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Gli asintomatici facilitano la trasmissibilità della SARS-CoV-2

Il nuovo coronavirus emerso a Wuhan, in Cina (SARS-CoV-2) alla fine del 2019, si è rapidamente diffuso in tutte le province cinesi e dal 1 ° marzo 2020 in tutto il resto del mondo.
Gli sforzi per contenere il virus sono in corso; tuttavia, date le molte incertezze relative alla trasmissibilità e alla virulenza dei patogeni, l’efficacia di questi sforzi è sconosciuta. I casi non documentati ma infettivi (gli asintomatici) sono una caratteristica epidemiologica importante che va a modulare il potenziale pandemico di un virus respiratorio in crescita.

Queste infezioni spesso presentano sintomi lievi, limitati o assenti e quindi non vengono riconosciute e, a seconda della contagiosità e del numero di casi asintomatici, possono esporre al virus una porzione maggiore della popolazione di quanto non accadrebbe altrimenti.

Per valutare il pieno potenziale epidemico della SARS-CoV-2, è stato effettuato uno studio per stimare la contagiosità e il numero di soggetti asintomatici o non documentati in Cina nelle settimane precedenti e successive alla chiusura dei viaggi dentro e fuori la città di Wuhan.
La stima mediana del valore che misura la trasmissibilità del virus, definito ‘numero riproduttivo di base (R0)’ all’inizio dell’epidemia era 2,38 (IC al 95%: 2,04 -2,77), cioè un individuo infetto poteva a sua volta conteggiare mediamente 2 persone. Quindi, questo valore indicava un’elevata capacità di trasmissione sostenuta di COVID-19. Inoltre, le stime mediane per i periodi latenti e infettivi sono rispettivamente di circa 3,69 e 3,48 giorni.

Gli studi dimostrano che tra il 10 e il 23 gennaio, sono stati segnalati solo il 14% (IC 95%: 10-18%) delle infezioni totali in Cina. Questa stima rivela un tasso molto elevato di infezioni non documentate: 86%. A livello nazionale, in Cina, il numero totale di infezioni nel periodo tra il 10 e il 23 gennaio è stato di 16.829 (IC 95%: 3.797-30.271) con l’86,2% (IC 95%: 81,6% -89,8%) dei casi infetto da soggetti non documentati.
Per esaminare ulteriormente l’impatto degli individui asintomatici gli scienziati hanno generato una serie di ipotetici focolai non prendendo in considerazione questi soggetti. Dagli studi si è scoperto che senza trasmissione di quest’ultimi, le infezioni segnalate nel periodo tra il 10 e il 23 gennaio sono ridotte del 78,8% in tutta la Cina e del 66,1% a Wuhan. Questi risultati indicano che le infezioni contagiose e prive di documenti hanno sicuramente facilitato la diffusione geografica della SARS-CoV-2 in Cina.

La trasmissione del COVID-19 in Cina dopo il 23 gennaio, ovvero, quando sono state messe in atto misure di controllo maggiori che includevano restrizioni di viaggio imposte tra le principali città e Wuhan, auto-quarantena e all’aumento del comportamento di protezione personale (ad es. indossando maschere, allontanamento sociale, autoisolamento in caso di malattia), hanno probabilmente alterato le caratteristiche epidemiologiche del virus dopo il 23 gennaio. Per quantificare queste differenze di carattere epidemiologico, sono stati effettuati degli studi utilizzando i casi giornalieri a Wuhan segnalati tra il 24 gennaio e l’8 febbraio.

Poiché la mobilità interurbana è stata limitata dopo il 23 gennaio e le misure di controllo sono cambiate continuamente, sono state fatte previsioni sia per il periodo che va dal 24 gennaio al 3 febbraio (periodo 1), che dal 24 gennaio fino all’8 febbraio (periodo 2).

Gli studi dimostrano come la velocità di trasmissione è scesa a 0,52 (IC 95%: 0,39-0,71) durante il periodo 1 e 0,35 (IC 95%: 0,27-0,50) durante il periodo 2.
Il numero di infezioni documentate, è stato stimato a 0,65 (IC 95%: 0,60-0,69), vale a dire che il 65% delle infezioni è stato documentato durante il periodo 1 e il periodo 2, rispetto al 14% prima delle restrizioni.

Il numero che misura la trasmissibilità (numero di riproduzione di base) era di 1,36 (IC 95%: 1,14– 1,63) durante il periodo 1 e 0,99 (IC 95%: 0,76–1,33) durante il periodo 2, in calo rispetto al 2,38 registrato prima delle restrizioni apportate dal governo cinese.
I dati mostrano con assoluta evidenza che la contagiosità delle infezioni non documentate è stata sostanzialmente ridotta, dovuta al fatto che le restrizioni si sono dimostrate efficaci. Sembra quindi oramai chiaro che questa elevata percentuale di infezioni non documentate, molte delle quali probabilmente non erano gravemente sintomatiche, abbia facilitato la rapida diffusione del virus in tutta la Cina.

È necessario un radicale aumento nell’identificazione e nell’isolamento delle infezioni attualmente prive di documenti per controllare completamente la SARS-CoV-2.

In conclusione si può affermare che gli sforzi di controllo del governo cinese e la consapevolezza della popolazione ha aumentato il tasso di segnalazione, diminuito la crescita e la diffusione del virus e ha ridotto l’onere per i sistemi sanitari.

Un’immagine del nuovo coronavirus presa con un microscopio elettronico.  
Credit: U.S. National Institutes of Health / AP / Shutterstock

Articolo scritto da Gioacchino Sciortino, Studente di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (LM-13) Università degli Studi di Palermo.

Fonti articolo:
1. V. J. Munster, M. Koopmans, N. van Doremalen, D. van Riel, E. de Wit, A novel coronavirus emerging in China – Key questions for impact assessment.
2. Z. Du, L. Wang, S. Cauchemez, X. Xu, X. Wang, B. J. Cowling, L. A. Meyers, Risk for transportation of 2019 novel coronavirus disease from Wuhan to other cities in China.

COVID-19: Meccanismo d’azione e possibili terapie

Uno dei fattori aggravanti dell’epidemia è dato dal fraintendimento delle informazioni da parte della popolazione e la creazione di teorie cospirazionistiche.
C’è una quantità sbalorditiva di disinformazione che si propaga online. Ad oggi, la teoria della cospirazione più preoccupante circolante online, riguardante la SARS-CoV-2, è quella relativa alla progettazione effettuata in laboratorio dai cinesi, con obiettivi politici o economici.

Come spesso accade in questi casi la “scienza” viene utilizzata per sostenere le teorie della cospirazione.
Sono tantissime le fake news in circolazione online; dalla possibile soluzione miracolosa dell’acqua calda con limone alla trasmissione attraverso la zanzara.

Forse molte persone non hanno saputo che il “coronavirus” è un tipo di virus millenario e che questo nuovo ceppo (SARS-CoV-2), causa una malattia il cui nome ufficiale è COVID-19: “CO” per “corona” (perché questa famiglia virale presenta sulla sua superficie dei peplomeri, non perché viene trasmessa attraverso una popolare birra messicana), “VI” per virus, “D” per malattia e “19” per anno in cui è stato identificato.

Le infezioni da SARS-CoV-2 sono ormai diffuse e sono stati confermati circa 1.136.862 casi e 63.025 morti.
I ricercatori stanno studiando per capire quale sia il meccanismo con il quale il virus si diffonde così facilmente. Alcune analisi genetiche e strutturali hanno identificato una caratteristica chiave del virus, una proteina sulla sua superficie, chiamata proteina del picco, che potrebbe spiegare perché infetta le cellule umane così velocemente.
Altri gruppi di ricerca stanno studiando il recettore, ovvero, quella porta, attraverso la quale il nuovo coronavirus entra nei tessuti umani. Sia il recettore cellulare che la proteina del picco offrono dei potenziali bersagli per i futuri farmaci, attraverso i quali si potrebbe bloccare il patogeno, ma i ricercatori affermano che è troppo presto per esserne del tutto certi.
Sicuramente tutto ciò potrebbe aiutare a comprendere la trasmissione del virus, la chiave del suo contenimento e della prevenzione futura.
Il nuovo virus si diffonde molto più facilmente di quello che ha causato la sindrome respiratoria acuta grave, o SARS (anch’esso appartenete alla famiglia dei coronavirus), e ha infettato più di dieci volte il numero di persone che hanno contratto la SARS.

Meccanismo di azione

Per infettare una cellula, i coronavirus usano una proteina spike che si lega alla membrana cellulare, un processo che viene attivato da specifici enzimi cellulari. Le analisi genomiche effettuate sul COVID-19 hanno rivelato che la sua proteina spike è differente rispetto a quella degli altri coronavirus e suggerisce che la proteina ha un sito su di essa che viene attivato da un enzima della cellula ospite chiamato furina.

Questa scoperta è molto significativa perché la furina si trova in molti tessuti umani, inclusi polmoni, fegato e intestino tenue, il che significa che il virus ha il potenziale per attaccare più organi del nostro corpo.
Tutto ciò potrebbe spiegare alcuni dei sintomi osservati nelle persone affette da COVID-19, come l’insufficienza epatica.

La precedente SARS-CoV o altri coronavirus a differenza del COVID-19 non hanno siti di attivazione della furina. Gli studi dimostrano che il sito di attivazione della furina “imposta il virus in modo molto diverso rispetto alla SARS-CoV in termini di ingresso nelle cellule dell’ospite e questo meccanismo probabilmente influenza la stabilità del virus e quindi la sua trasmissione”.

Numerosi ricercatori hanno identificato il sito di attivazione attraverso il quale il virus si diffonde in modo efficiente tra gli umani. Essi hanno notato che questi stessi siti si trovano anche in altri virus che si diffondono facilmente tra le persone, inclusi gravi ceppi del virus dell’influenza. Su questi virus, il sito di attivazione si trova su una proteina chiamata emoagglutinina.

Alcuni ricercatori sono molto cauti nel sopravvalutare il ruolo del sito di attivazione grazie al quale il COVID-19 si diffonde così facilmente e sono molto diffidenti riguardo il ruolo che avrebbe il sito di attivazione della furina sui virus dell’influenza e quelli sul COVID-19.
Ad esempio il virus dell’influenza che ha causato la più mortale pandemia registrata, l’influenza spagnola del 1918, non ha nemmeno un sito di attivazione della furina.

Sono necessari ulteriori studi su colture cellulari o modelli animali per testare la funzione del sito di attivazione, questo perché i coronavirus sono imprevedibili e le buone ipotesi spesso si rivelano errate.

Possibili terapie

Gli studi su possibili terapie, come: molecole che andrebbero a bloccare la furina e metodi per la rimozione o modifica della proteina spike sono attualmente in corso.

I ricercatori stanno identificando un’altra caratteristica che potrebbe spiegare perché la SARS- CoV-2 infetta le cellule umane così facilmente. Gli esperimenti hanno dimostrato che la proteina spike presente sulla SARS-CoV-2 si lega a un recettore, denominato AT1, che regola l’angiotensina 2 o“ACE2” (ormone octapeptidico), con un’affinità di almeno dieci volte superiore rispetto alla proteina spike che era presente nel virus della SARS-CoV.

Tutto ciò suggerisce che il recettore è un altro potenziale bersaglio per possibili vaccini o terapie. Ad esempio, un farmaco che blocca il recettore AT1, come i sartani o la saralasina, potrebbe rendere il processo di attacco del COVID-19 più difficile.

Articolo scritto da Gioacchino Sciortino, Studente di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (LM-13) Università degli Studi di Palermo.

Fonti articolo:
1. World Health Organization, Coronavirus disease (COVID-2019) situation reports; https://www.who.int/emergencies/ diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/

2. P. Wu, X. Hao, E. H. Y. Lau, J. Y. Wong, K. S. M. Leung, J. T. Wu, B. J. Cowling, G. M. Leung, Real-time tentative assessment of the epidemiological characteristics of novel coronavirus infections in Wuhan, China, as at 22 January 2020.

3.http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp? lingua=italiano&id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

Smart Working: Non solo in quarantena

“Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto”.
Lucio Anneo Seneca

Stiamo attraversando un periodo storico in cui la consapevolezza del nostro tempo diventa sempre più forte. Molti si stanno ingegnando per far trascorrere rapidamente le lunghe giornate di quarantena, fra un libro, una serie tv o una serenata dal balcone.
L’Italia è bloccata in un limbo temporale che sembra non passare mai, eppure una parte del mondo lavorativo non si ferma e tanti professionisti stanno scoprendo le potenzialità di uno strumento che potrebbe avere un’improvvisa crescita: lo smart working.
Ma che cos’è esattamente lo smart working? Bisogna fare chiarezza su un concetto di non facile definizione che, troppo spesso, viene erroneamente associato a un’evoluzione del telelavoro.

Altro errore che si può fare è di considerare “smart” qualsiasi tipo di lavoro da remoto, come ad esempio quello svolto abitualmente da freelance e nomad worker; lo smart working è infatti rivolto alle organizzazioni, profit e no-profit, quindi presuppone necessariamente una dimensione aziendale strutturata.
Stiamo dunque parlando di una modalità di lavoro che prevede una maggior responsabilizzazione dei dipendenti, in un’ottica win-win in grado di bilanciare la vita privata e lavorativa del professionista, senza intaccarne la produttività.

In Italia i numeri sono incoraggianti per quanto riguarda le aziende medio-grandi che, secondo uno studio dell’Osservatorio smart working della School of Management del Politecnico di Milano, in oltre il 60% dei casi hanno attivato modalità di smart working.

Le piccole aziende rimangono più indietro, complice una gestione spesso ancorata a una concezione del lavoro più tradizionale, in cui si teme la perdita del controllo sull’operato dei dipendenti, a scapito della produttività.
Lo smart working, infatti, presuppone una classe manageriale matura, in grado di dare feedback e monitorare il lavoro attraverso KPI innovativi, responsabilizzando in primis i lavoratori con un rapporto di fiducia reciproco.

Non sorprende che realtà all’avanguardia come Microsoft e Accenture, solo per citarne alcune, siano fra le prime in Italia da diversi anni per l’utilizzo dello smart working fra i dipendenti, complice anche l’esigenza di un’ottimizzazione degli spazi aziendali, come nel caso della stessa Microsoft nella sua avveniristica sede milanese.
Sempre parlando di numeri, secondo l’Osservatorio del Politecnico, gli smart worker sono mediamente più soddisfatti del proprio lavoro rispetto agli omologhi “tradizionali” (31% contro il 23%), ciò si misura anche con un miglioramento dei rapporti con i superiori (25% contro il 19% di gradimento).

Senza addentrarci nei meandri giuridici e gestionali, i benefici di questa tipologia di lavoro sono evidenti, non solo in termini di qualità della vita, ma anche economici.

Si stima che uno smart worker ha una media di 4000 € risparmiati all’anno, fra spostamenti, abbonamenti ai mezzi e ristoro. Un risparmio evidente che fa bene anche all’ambiente, che vedrebbe notevolmente ridotte le emissioni di CO2.

E gli svantaggi? Siamo animali sociali, infatti, secondo il Rapporto sullo stato del lavoro a distanza del 2018 di Buffer, il 20% degli intervistati ha indicato come maggior difficoltà del lavoro da remoto proprio la solitudine.
Per questo motivo stanno diventando sempre più frequenti gli spazi di co-working, in cui poter sviluppare la propria socialità anche lontano dal proprio ufficio, condividendo gli ambienti con professionisti di diversi settori.

Altro campanello d’allarme, secondo le rilevazioni della Cardiff University, è la tendenza a fare straordinari che vede chi lavora da remoto portato a staccarsi difficilmente dal proprio monitor. Il 44% degli intervistati che lavora da remoto ammette di far fatica a rilassarsi dopo una giornata lavorativa, contro il 38% dei lavoratori in ufficio.

Quindi davvero non è tutto oro ciò che luccica? La verità probabilmente, come sempre, sta nel mezzo: un bilanciamento della vita privata e lavorativa per molti è più di un’opportunità, sta diventando un’esigenza.

Ce ne accorgiamo con la sveglia al mattino, con il freddo del pavimento poggiando il piede fuori dal letto, nello stress che provocano gli spostamenti urbani e nella stanchezza alla sera che preclude il tempo da dedicare ai propri affetti.

Ci rendiamo conto della necessità di prendere le redini delle nostre vite quando il week-end diventa una pausa fisiologica per il nostro organismo, che deve ricaricare le pile per la settimana lavorativa.

Il rapporto con i colleghi, la condivisione di idee e la socializzazione vanno di pari passo con una maggior libertà e responsabilizzazione del lavoratore che, in molti casi, vede un incremento della soddisfazione personale. 

Smart Working significa anche questo: poter programmare e gestire il proprio tempo, senza lo stress del timbro di un cartellino o di un treno in partenza, valorizzando ogni secondo, anche per se stessi.

È un periodo storico incerto, in cui l’Italia e gli italiani si sentono rinchiusi in un confine paranormale, che siano le frontiere o le mura di casa. Stiamo prendendo consapevolezza di valori che prima davamo per scontato e che, forse, ora apprezziamo di più.
Uno di questi è proprio il tempo, quello che ora sembra non passare più, nel silenzio delle città e il lontano ronzio delle poche macchine in circolazione.
Non sprecarlo è un dovere, non solo lo rende migliore, ma lascia anche spazio all’espressione della propria personalità, regalandoci, anche ora, un po’ più di ottimismo.

Articolo scritto e ideato da Andrea Caenazzo.
Segui il blog di Andrea: QUI
Presentazione personale:
Mi presento, sono Andrea Caenazzo, ragazzo italo-brasiliano di 28 anni, vivo a Padova fino dai primi mesi.
Dopo gli studi del liceo classico mi sono laureato in Politica Internazionale e Diplomazia anche se mi definisco più un creativo che un ”diplomatico”.
Nonostante le origini sudamericane sono un tipo riservato, preferisco esprimermi con la scrittura, passione che ho coltivato fin da piccolo, sia con la composizione di poesie che di canzoni e brevi racconti.

English at home: Impara l’Inglese gratis a casa

Clausura forzata causa Coronavirus.

Al di là della normale apprensione data da una situazione che, letteralmente, è da viversi giorno per giorno, in quanto le proiezioni a 24 ore non sono capaci a farle nemmeno i medici che stanno combattendo il virus, ci siamo resi conto che, paradossalmente, questa pandemia ci sta dando una preziosa occasione, quella di riappropriarci dei nostri ritmi e delle nostre vite.

Che fare in casa? 

La famosa ironia…’sono bloccato a casa e ho scoperto che ci vivono delle persone che dicono di essere la mia famiglia’.

Ora, in casa si stanno riscoprendo le proprie passioni: chi ama i libri e ci si fionda, dato che normalmente non ha nemmeno il tempo di leggerne il titolo seduto sul wc; chi è bravo col bricolage, e sarà capace di costruirsi da solo il set panche da birreria, da piazzare in giardino per fare festa grande quando l’emergenza sarà passata.

Ancora, chi crea nuovi menù culinari che (compatibilmente con le restrizioni alle uscite per fare la spesa) Masterchef levati proprio.

C’è chi svacca sul divano di casa l’intera giornata, navigando in internet come un novello Cristoforo Colombo verso le Americhe. 

C’è chi internet lo usa per cazzeggiare, chi per informarsi. Poi c’è chi lo usa per lavorare da casa. Ora li chiamano smart workers e sono fighi, perché si immolano alla causa lavorativa portandosi le rogne a casa. Peccato che fino a tre settimane fa erano quelli che ‘tanto lavori da casa e non fai un cazzo’ . E vabbè…

Lingue straniere, queste (s)conosciute…

Io amo le lingue straniere, mi ci sono laureata anche. Internet non l’ho mai abbandonato, nemmeno dopo aver preso il famoso pezzo di carta.

Anzi, la rete è stata la mia salvezza nel contenere di un buon 60% il costo complessivo del materiale didattico per l’Università. 

Qualcuno di voi vorrebbe approfittare della clausura per rispolverare una lingua ormai caduta nel dimenticatoio o, coraggiosamente, per avventurarsi nello studio di una nuova?

Per diffusione a livello mondiale, quindi anche in Italia, e con l’idea di aiutarvi a coinvolgere bambini e ragazzi chiusi in casa, vi illustro le migliori risorse on line per lo studio della lingua inglese.

Oltre l’inglese

Per chi volesse, comunque,  provare ad affacciarsi ad un’altra lingua, esiste il fantastico sito della Goethe-Verlag, indirizzo sito.

Potrete scegliere tutte le lingue che volete, per poter avere una infarinatura di base delle parole utili nelle conversazioni di ogni giorno. Il sito, tecnicamente, non spiega regole di sintassi e grammaticali. Almeno, non come farebbe un corso di lingua fatto coi crismi, ma, considerando che si tratta di una risorsa completamente gratuita, è comunque eccezionale nei contenuti resi disponibili.

Per chi ha bisogno di avere tutto scritto, il Goethe-Verlag ha anche una sua collana di libri su Amazon. Trovate le indicazioni d’acquisto sul sito. 

Occhio che esiste anche una versione APP del sito, disponibile sia per Android che per Apple. 

Altra risorsa in rete, che sicuramente tutti conoscete, è Babbel. Credo che non ci sia bisogno di presentarvelo. La pubblicità in tv scartavetra almeno quattro volte al giorno nei periodi migliori. Per cui vi metto direttamente il link per navigare nel sito https://it.babbel.com/

Anche qui, il sito è traslato in una sua versione APP. Rispetto al Goethe-Verlag, il Babbel ha un unico vantaggio: il corso è completo. Cioè fatto secondo i famosi livelli di lingua per sintassi e grammatica (c’è il solito test d’ingresso per vedere da che livello partire).

Due gli svantaggi, che poi dipendono dai punti di vista: solo (diciamo…), 14 lingue tra cui scegliere e livelli didattici avanzati a pagamento.

Ma ora passiamo alla lingua della Highlander per eccellenza, la Queen a cui il Coronavirus fa una pippa, perché la sua, di corona, non gliela scalfisce nessuno.

Benvenuti nella mia brevissima guida delle risorse in rete per la lingua inglese. Ho preferito inserire quelle che io stessa ho utilizzato e scoperto durante gli anni dell’Uni (sono siti per l’apprendimento a vario livello, alcuni anche pensati per la didattica ai bambini), in maniera tale che possa rispondere ad eventuali domande che mi vorrete porre. 

BRITISH COUNCIL
Tre categorie d’insegnamento: LearnEnglish Central, per adolescenti e adulti; LearnEnglish Kids, per i bambini che stanno imparando l’inglese; LearnEnglish Professional per migliorare l’inglese professionale e per la preparazione agli esami come IELTS. Il link che vi ho inserito è quello dedicato alle risorse gratuite. 

BCC (in inglese)
Un must-have per chi l’inglese lo mastica già almeno a livello medio e vuole tenerlo allenato. Il famoso network britannico offre una bella opportunità per migliorare il proprio livello di inglese. BBC Skills non è un corso ma raccoglie schede, fogli di lavoro, quiz e giochi destinati a quanti vogliono migliorare le loro competenze di base in lettura e scrittura. Sempre la BBC ha prodotto una “soap opera” suddivisa in tantissimi brevi episodi: si intitola The Flatmates ed ovviamente è stata concepita a fini didattici proprio per capire ed esercitare l’inglese.

Se cliccate QUI ne vedete il primo episodio. Testo completo e possibilità di scaricare l’audio in mp3.

ENGLISH GRATIS 
Graficamente, il sito è spaventoso. Lo dico col sorriso in bocca. Un’accozzaglia di scritte e colori che rendono un po’ macchinosa la navigazione. Menomale che, subito sulla sinistra, c’è il selettore risorse, da dove, IN TEORIA, dovreste riuscire a dare un ordine agli argomenti.
Io vi dico, cliccate a caso, spunterà la risorsa che fa per voi! E’ un caos ordinato, questo sito e, meraviglia, ha anche un blog. Dedicato soprattutto a chi l’inglese lo insegna, sia agli adulti che ai bambini. Magari tra di voi addetti ai lavori questo sito non era conosciuto. Magari ve lo siete snobbato. Io lo trovo interessantissimo.

TALK ENGLISH
Grammatica di base per iniziare a capire la lingua inglese, ma lo scopo dichiarato del sito è quello di rendervi fluenti nel parlato. 
Ci sono sezioni sull’inglese idiomatico, sull’inglese business e una per sostenere un colloquio di lavoro in lingua.

JOHN PETER SLOAN
Troppo forte, John…E che facevo, non lo mettevo in elenco? Ma quando mai!
Il giullare della lingua inglese, l’Ambasciatore dell’idioma della Highlander coronata citata a metà articolo, in Italia è famosissimo per i suoi libri sull’apprendimento divertente della lingua di Elisabetta. Ma anche i suoi semi-demenziali video su Youtube hanno il loro perché.
Il sito, in realtà, è più un contenitore di pubblicità alla sua scuola in Italia e agli spettacoli in giro per lo Stivale, ma le sezioni Audio Guide e Free Download, benché relative al contenuto dei suoi libri, possono essere scaricate gratuitamente. Sta, poi, a voi, valutare un eventuale acquisto dei suoi libri. 

WORDREFERENCE
Cito questa risorsa perché, pur non essendo di un corso di lingua, è un complemento di studio obbligatorio. Penso che ogni studente lo conosca, consento l’ignoranza di tale strumento solo agli over 60. 
Wordreference è probabilmente il migliore dizionario di lingue on line tra quelli gratuiti. Io lo uso spesso nei miei lavori di traduzione, per evitare di stare a sfogliare i dizionari cartacei. 
Se volete un’idea dell’utilità di questo strumento, guardate cosa esce se si vuol tradurre, ad esempio, in inglese la parola italiana ‘studiare’.
Aprite il link https://www.wordreference.com/iten/studiare

Articolo scritto e ideato da Katia.
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Classe 1980, nata in Germania, cresciuta nella calda Puglia respirando il profumo di focaccia barese, dal 2015 vivo tra le cupole rinascimentali della splendida Toscana.
Sono laureata in lingue e la mia è una famiglia inter-adriatica, perché unisce Italia e Albania. Viaggio poco nella realtà ma tanto con la mente, grazie alla lettura e alla scrittura, le mie più grandi passioni.
Vivo ogni giorno come fosse l’ultimo, non dico mai di no a prescindere e dedico ogni  traguardo raggiunto a mia figlia Alba, il  miglior regalo che la vita potesse farmi alla soglia dei 40. 

Una quarantena di fantasia!

 “Più leggi, più cose saprai. Più impari, in più posti andrai.” – Cit. Dr. Seuss

Fuori il sole splende e noi possiamo ammirarlo dai vetri di una finestra, possiamo sentire il suo calore solo affacciandoci per guardare meglio ciò che ci circonda oppure sporgendoci cautamente dal balcone. Il sole fuori splende e ci prepara la primavera come fosse un minestrone che cuoce lentamente sul fornello, mentre noi distratti facciamo altro. Vediamo gli alberi in fiore e margherite bianche che ricoprono i prati verdi, sentiamo il cinguettio degli uccelli senza sforzo ma non possiamo avvicinarci per partecipare, non è ancora pronto. Nessuna macchina che inquina, che sfreccia sotto casa per la fretta di andare a lavoro, nessun rumore di vita quotidiana. Finalmente la natura può parlarci, anche se noi siamo comunque distratti dal sottofondo della televisione. Sentiamo ogni giorno notizie devastanti di gente che muore, di gente che viene ricoverata in ospedale e dei posti letto che pian piano diminuiscono, ma non abbiamo ancora pensato di spegnerla e riaccenderla il 3 aprile. 

Passare altri venti giorni in casa non è sicuramente il passatempo preferito di qualcuno, anzi. Bramiamo di dormire la mattina e quando ce lo permettono vogliamo alzarci all’alba e andare a correre tra i campi. Però adesso non si può, all’Italia serve un attimo di riposo. Che fare in queste giornate tristi, malinconiche e forse anche un po’ monotone? Che domande, leggete un libro!

Da amante dei libri, non posso che consigliarvi di comprarne uno (anche online, non necessariamente al supermercato) e di provare a leggerlo. La lettura da tempo è diventata il passatempo di pochi e non sempre è adatta a tutti. C’è chi fatica a concentrarsi, chi non riesce a trovare il proprio libro, chi non sa da dove partire. Nessun problema: Passione Libri ha la soluzione! 

Mi piacerebbe proporvi una piccola lista di libri molto belli che mi hanno appassionata in questi anni e che ancora porto nel cuore nella speranza di darvi qualche spunto per passare al meglio questa quarantena. 

Ti piacciono le storie horror ma non vuoi leggere niente di lungo?

La soluzione per te potrebbe essere la collana Piccoli Brividi”. Sono piccoli racconti dell’orrore che possono tenervi compagnia durante la giornata. Si leggono velocemente, sono pieni di spunti interessanti e non spaventano così tanto come i libri di Stephen King! E’ stato fatto anche qualche film in merito. Se invece ti piace l’horror puro e vuoi cimentarti in un romanzo più complesso, certamente quello che fa per te è “It” di Stephen King! Conta circa 800 pagine, ma si legge anche quello molto velocemente (secondo me). Di King potete leggere anche la trilogia di Brady: “Mr Mercedes”, “Chi perde paga”, “Fine Turno”. Sono tutti e tre dei thriller stupendi!

Ti piacciono le storie d’amore?

Federica Bosco e la trilogia dell’angelo fa al caso tuo! “Innamorata di un angelo”, “Il mio angelo segreto”, “Un amore di angelo” sono i libri che mi hanno catapultata nel mondo della lettura e sono certa che in queste giornate possono tenere compagnia a tanti di voi! Se invece desideri leggere una storia d’amore ma diversa da quella tra Mia e Patrick, certamente la collana di After di Anna Todd potrebbe interessarti. Inoltre c’è anche il film del primo libro di After! J Se nessuno di questi libri ti ispira, i romanzi di Fabio Volo possono essere un’ottima alternativa. 

Se invece ti piacciono i thriller posso consigliarti valanghe di romanzi! Quelli di Lars Kepler sono senza dubbio i miei preferiti e sono sicura che possano piacere anche a te. “La bibbia di Kolbrin” è un thriller autopubblicato da un autore emergente italiano, Claudio Colombi. Ricco di suspense, pieno di colpi di scena e soprattutto ben scritto! Un thriller avvincente è invece “La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker, di cui è stata fatta anche la serie TV

Vi ho dato una lista, ora sta a voi decidere se dare un’opportunità alle pagine di un libro e distogliere per un po’ la vostra attenzione dalla televisione, che è fonte sì di informazione ma anche di tanta ansia. Spegniamola e accendiamo per qualche ora la nostra fantasia! 

Articolo scritto e ideato da Alessia Grasselli.
Segui il blog di Alessia: QUI
Piccola biografia:
Sono Alessia Grasselli, ho 21 anni e frequento la facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Nel 2016 ho aperto Passione Libri, il mio blog che uso quotidianamente per collaborare con autori emergenti e case editrici. Nel tempo libero leggo, scrivo e parlo di libri sul blog e sulla mia pagina Instagram (@passionelibri_), nella speranza di poter condividere con chi mi segue un po’ della mia passione.

“Viaggiamo” tra le bellezze dei musei: Virtual Tour

Questo viaggio inizia dove sei, niente valigie da preparare, niente biglietti da acquistare in anticipo o last minute, niente sveglia presto e corsa in aeroporto, niente di tutto questo. Stavolta viaggiamo comodamente nelle nostre case, perché se c’è un tempo per “fare le valigie e mollare tutto” c’è un tempo per rimanere a casa ed aspettare. Stavolta si viaggia, con la fantasia e l’entusiasmo di chi della libertà non vuole essere privo.

L’iniziativa, promossa da alcuni musei è quello di creare dei tour virtuali per rendere disponibili le bellezze artistiche in un momento in cui non è permesso partire. Contenuti multimediali, gallerie fotografiche che accorciano le distanze e consentono di avvicinarci ad un mondo affascinante come quello della cultura e dei viaggi. Per cui, allacciate le cinture… siamo pronti a partire!

Iniziamo da Milano, visitando la “Pinacoteca di Brera”. È una delle più famose gallerie nazionali d’arte antica e moderna presenti in Italia. Grandi capolavori sono presenti al suo interno, dall’arte prestorica a quella contemporanea. Per visitarla non ti resta che cliccare qui . 

Pinacoteca di Brera

Facciamo un salto a Firenze. Città d’arte, rinomata per le sue bellezze storiche ed artistiche, soprattutto per la famosa “Galleria degli Uffizi”. Insieme al “Corridoio Vasariano”, “Palazzo Pitti” e “Giardino dei Boboli” costituiscono uno dei musei più importanti al mondo. Giotto, Botticelli, Tiziano e Caravaggio sono solo alcuni dei nomi degli artisti presenti al suo interno. Per scoprine altri clicca qui.

Galleria degli Uffizi

Non possiamo non visitare i “Musei Vaticani“, la Cappella Sistina merita indubbiamente un po’ del nostro tempo… e non è l’unica. Un virtual tour alla scoperta di tante bellezze, dal Museo Gregoriano Egizio fino alla Sala dei Chiaroscuri. Clicca qui per scoprire tanto altro ancora.

Musei Vaticani

Ok, dato che il nostro budget è illimitato, perché non andiamo oltre il “Bel Paese”?

Iniziamo dalla culla della civiltà greca: Atene. Al “National Archaeological Museum” tra reperti, sculture e tesori inestimabili, clicca qui.

National Archaeological Museum


Voliamo in Spagna con il “Museo del Prado” e poi al museo più famoso della Francia: “Louvre”. 


Abbiamo ancora un po’ di tempo perché non “facciamo un salto” in Inghilterra? Il suo museo è tra più importanti al mondo “The British Museum“.
Io aggiungerei pure una tappa a San Pietroburgo per visitare il “Museo dell’Ermitage”.

Adesso, “tenetevi forte” si vola oltre oceano, andiamo negli Stati Uniti d’America.
La Grande Mela, New York ospita tra i musei più importanti al mondo il “MoMA”. 
Artisti di ogni parte del mondo sognano di poter esporre la propria opera all’interno di questo ineguagliabile museo.

MoMA

L’ultima tappa del nostro tour è Washington, esattamente visiteremo il “National Gallery of Art.

National Gallery of Art

Il nostro viaggio termina qui, spero che sia stato un modo piacevole per affrontare queste giornate di “pause forzate” attraverso le bellezze culturali, spinti dall’amore per i viaggi e per la libertà, in attesa di poter andare realmente a visitare questi fantastici tesori.

Articolo scritto e ideato da Vanessa Occhione
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Piccola biografia: Vanessa.Classe’90. Siciliana Inguaribile sognatrice, creativa per natura “vivo” coi piedi a terra e il naso perennemente all’insù all’insegna di particolari, luoghi insoliti e non ricercati, da poter raccontare attraverso mille sfumature. Scrivo di viaggi ma sogno un giorno di poter viaggiare per scrivere.

I segreti per sopravvivere alla quarantena!

Per te che sei abituato o abituata ad andare sempre di corsa questi giorni possono essere difficili, ma possono essere complicati anche per te che invece a casa sei abituato o abituata a viverci in solitudine, e ti ritrovi con degli intrusi che invadono il tuo spazio, si lo so, sono solo i membri della tua famiglia, ma la convivenza ravvicinata e forzata senza più distinzione degli spazi può essere motivo di malessere. 

Qualunque sia il tuo caso, a casa dobbiamo starci tutti perché non c’è altro che tu possa fare per prenderti cura di chi ami. 

Quindi passati i primi giorni di vacanza in cui un pó per gioco e un pó per paura hai preso la forma del divano, è arrivato il momento di ritrovare una tua routine personale. 

Non perché bisogna essere necessariamente produttivi, ma perché anche se questa ti sembra una pausa dalla tua vita, non lo è. La tua vita è dove sei tu, in ogni momento, in ogni ora. Tu sei qui adesso a casa tua, e io lo sono a casa mia, ma non abbiamo finito di esistere. 

I nostri impegni sono cambiati e probabilmente ci vorrà ancora qualche tempo prima che tu ed io possiamo tornare alle nostre abitudini, quindi cerca di trovare dei nuovi ritmi per te stesso o te stessa. 

Non dico che tu debba alzarti ogni mattina alle sei, ma cerca di mantenere invariati o almeno non troppo casuali gli orari del sonno e del cibo. 

Cerca di non andare a dormire troppo tardi, così la mattina avrai tempo per dedicarti comunque a qualcosa. Cerca di essere regolare con i pasti e di non eccedere con gli spuntini, stare a casa è una tentazione, ma prova ad ascoltare il tuo corpo, mangia quando hai fame e non quando devi riempire il vuoto delle cose che eri abituato a fare, questo ti aiuterà a mantenere una routine quotidiana e farà bene anche al tuo corpo. 

Sia benedetto chi ha inventato il pigiama, io stessa sono una grandissima fan del pigiama, ne ho di tutti i tipi, ma non posso restare in pigiama per giorni, o meglio potrei farlo, ma non credo sia una buona idea. Prova a lavarti, e magari metti degli abiti comodi ma mantieni una distinzione tra il pigiama e il resto della giornata. Ma soprattutto fai in modo che le persone anche se in quarantena possano stare nella tua stessa stanza, quindi lavati, non solo le mai. 

Una donna quando ha i capelli puliti si sente meglio, fallo per te stessa perché l’unica vera persona per la quale devi sentirti e vederti bella, sei tu. E voi uomini non perdete la vostra routine quotidiana se siete soliti fare la barba, fatela, lo stesso discorso vale anche per voi. Prendetevi cura del vostro corpo, specialmente ora ha bisogno di coccole. 

In questi giorni le possibilità sono davvero tante, così tante che potrebbe esserci l’imbarazzo della scelta. Hai il tempo di dedicarti a tutte quelle cose che hai sempre rimandato per mancanza di tempo, pulizie, telefonate, progetti, passioni, libri, film. Insomma quello di cui avevi bisogno era solo il tempo, ora lo hai, godine ogni singolo istante, ma soprattutto, sta vicino alle persone che ami. 

Chiamale, scrivi, manda messaggi, foto, condividi con loro ciò che stai facendo. Abbiamo la fortuna di vivere nel mondo della tecnologia digitale, abbiamo solo bisogno di spolverare un po’ di fantasia perché abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per superare questo momento. Ci mancano gli abbracci e uscire di casa, ma sono certa che con un pizzico di creatività possiamo superare insieme questo momento. Coraggio, andrà tutto bene. 

Articolo scritto e ideato da Agnese Torre
Segui il blog ‘Pensieri alla Luna’ di Agnese: QUI
Piccola biografia: Laureata in Sociologia ed attualmente laureanda Magistrale in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Roma Tre, ha intrapreso una formazione improntata sul sociale, la comunicazione e il digital marketing. 
Contemporaneamente alla formazione accademica ha intrapreso gli studi attoriali e lavora come attrice professionista ed insegnate di teatro e dizione a Roma, favorendo progetti artistico-culturali che riescano a far combaciare l’arte e il sociale.