Alla ricerca della ‘Cura’ per questo 2020

L’anno che sta finendo è stato un anno che ha scosso l’intero sistema mondiale e, di conseguenza, le nostre vite in una maniera che nessuno poteva prevedere. La storia la conosciamo tutti. Non c’è persona che non abbia dovuto fare i conti, in maniera diretta o indiretta, intensamente o meno intensamente, con questa maledetta pandemia e la sua gestione.

In questo mese di Dicembre ho cercato un termine che potesse rappresentare e riassumere questo 2020, e magari, con uno sguardo al futuro poterlo ‘ricordare’ tramite esso.

La mia ricerca è andata lontana da termini anglosassoni ‘mainstream’, il quale siamo saturi, dunque ho trovato una parola che racchiude questi 365 infiniti giorni… tale termine è: La Cura.
Questo termine, così come la sua etimologia, è estremamente complesso ed attuale. [1] 

Tutti ci siamo imbattuti nella ricerca di una vera ‘cura’ per questo anno.

Il personale sanitario ci ha fatto comprendere l’essenza della parola ‘cura’: loro si sono presi cura, in maniera diretta, autonoma e estremamente stancante di tutti i pazienti infetti, mettendo al rischio quotidianamente la propria vita per le ragioni che conosciamo.

Essi, oltre ad accudire i pazienti, hanno cercato anche una ‘cura’, ovvero una terapia/farmaco, che potesse guarire e aiutare i pazienti affetti dal virus.

Nella sua forma più antica cura in latino si scriveva ‘coera’, ed era usata in un contesto di relazioni di amore e di amicizia, dunque nei casi sopracitati è come se si fosse creato un legame di amicizia tra pazienti e personale sanitario; d’altronde così è stato, per regalarvi un sorriso ed una riflessione, allego questo video:


Anche l’utilizzo e l’obbligo delle mascherine chirurgiche seguito dal distanziamento sociale hanno prodotto una specie di ‘cura collettiva’, ovvero grazie al loro utilizzo ci hanno permesso di avere cura di noi stessi e degli altri, dunque non infettarsi e non contagiare.

Parliamo anche della ‘cura’ che aziende farmaceutiche hanno cercato, ovvero il vaccino che a breve sarà somministrato e, si spera, possa realmente aiutarci a superare questa crisi.

Tristemente pensiamo alle ‘case di cura’, che, purtroppo, per la fragilità delle persone anziane sono state molto spesso focolai.
In questo caso il termine cura significa ‘attenzione – vigilanza’ d’altronde, tali case hanno il compito di aiutare e accompagnare le persone anziane negli ultimi anni della loro vita.

Andando su una sfera più soggettiva, il lockdown ha obbligato molte persone a passare molto più tempo a casa. La casa è divenuta luogo di lavoro, studio, esami, chiamate, rapporti, disperazione, gioia e tanto altro… Dunque, la casa, non era semplicemente un luogo di stacco e riposo verso il mondo esterno, ma divenuta un luogo di ‘cura’ e ‘protezione’, di conseguenza, tutti noi abbiamo dato più attenzione ai nostri spazi casalinghi, ci siamo presi ‘cura’ di loro, magari migliorandoli o cambiandoli (anche tu avrai sistemato un posto in casa tua che, in un periodo normale, non avresti fatto!)

Immancabilmente, con i tempi più lunghi che questo anno ci ha (forse?) donato, abbiamo dovuto fare i conti con un senso di solitudine e paura, di incertezza mischiata con speranza, cori dai balconi con tremoli di voce, dunque abbiamo iniziato a comprendere quanto fosse importante avere cura di sé stessi.
 
Anche i vari decreti hanno nominato questo termine speciale, basti pensare al ‘Cura Italia’; lungi da me svolgere considerazioni di efficienza di tali decreti, ma possiamo dedurre che anche l’apparato statale ha compreso come fosse importante in quel momento ‘curare’ l’economia e le imprese italiane.

Pensare che anche il creato ci ha chiesto di averne ‘cura‘, perché nei due mesi di stop il mondo ci ha fatto capire che stava ricominciando a respirare (iconica l’immagine del Tevere); dunque in futuro si dovranno attuare politiche che abbiano una volontà di curare il mondo esterno e rispettare le nostre radici.

Il fatto è che l’essere umano non può fare a meno di dare e ricevere delle cure, basti pensare da quando iniziamo a piangere, appena fuoriusciti da quel pancione che per i nove mesi precedenti è stata la nostra cura e il nostro tutto, troviamo persone che hanno cura di noi.

Foto iconica di questo 2020, dove il neonato ‘strappa’ la mascherina chirurgica al medico.

Potrei elencare tanti altri momenti o azioni che hanno un minimo comune multiplo nelle vite di ciascun individuo.
Forse la risposta risiede nel fatto che avere ‘cura’ di qualcuno o qualcosa non è mai scontato. La Cura, per sua natura, ha bisogno di tempo, volontà, sacrificio, conoscenza, intraprendenza, condivisione, paura e timore… elementi che, volente o nolente, questo anno ci ha dato.

L’augurio che vi faccio, per il vostro futuro, è di avere cura di voi stessi, del vostro bene, allo stesso tempo condiviso con persone di cui avete cura, immersi in un mondo che, forse, dovrà davvero curarsi da diversi mali.

Il Maestro Battiato – La Cura (versione inedita).

[1]: Se sei curioso/a e scoprire di più su tale termine ti lascio qualche link interessante: 12

Articolo scritto da Riccardo Susinno.

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