Sicilia – Giappone: storia di un unico popolo?


Durante questa sessione di esami, leggendo un libro di Marketing, ho trovato un paragrafo interessantissimo il quale mi ha aperto un nuovo punto di ispirazione e conoscenza, ovvero la vicinanza tra il popolo siciliano e il popolo giapponese. Strano, no? Pensare che la distanza tra i due popoli è di ben 10.083,16 km, ma come potrai comprendere leggendo questo articolo, in realtà Sicilia e Giappone hanno tantissime cose in comune ed anche una discendenza in comune, che chi sostiene questa tesi, ha dimostrato.

Analizziamo e inquadriamo l’argomento.

Questa teoria si trova nel libro “Sicily: Ancestral Japan” il quale ci spiega che in fase preistorica e a causa di una disastrosa eruzione dell’Etna, la migrazione in massa di protosiculi  (siciliani di origine prima della colonizzazione greca) verso oriente e, precisamente, in direzione di Levante, la casa del Dio Sole Nascente, alla ricerca di un Vulcano che sostituisse nell’immaginario l’Etna; i protosiculi trovarono tale sostituto nel Monte Fuji  che, si narra, venerarono e ringraziarono per aver restituito loro una patria.

Quindi dalla Sicilia al Giappone.

La tesi che unisce i due popoli continua e cerca di metterli in rapporto, notando che:

– Il Sole è un elemento importante nell’immaginario di entrambi i popoli, ed entrambe le bandiere sono costituite da una raffigurazione del Sole con raggi che partono da esso;
– Entrambe le civiltà si sono sviluppate intorno ad un vulcano innevato, di struttura identicamente conica, situato in una posizione strategica dell’isola;
– I due popoli vivono con grande passione la festa della fioritura del loro albero augurale: alla festa del Mandorlo in fiore siciliana corrisponde la festa del ciliegio in fiore giapponese;
Catania, il primo grande insediamento protosiculo ai piedi dell’Etna, è “la città della spada”, in giapponese katana;


Rapportando la sfera sociale delle due popolazioni notiamo qualche vicinanza:

Si pensi al fatto che in entrambe le civiltà è presente la stessa matrice di delinquenza ovvero “Cosa“ Nostra siciliana e la “YaKuza” giapponese sono tanto vicine nelle loro organizzazioni che nel suono e nel significato (si pronunci più volte Cosa – YaKuza).
Oppure, un elemento positivo, pensiamo quanto sia forte per entrambi i popoli il senso dell’onore, del rispetto, della fratellanza, del dovere e della lealtà, d’altronde basti ricordare il codice Bushido  per i Samurai giapponesi.

Al pari di noi siciliani i giapponesi tengono particolarmente al «salvare la faccia», al fare «bella figura». Non danno una grande importanza al corpo nudo, preferiscono contemplarlo ed ammirarlo vestito.

Passando alla cucina, elemento fondamentale per entrambe le culture, notiamo con stupore delle similitudini:
– Entrambi i popoli hanno avuto al centro della propria alimentazione il pesce azzurro;
– E’ ricca per entrambi la tradizione di mangiare saporiti bocconcini di riso ovvero le arancine;
– Il ‘tempura’ giapponese altro non è che l’usuale verdura in pastella siciliana;
– Infine potremmo paragonare il sushi e il sashimi giapponese con mitili, polipi e pesce crudo (pensiamo alle Alici o Sarde sott’olio); oltretutto in siciliano abbiamo una parole simile a sushi, piatto freddo giapponese, che è “sciusciare” che vuol dire soffiare – raffreddare.

Come ultima analisi si potrebbe osservare che entrambi i popoli sono piuttosto bassi e caratterizzati da carnagione, capelli e occhi piuttosto scuri.
Taguchi-Yoshikawa-Ozawa, autori del libro sopracitato,  sono ben coscienti del fatto che nei millenni seguenti non sono mancati contatti con altri popoli, contatti che hanno portato a una notevole varietà nell’aspetto fisico sino ad arrivare ai tanti siciliani con i capelli biondi o ai non rari giapponesi con gli occhi a mandorla.
Queste miscelazioni non hanno però allontanato in modo irreparabile i due popoli che geneticamente sono ben saldamente uniti condividendo tra loro ben più del 98% del patrimonio genetico (l’hanno affermato nel loro libro).

La verità? Penso che sia difficile da trovare, c’è chi afferma che questa tesi è dimostrata scientificamente e chi afferma che non è del tutto vero.
Io penso che sia affascinante crederci o quantomeno sperare sia così, poiché comprendiamo la bellezza dell’essere umano e come le varie identità dei popoli alla fine siano un frutto comune e che ogni cultura è un patrimonio davvero importante da tutelare e valorizzare nel mondo, tutelando tutte le differenze delle diverse società!

こんにちは (Konnichiwa, Ciao!)

Alcune immagini di ciò che abbiamo elencato:


Fonti:
1. https://www.ilsicilia.it/sicilia-e-giappone-cosi-lontane-cosi-vicine-il-mistero-delle-due-isole-gemelle/
2. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/17/ma-quanto-siamo-simili-ai-giapponesi.html
3. Video su YouTube e diverse interviste
4. Libri privati


Notiamo anche che vi è una associazione culturale che porta avanti la cultura siciliana integrandola a quella giapponese:
https://www.facebook.com/AssociazioneSiciliaGiappone/


Articolo di Riccardo Susinno.

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