Sicilia coast to coast: La terra del Sole

Diario di viaggio di Agnese torre

Questo è il racconto del mio viaggio in Sicilia nell’estate del 2020, un punto di partenza, un punto di conforto, una bussola che punta verso la bellezza e le risorse di una terra che ha tanto da donare ed allo stesso tempo il bisogno di una cura e un rispetto più concreti.

Baia dei Francesi


Sono partita da Roma in un viaggio on the road, in macchina da Roma a Napoli e poi ho imbarcato la macchina su un traghetto, uno come tanti senza pretese, un viaggio lungo ma necessario, perché fare tutta la traversata dello stivale a mio avviso avrebbe appesantito i momenti di guida una volta arrivata in Sicilia, ma la verità oltre all’aspetto pratico è che mi piaceva da impazzire l’idea di arrivare dal mare, così come facevano i vecchi viaggiatori e naviganti che partivano per scoprire nuove terre.

In Sicilia c’ero già stata una volta, ma non avevo avuto modo di girarla tutta, ed anche adesso c’è una parte che ancora mi manca da vedere, dovrò presto rimediare!


Purtroppo il tempo nei viaggi è un grandissimo tiranno, più ti avventuri e più c’è da scoprire, ed una vita sola non basta per poter vedere tutte le meraviglie di questo nostro mondo, però la Sicilia è così vicina, e quindi senza troppe pretese ho arrangiato un viaggio, anche soprattutto grazie all’aiuto di amici sul posto che sono stati fondamentali per guidarmi sia nell’organizzazione di un viaggio low cost, sia per la disponibilità e l’accoglienza mostratami per aiutarmi a vivere giorni bellissimi.

Il desiderio di viaggiare ha spinto i miei passi verso una terra che ha saputo donarmi una bellezza senza paragoni, così mutevole nel suo paesaggio, così limpida nel suo mare, così piena nella sua storia. Il traghetto mi ha portata a Milazzo e da lì ho potuto girare in una giornata molto velocemente i suoi luoghi, ma la prima vera destinazione del mio viaggio è stata Agrigento.

Visitare Agrigento e la Valle dei Templi era un mio sogno da bambina, un sogno che non so spiegare, io sono sempre stata così, nella mia vita ho sempre avuto dei posti che sapevo che avrei voluto vedere almeno una volta nella vita, e così una mattina dei primi di luglio mi sono decisa! Ho iniziato a progettare il mio viaggio, una direzione precisa con un itinerario a volte stabilito a volte suggerito, ma sempre guidato dal cuore per rispondere a un bisogno di vita che negli ultimi mesi era rimasta in disparte. Ed è così che è iniziata la mia avventura, sono partita con la mia macchina piena cianfrusaglie e le valige vuote da riempire di nuovi sogni ed esperienze.

Appena arrivata in Sicilia mi sono diretta da una delle mie più care amiche d’infanzia, ed insieme a lei, in macchina, abbiamo iniziato il viaggio: direzione Agrigento.

Il paesaggio da verde è diventato giallo, il sole faceva da padrone sulla strada non solo per il suo piacevole calore. Tutto intorno a me era sole, le colline splendevano di una luce così piena d’estate che la strada scorreva veloce senza quasi rendermene conto. Tant’è che quando siamo arrivate mi sembrava di essere appena partita.

Valle dei Templi – Tempio della Concordia

Agrigento e i suoi colori caldi mi hanno avvolta in un abbraccio profondo, e quando dalla strada ho iniziato a intravedere la Valle dei Templi ecco che la testa ha girato forte, il cuore ha fatto un sussulto e una lacrima è scesa leggera, colpita e affondata da un’inaspettata sindrome di Stendhal il mio cuore si è lasciato cullare dolcemente da tutta quella bellezza che non riusciva a contenere.

Valle dei Templi – Tempio di Ercole


La mia prima vera tappa di questo viaggio on the road che io ho chiamato Sicilia Coast to Coast ha compreso la visita ad Agrigento, alla Valle dei Templi, alla Scala dei Turchi, Porto Empedocle, Villaggio Pirandello, la Casa nativa di Pirandello e San Leone.

Sono stati tre giorni pieni di meravigliose scoperte, l’occhio scorreva veloce dal mare alla storia con un salto nel tempo costante tra passato e presente, tra il giallo caldo delle pietre dei templi all’azzurro fresco del mare, con l’unica e delicata eccezione del bianco accecante della Scala dei Turchi, che come una dama bianca guardava immobile e silente il suo mare.

Scala dei Turchi

Sarei rimasta lì volentieri a far volare via i pensieri, il tempo sembrava sospeso, anche la vita sembrava lontana, ma con la promessa di tornare ho ripreso la macchina e mi sono diretta in direzione Catania per continuare la mia avventura.

A Catania ci ero già stata nel 2016 quindi la città l’avevo già vista, ma stavolta ho avuto la possibilità di condividere questi momenti con una guida d’eccezione, una ragazza siciliana.
Grazie a lei ho potuto vedere Catania non con i classici occhi di una turista che si trova in Sicilia qualche giorno per villeggiare. Grazie a lei ho potuto vivere la città di Catania come la vive una ragazza del posto nella sua quotidianità, mostrandomi i diversi luoghi che di giorno hanno una veste e di sera si imbellettano con scintillanti emozioni.

Aci Trezza

Grazie a lei ho potuto assaggiare le bontà di questa terra andando oltre i semplici piatti turistici, ho assaggiato cibi buonissimi che seguivano la tradizione come se fossi una vera Catanese.
Con lei ho avuto la possibilità di scoprire luoghi segreti di Catania e dintorni che sfuggono agli occhi dei turisti e che lei, nella sua infinita dolcezza, ha gentilmente scelto di condividere con me. Insieme abbiamo visitato Catania, Aci Trezza, Aci Castello, con la Casa del Nespolo di Verga, San Gregorio di Catania, Giardini Naxos, Isola Bella e le Gole dell’Alcantara un altro luogo che desideravo visitare da tempo.

Gole Alcantara

Il sentiero lungo le gole è un qualcosa di magico, ma quando poi arrivi giù, in fondo e il panorama si apre, trovi tutta la forza della natura che nei suoi corsi d’acqua fresca e limpida scorre senza sosta con la sua dirompente scia. Non credo di essermi mai bagnata in acque più fredde ed il fascino di questa natura selvaggia, dirompente e inaspettata mi ha conquistata.
Ma il viaggio non era ancora certamente concluso. Nonostante le nuove scoperte ho ripreso la macchina per dirigermi verso l’ultima tappa: Palermo e la sua provincia.

In macchina i kilometri hanno continuato a scorrere leggeri, nonostante le strade fossero in manutenzione e cariche di lavori in corso, quello che mi ha accompagnata è stato sempre un occhio al paesaggio che si muoveva al mio fianco e che nuovamente cambiava i suoi colori, tra il verde, il giallo e il nero degli incendi che spesso ho incontrato in lontananza lungo le autostrade e le statali.


Lungo le strade delle Sicilia la terra ti parla e ti racconta le storie che gli uomini e le donne hanno fatto prima di te, lo vedi nei casolari abbandonati, nel fumo degli incendi che incontri lungo il cammino, lo trovi negli occhi delle persone che incrociano il tuo sguardo e l’ascolti nel soffio del vento che arriva dal mare.


Palermo città d’arte e di magia si è posata su un diadema come il gioiello più prezioso di questa avventura. Le sue architetture arabo-normanne mi hanno affascinata, ogni angolo di questa città meriterebbe un’ode che la esalti.

Basilica cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria Assunta – Palermo

Le sue strade mostrano un animo accogliente ed allo stesso tempo ferito dalla storia che l’ha fatta grande. Camminare per le sue strade, vedere la cattedrale, sbirciare tra i suoi vicoli e incontrare gli sguardi delle persone mi ha emozionata. Prima di partire mi dicevano “Quando vedrai Palermo, te ne innamorerai” si, avevano ragione, Palermo mi ha stregato il cuore, è una di quelle poche città che potrei scegliere per lasciare la mia Roma.

Vucciria – Palermo


Accanto alla sua luce ed alla sua eleganza la vita scorre con note non sempre leggere, una città con gli occhi della novità è sempre bella, Palermo però mi ha lasciato quel desiderio di scoprirla con tutte le sue mille sfaccettature, oltre al traffico ed alla guida abbastanza sportiva è una città dove potrei passare del tempo non solo per godere delle sue infinite bellezze artistiche, ma anche per lasciarmi scuotere dai suoi modi di vivere così lontani dai miei.

In questa ultima tappa oltre a Palermo ho potuto conoscere luoghi come Santa Flavia, Bagheria, Aspra, la tanto chiacchierata Mondello e la splendida Cefalù. Ho avuto l’onore di avere al mio fianco in questo ultimo tratto del mio viaggio persone che sono diventate una seconda famiglia, amici unici che mi hanno fatta sentire accolta prima ancora di partire e che quando sono arrivata mi hanno fatta entrare nelle loro vite come una di famiglia.
Sono stata accompagnata a scoprire luoghi che rimarranno nel mio cuore per sempre e dove la mia mente si è sentita dopo tanto tempo di nuovo leggera, come al faro di Capo Zafferano o a Santa Nicolicchia – Porticello.

In questi luoghi in bilico tra terra e mare mi sono sentita a casa e in un istante, trasportata dall’emozione ho scritto questa frase: “Lasciami guardare il mare, lasciami respirare il suo profumo, lascia che i miei pensieri diventino spuma, lascia che i miei occhi diventino salati come l’acqua del mare e poi siedi qui accanto a me, guardami negli occhi e vedrai che in fondo alla mia anima troverai un soffio di vento portato dal mare” questa frase mi è uscita dal cuore e l’ho scritta veloce sul cellulare mentre ero lì perché non volevo perdere quella sensazione di profonda unione con ciò che mi stava circondando, volevo trattenere ogni attimo, ogni pensiero, ogni sospiro per poterlo portare con me, sapevo che non sarebbe bastata una semplice foto, perché certi luoghi necessitano anche nei ricordi di pensieri e parole.

Faro di Capo Zafferano


Forse questo è il ricordo più bello che alla fine del viaggio porto con me, una Sicilia coast to coast, fatta di kilometri, sorrisi, mare, lacrime e sale, una Sicilia fatta di pezzi di cose buone da mangiare e di pezzi di cuore, una Sicilia di vento e pensieri che non danno risposte e scompigliano l’animo con nuove domande, una Sicilia di sogni di chi ci vive e di chi la vorrebbe vivere, una Sicilia di storia, di tempo e memoria che lotta paziente indomita e coraggiosa, baciata dal sole, bagnata dal mare, in una terra calda che non si può dimenticare.

Tramonto lungomare di Milazzo

Diario di viaggio di Agnese Torre

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