Revenge Porn, l’intimità violata

Il termine anglosassone “Revenge Porn”, o “revenge pornography”, associa la parola “vendetta” (revenge) a quella di pornografia ed è uno dei fenomeni dell’era 2.0.
Si tratta di una pratica, più diffusa di quanto in realtà si pensi e consiste nella diffusione illecita di immagini e video, a sfondo sessuale, su internet senza il consenso dei “protagonisti” che ritrovano a volte ignari le proprie foto private sul web.

Vittime, spesso di una vendetta, dopo la fine di una relazione con la quale il proprio ex partner decide di vendicarsi inviando le foto intime della vittima ad amici o gruppi sul web. Ed è quello che emerge da un’inchiesta di Wired sul colosso di messaggistica instantanea Telegram, una rete di 21 canali con quasi 50mila di iscritti e oltre 30 mila messaggi al giorno dove vengono postate e vendute foto intime di donne (spesso di ragazzine minorenni) e uomini. Utenti, che tramite un nickname, in anonimato scambia o acquista materiale pornografico e pedopornografico ad insaputa delle vittime. Ma non solo, spesso il tutto è accompagnato da link sui profili privati delle vittime o numeri di cellulari delle stesse.
Basta leggere qualche commento, per capire come questo fenomeno nasconde in realtà un fenomeno sociale ben più preoccupante, ed è quello di chi si sente in diritto di esercitare il proprio potere sul corpo di qualcun altro anche solo tramite la diffusione di un’immagine.

Perché se è vero che spesso le vittime sono inconsapevoli degli scatti, è anche vero che capita che questi scatti siano fatti proprio dalle stesse vittime, che durante una relazione magari “giocano” con il proprio partner, inviando loro foto, video o messaggi con riferimenti hot. Viviamo nell’era digitale, il mondo 2.0 che spesso si “mescola” con il mondo reale, dove le relazioni non sono più fatti di incontri al bar, cene romantiche o chiacchiere in palestra, ma sono fatti pure di like, condivisione dei propri momenti della giornata, di video e di selfie con amici, partner e familiari.

La linea sottile fra le due realtà tende a svanire così pure i commenti di chi si sente in diritto di giudicare gli altri, sempre. “Se l’è cercata”, ”è stata ingenua”, “quella gonna è troppo corta, quella maglietta troppo scollata”, frasi allusive, intenzioni, opinioni che si celano dietro ad un sistema corrotto e falso moralista, che giustifica azioni ingiustificabili, invece di condannare chi viola il diritto alla libertà.

L’uomo è un animale sociale, approvazione, appartenenza, condivisone sono tante sfumature di un unico rapporto, quello basato sulla fiducia. Ed è per questo che bisogna sempre pensare che la fiducia così come la libertà, sono due facce della stessa medaglia. Considera sempre, al di là del rapporto che hai con la persona a cui la invii, che questo può cambiare o che per sbaglio (smarrimento del telefono, hackeraggio, invio sbagliato, etc) queste immagini possono essere diffuse. Qualsiasi immagine su internet lascia una scia identificativa e non sarà difficile risalire al proprietario dell’immagine. Se invece sei o pensi di essere vittima di revenge porn, contatta (anche se sei minorenne) la polizia postale o l’associazione

Inviare una propria foto, qualsiasi sia il rifermento, o scegliere un abito piuttosto che un altro è la libertà di ognuno di noi, nonché il diritto personale di poter decidere. Il nostro dovere è quello di creare un sistema nel mondo in cui la dominazione (metaforica e non) sull’altro sia solo un vecchio ricordo. Un sistema che lasci che ogni donna ed ogni uomo abbia il diritto di esprimersi come consentire la non proliferazione della Pornografia Non Consensuale (NCP & “Revenge Porn”) così senza fine di Lucro e di promozione sociale Permesso Negato, che si occupa di applicare nel concreto tecnologie, strategie e policy per come altre forme di violenza ed odio online, facilitando l’individuazione, il recupero, il reporting e la rimozione dei contenuti dalle principali piattaforme online.

Un sistema che lasci che ogni donna ed ogni uomo abbia il diritto di esprimersi come meglio creda, e soprattutto che abbia gli strumenti per contrastare quei fenomeni che ne limitano la libertà. 

Il reato di renvenge porn è punibile dalla legge: nell’Agosto 2019 è entrato in vigore l’art. 612 ter c.p.: la campagna di sensibilizzazione #ancheperte, ideata da Maieuticar, per contrastare il Revenge Porn e far comprendere che tale fenomeno, oltre che disumano, è anche reato, recita tale testo della legge.

Video #ancheperte:

Articolo di Vanessa Occhione.

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