, o anche semplicemente far passare dei momenti divertenti e spensierati ad una moltitudine di persone, staccando dalla vita politica, studentesca, lavorativa e dal mondo intero.


Ma d’altronde oggi è ancora in grado di farlo.
Mi ha sorpreso la presenza di commenti, su YouTube, attualissimi, dove ringraziano Lucio ‘per la vicinanza’ in questo periodo complicato per noi tutti, a fine articolo trovi i commenti.

Quindi, Lucio è tutt’ora una culla per noi Italiani. Riusciamo a sognare ascoltando la sua voce, che è eterna.
Tutti gli italiani hanno un amico che può consolare, riuscendoci a  farci immaginare cieli immensi e praterie dove poter correre, rotolare e respirare piano.

Non è un caso, se in un periodo complicato come quello che il sistema sanitario italiano sta vivendo, per colpa del viscido COVID-19, il personale sanitario in prima linea, in trincea, ha utilizzato le note de ‘il mio canto libero’ per creare ‘un inno’ per affrontare questa emergenza.

A tutti noi che ci aspetta una ripresa socio-economico incredibile per il nostro paese, forse, ripartendo da alcuni concetti di benevolenza, amore e coraggio, che Lucio ha inciso nei suoi vinili, potrebbero rendere questa risalita più gagliarda e coesa, producendo una Italia più rosa, fresca, unita ed eterna.
Amarci di più, basterebbe questo.


Grazie Lucio.

Alcuni commenti attuali su YouTube:

Alcune foto di Lucio Battisti trovate sul web e condivise senza scopo commerciale o di lucro.

Articolo di Riccardo Susinno.

NOTA:
La grafica utilizzata del ritratto di Lucio è di ‘Lorenzo Imperato Illustration
Per l’associazione culturale CrunchEd‘ 

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