INTERVISTA – MINISTRA TERESA BELLANOVA

Giorno 17 Febbraio abbiamo avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali della #Repubblica Italiana, ovvero la ministra Teresa Bellanova
Per l’intero #team di #maieuticar è stato un grande onore poter parlare con una persona istituzionale come la ministra Teresa Bellanova.
Ringraziamo il comune di #Bagheria per la possibilità concessa e la cordialità mostrata. Ringraziamo anche la ministra per la pacatezza e gentilezza e le auguriamo un ottimo lavoro presso il suo ministero e per l’emergenza che sta colpendo l’Italia intera in questi giorni duri e complicati.
Come #redazione crediamo nelle #istituzioni italiane e ci auguriamo che questa emergenza passi il prima possibile per tornare più forti di prima.

Qui di seguito il video dell’intervista integrale e delle foto scattate durante l’evento.

Intervista Integrale sul nostro canale YouTube

Foto scattate durante la giornata dell’inaugurazione del nuovo mercato ortofrutticolo a Bagheria:

FILIPPO GIARDINA X MAIEUTICAR

A dicembre abbiamo svolto una bellissima chiacchierata con Filippo Giardina, noto comico italiano, portatore della Stand Up Comedy in Italia.
Tanti gli argomenti trattati come il rapporto tra i social network e le nuove generazioni, la concezione di Filippo degli ‘Open Mic’, la connessione tra la musica Rap e la Stand Up… e tanto tanto altro.
Di seguito le due parti dell’intervista sul nostro canale YouTube.
Grazie Filippo per la tua disponibilità, alla prossima e… strudel!!!

PARTE 1
PARTE 2

Foto scattate durante lo show di Filippo a Palermo, presso il locale ‘i Candelai’:

Segui #FilippoGiardina sui social:
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COMANDINI X MAIEUTICAR

Abbiamo avuto l’opportunità e il piacere di scambiare due chiacchiere con una delle personalità più influenti in Italia, se si parla di social media, blockchain e criptovalute… in un nome solo: Gian Luca Comandini.
Gian Luca ha fondato, a soli 23 anni, “You & Web“, una società di pianificazione di strategie virali di marketing digitale e web reputation.
Oltre ad essere un imprenditore, è professore presso ‘La Sapienza‘ di Roma, ma riesce a fare delle tappe in diverse università dello stivale, svolgendo seminari seguitissimi da tutti gli studenti.
E’ uno dei massimi esperti italiani di criptovalute e tecnologia blockchain.
Potremmo continuare per diverse pagine a raccontare la sua carriera e le sue passioni, ma preferiamo farvi conoscere il suo punto di vista e farvi godere la nostra intervista!

Ciao Gian Luca, come stai? Visto che sei stato recentemente a Palermo, vorrei chiederti cosa ti piace di Palermo e della Sicilia in generale…

Amo la Sicilia, tutte le volte che posso trovo scuse per scendere. Sembra scontato ma ciò che is nota fin da subito è l’affetto e lo spirito di accoglienza dei siciliani verso gli ospiti. Poi inutile a dirlo: IL CIBO!!

Ti definisci un imprenditore o tale qualifica, in Italia, è limitativa per una personalità come la tua? 

Imprenditore mi va bene, spesso non riesco ad inquadrarmi in un ruolo preciso, facendo moltissime cose: professore universitario, consulente per il governo, speaker in radio e tv, e molto altro, però dato che la prima caratteristica del buon imprenditore è la diversificazione, direi che sto diversificando anche troppo e che quindi definirmi imprenditore è più che legittimo.

Com’è nata l’idea di ‘You & Web’? Raccontaci la tua esperienza e le difficoltà che hai riscontrato…

“Ero giovane, la pubblicita sui social network ancora non esisteva ed era chiaro come il mercato pubblicitario si stesse spostando da offline ad online, ho voluto anticipare quel mercato, ho cercato amici con cui iniziare l’avventura imprenditoriale ma nessuno di loro era interessato a sacrificare studi o altri tipi di lavoro per “rischiare” tanto. Così sono partito da solo e per mia fortuna il mercato mi ha dato ragione fin da subito. All’inizio non c’era quasi concorrenza, oggi spuntano web agency come funghi e per questo stiamo usando la nostra storicità nel campo per spostarci su altre branche del settore. Non è vero che servono soldi per partire, io sono partito senza un euro, avevo un’idea chiara e dei risultati che potevano dimostrarla, poi è stato facile trovare i primi clienti.”

Come pensi si possano evolvere i social network in futuro?

“Ormai stanno rischiando di riportarci ad essere società tribali, finiremo per uscire solo con chi la pensa come noi o tifa la nostra stessa squadra di calcio, non avremo più voglia di conoscere persone diverse da noi, con altri interessi, o di ascoltare generi musicali al di fuori del nostro branco sociale di appartenenza. Questo è un rischio concreto. Spero che le multinazionali hitech possano mettere mano subito al loro modello di business e al loro concetto di “rete sociale”. In futuro mi auguro possano esserci più social network capaci di veicolare pensieri e opinioni diverse, ma soprattutto una conoscenza corretta prima ancora che un’opinione. Ecco questo oggi non avviene, oggi si pensa a diffondere l’opinione, spesso senza neanche una conoscenza alla base.”

La tua seconda passione è il mondo ‘blockchain’, spiegaci in brevissimo questo complicato mondo e come pensi si evolverà tale fenomeno? L’Italia è pronta secondo te?

Blockchain significa “catena di blocchi”.
Non è altro che un registro pubblico, decentralizzato e distribuito tra più partecipanti ad una rete. Tutto ciò gestito in estrema sicurezza da crittografia, matematica e informatica. Molto più sicuro di un essere umano, che ad oggi può sbagliarsi in buona fede o addirittura essere corrotto. La blockchain no. Ormai sempre più aziende e istituzioni stanno investendo miliardi in questa tecnologia, è un punto di non ritorno. Vedo un nuovo “internet” davanti a noi e sarà un’epoca bellissima, oltre che veloce…”

Il ministero dell’innovazione potrebbe aiutare il nostro paese, spieghiamo il perché ai nostri lettori…

Sì, sono anni che dico che ce ne sarebbe bisogno.
Finalmente è stato fatto!
Anche la persona individuata è di altissima competenza.
Spero proprio che possa essere la volta buona per andare incontro ad una vera digitalizzazione e perchè no blockchainizzazione del nostro paese, vediamo che succederà!

Concludiamo con il consiglio di tre libri da leggere...

1) La spinta gentile di Cass Sunstein
2) Breve storia di quasi tutto di Bill Bryson
3) Homo Deus di Harari

Ciao ragazzi, in bocca al lupo!

I canali social network di Gian Luca Comandini:

Ringraziamo Gian Luca Comandini per essere stato cordiale e super disponibile con il nostro team!
Alla prossima!


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Nel nostro portale puoi trovare svariatissimi contenuti, tutti fruibili in maniera gratuita, da argomenti di marketing e comunicazione fino ad interviste fatte a personaggi dello spettacolo a livello siciliano e nazionale.
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MARRACASH X MAIEUTICAR

Il 31 ottobre 2019 l’Italia ha ricominciato a respirare a livello artistico con l’uscita del disco più atteso di sempre che sta battendo record su record, primo in tutte le classifiche italiane, al top di tutte le piattaforme digitali, stiamo parlando del nuovo disco ‘Persona‘ di Marracash, conosciuto come #KingMarracash.
Dopo 4 anni dall’uscita del suo ultimo lavoro da solista, ‘Status‘, il King è tornato più forte di prima con ‘Persona‘, un album che racconta la ‘Persona‘ di Marracash, analizzando e sviluppando il rapporto che intercorre tra Fabio e l’artista.

Abbiamo avuto la possibilità di poter fare una piccola intervista intensa al King del Rap per il nostro portale.

Fabio sei in Sicilia adesso, che ricordi porti di questa terra?

Tantissimi, vengo qui da sempre.
I ricordi più belli li ho della mia infanzia perché era una netta contrapposizione tra la vita milanese, dove un ragazzino non può neanche uscire, ci sono ad esempio tantissimi tram, quindi tendenzialmente si stava a casa, mentre quando venivo in Sicilia stavo in strada completamente dalla mattina alla sera.
Quindi ho questi ricordi un po’ campestri e soprattutto di libertà.

Com’è nata l’idea di identificare il disco in una persona vera e propria, questo ha portato una forzatura nella stesura dei testi o è venuto naturale?

“No in realtà è stato molto naturale.
Avevo quest’idea delle parti del corpo veramente da diversi anni, da tanti dischi prima di ‘Persona’, però insomma era un po’ parcheggiata lì con altre idee che uno ha.
Avevo deciso che questo sarebbe stato un disco personale, anche perché venivo da un periodaccio e non ero neanche nella condizione di “fare il figo”.
Quindi non avrei potuto fare un disco di autoesaltazione, non mi sentivo in grado, per cui visto che avevo questa idea di un disco personale, l’idea delle parti del corpo era per la prima volta perfetta per la creazione di questo album.
Non è stata forzata la stesura perché l’interpretazione degli organi è molto personale, non è un trattato di anatomia, ma ho dato una mia libera interpretazione, anzi è stato molto utile per organizzare il lavoro, perché mi ha permesso di non fare due volte lo stesso pezzo, poiché ogni pezzo aveva una sua personalità e un suo carattere distinto dagli altri, anche il fatto degli organi impediva di fare delle ripetizioni di argomenti e sound”

Ho visto che hai dato un’importanza pazzesca ai featuring anche a livello comunicativo sui social, dedicando un post ad ogni artista ospite nel disco e scrivendo un pensiero per ciascuno; questa è stata una scelta studiata o ti è venuto naturale fare questa comunicazione?

Allora io non ho mai amato i social, per un bel po’ non li ho neanche usati.
Ad un certo punto, quando mi sono riaffacciato al mondo social, è stato attraverso un post che spiegava perché ero mancato e l’ho fatto nella maniera che viene più congeniale, ovvero scrivere.
Ho visto che nonostante Instagram si basi sull’immagine, questo genere di post, con un testo molto lungo mi ha fatto trovare la chiave per usare i social in maniera personale.

Cioè io di fare la foto con gli outfit o robe del genere non sono proprio il tipo, ho trovato appunto la mia chiave per usare i social network.

Nel 2015, data risalente al tuo ultimo lavoro “Status”, la scena trap stava facendo i suoi primi numeri sul web, ora è in vetta in tutte le classifiche; ciò è stata una carica per fare qualcosa di unico e diverso rispetto il contesto musicale?

Si. Io ho sempre cercato di fare della roba unica e mia.
Questo è il motivo per cui la gestazione di questo disco è stata così lunga, portandomi alla ricerca di un suono che fosse diverso da tutti, dove c’erano tante aspettative e non volevo assolutamente tornare con un suono che hanno tutti o il suono di qualcun altro.
Quindi l’alchimia con Marz è stata abbastanza istantanea, abbiamo fatto le basi in pochissimo tempo, la produzione del disco in un mese e mezzo.
Ci siamo veramente trovati subito. Ci avevo lavorato anche in passato, per cui lo conoscevo, però ci siamo incontrati in questo disco anche sul gusto e su quello che volevamo ottenere.
La chiave vera di questo disco è fare quello che volevo, senza nemmeno aspettarsi niente, poiché mancavo così tanto che mi ero slegato da tutte le regole di mercato e quindi non avevo niente da perdere, così ho fatto il disco che volevo.

Mi ricordo l’ultima track di “Status”con il pezzo ‘Untitled’, prodotta anche da Marz; in questo pezzo già si sentiva questo tuo rapporto complicato tra “Fabio” e “Marra” che raccontavi in quel pezzo…

Si esatto! Quello è uno dei temi che ricorre un po’ nella mia intera discografia, però questa volta l’ho sviluppato interamente.
E’ come se avessi ampliato quel concetto e quella canzone in tutto il disco.


Che consiglio daresti ad un giovane siciliano che legge questa intervista e che sogna un futuro diverso della propria terra e del proprio futuro?

Di lottare per quello in cui crede.
Anche se è difficile, spesso quando il territorio è contro di te diciamo che parti “svantaggiato” rispetto ad altri ragazzi di altre località.
Io penso che se alla fine uno ci lavora tanto e ci crede e soprattutto è in grado di trasformare ciò in una forza… io questo l’ho fatto della mia diversità, fin dal nome d’arte che era uno sfottò di quando ero piccolo; ho cercato di trasformare quello che mi rendeva unico e particolare in un punto di forza.

Questo disco è la prova, poiché nel momento in cui tutti vogliono ostentare o mostrare una vita che non fanno, ammettere le proprie debolezze e accettarsi è stata una grande forza personale.
Credo che tutte le persone che vengono da una posizione svantaggiata, così come la Sicilia, che è una regione più depressa di altre, in realtà sia un incredibile punto di forza, se si riesce ad accendere il fuoco interno e avere quella marcia in più.

Che poi secondo me, è riscontrabile dai ragazzi del sud, hanno realmente questa marcia in più!
Quindi secondo me questa è la chiave, non mollare e puntare sulla propria diversità e sulla propria unicità.

Grande! Parole toccanti…
Concludiamo con il dilemma siciliano, vogliamo sapere se il King Del Rap dice… “ARANCINA O ARANCINO”?!

Arancin…O!
Eh a Palermo so che è arancina ma da noi è con la O! [Risate]”

Le date del tour ufficiale di ‘Persona’:

I canali social di ‘Marracash’:

Ringraziamo la Mondadori Flaccovio per la disponibilità e la cordialità.
Ringraziamo Marracash per essere stato super disponibile.
Alla prossima!

Breve spiegazione di Maieuticar:
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I SANSONI X MAIEUTICAR

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Fabrizio e Federico Sansone, in arte: “i Sansoni“.
Due fratelli siciliani, determinati, irriverenti e con il vizio dell’ironia.
Lo sfondo comico-satirico è quello preferito dal duo ma si divertono anche a far riflettere il proprio pubblico toccando temi sociali importanti utilizzando una comunicazione nitida, chiara e diretta, riuscendo allo stesso tempo a far riflettere e strappare non poche risate.
Conosciamo meglio il duo!

Ciao ragazzi! Come state? 
Ho visto che siete stati ultimamente a Milano, bolle qualcosa nella pentola? Raccontateci un po’…

In pentola bolle sempre qualcosa. È un po’ il trucco per vivere.
Sia artisticamente che fisicamente! Stiamo bene, sempre molto carichi.
I nostri obiettivi si fanno sempre più nitidi, sono ancora all’orizzonte ma lentamente navighiamo verso di loro. Andare a Milano è sempre una grande opportunità; abbiamo incontrato Facebook che si sta avvicinando sempre più ai creator, abbiamo visto i nostri manager e abbiamo cenato con tanti amici che lavorano e vivono su.
Da buoni “terroni” raduniamo le folle quando andiamo al nord e facciamo un po’ di sano casino!
Le opportunità che si stanno creando sono sempre più belle.
Non sceglieremo di fretta perché abbiamo sempre detto di voler essere controcorrente. Aspetteremo il momento giusto per i grandi passi.

Mi sono sempre chiesto com’è nata la favola de ‘i Sansoni’, quando è iniziato tutto? 

“I Sansoni nascono il primo maggio del 2015. Per la festa del lavoro. Per simboleggiare il fatto che ogni tentativo di inventarselo un lavoro è un gesto onorevole che compie anche chi non smette mai di cercarlo. Il perché non è semplice da spiegare, ma tutto nasce da un’esigenza. Noi vogliamo dire qualcosa a chi ha il piacere di ascoltarci. Non facciamo semplicemente “video“.
Sarebbe riduttivo usare un termine solo per indicare un prodotto che ci coinvolge in prima persona e che ci stimola. Siamo in attività ufficialmente, però, dal 2016 che è lo stesso anno in cui abbiamo firmato con il nostro attuale manager Niccolò Presta formando una grande squadra con Gianluca Comandini e Ivan Tamburini di You&Web. Abbiamo sempre parlato di un percorso e di tutte le tappe che servono ad essere forti per vivere a lungo in questo mondo dell’intrattenimento che, oggi, cambia più velocemente che mai.
Non prediligiamo una piattaforma in particolare; ci serviamo del web perché è il mezzo che ci ha premiati e che ci sta vedendo fare la “gavetta” ma la stessa cosa la facciamo a Teatro, aspirando alla TV, alla Radio e un giorno, chissà, al Cinema.

Da fratelli, vogliamo che ci raccontiate un pregio e un difetto l’uno dell’altro…

FEDERICO: il pregio di Fabrizio è il fratello.
FABRIZIO: ecco, lo sapevo. Anche questa battuta la fai continuamente eppure non mi sono mai lamentato.
FEDERICO: e questo è il suo difetto: rompe. Continuamente. Un perfezionista minuzioso e sociopatico.
FABRIZIO: qualcuno definirebbe condizioni essenziali per l’esistenza di un genio ma per la società è giusto che siano stranezze. Mio fratello ha il pregio di essere strano e il difetto di essere troppo leggero e spensierato seppur questo, spesso, diventa un suo punto di forza.
FEDERICO: ci equilibriamo molto va. Lui è astemio, non fuma, non beve caffè. Io l’opposto. 

Quando avete capito che stava diventando qualcosa di serio e importante il vostro progetto? 

Da subito. Non abbiamo mai avuto dubbi sul nostro operato. Sapevamo sin dall’inizio che l’intrattenimento sarebbe diventata la nostra passione e poi, fortunatamente, un lavoro.
Il progetto ha ancora tanta strada da fare e noi siamo pronti per farla tutta. Non molleremo mai un attimo.

Com’è stata la prima volta in TV? 

Emozionante. Su Rai 2 nella serata dedicata al Festival di Castrocaro per la prima volta siamo usciti come duo comico. Una serata condotta da Belen e Stefano De Martino, quindi per noi, un’emozione gigante. È stata un’esperienza utile che ci ha confermato delle cose che già sapevamo e ce ne ha fatte scoprire altrettante. Ogni esperienza serve a potenziarci, il debutto in TV non si scorda più. E noi lo abbiamo fatto nel migliore dei modi. Siamo molto felici e fortunati.

Riuscite a trattare temi importanti tramite una comicità unica e soprattutto rivolta a tantissimi giovani, questo vi responsabilizza e vi sprona a fare di più? Oltretutto come vivete il gap generazionale con persone più adulte? 

“Non c’è un gap generazionale. Nel nostro caso (siamo perfettamente a conoscenza che siamo particolari nel mondo del web e di Youtube Italia nel caso specifico) ogni gag è realizzata, nella maggior parte dei casi, per abbracciare tutto il pubblico. Sarebbe più facile per la nostra crescita istantanea avere chiaro un target ma noi abbiamo deciso di crescere lentamente e di semplificare temi importanti per renderli incisivi e chiari a tutti. Abbiamo trattato con rispetto molti temi sociali scottanti prendendo anche delle posizioni forti senza paura. Non ci responsabilizza l’assenza di paura, ci fortificano le reazioni. Il nostro pubblico, lentamente, ci ha scoperti e ha capito la profondità che ricerchiamo nelle nostre creazioni e ha capito l’assenza di buonismi o di retorica perché quando qualcuno ha qualcosa da dire si vede. Semplicemente. E noi abbiamo sempre qualcosa da dire, fortunatamente. E la diremo a modo nostro cercando di crescere tecnicamente e artisticamente senza porci limiti.”

Avete in programma un tour in teatro? Prossimi progetti? 

Siamo scaramantici. Non parliamo mai dei prossimi progetti. Parliamo di quelli in corso; siamo a teatro per la prima volta in tutta Italia con il nostro primo spettacolo, abbiamo in programma tantissimi video tematici per i prossimi mesi da condividere sul web con una programmazione fino alla prossima estate sempre in collaborazione con Atom che ci aiuta a realizzare i video, Tancredi Bua il nostro content editor e co-autore teatrale e il nostro regista Marco Maria Correnti. Cominceremo il tour a Roma e Pescara ma stiamo già lavorando al secondo spettacolo che ha uno scheletro e una forma con cui debutteremo a Palermo nel Marzo del 2020.
Gli altri progetti che ci avvolgono sono molto belli e altrettanto complicati ma ci faremo trovare pronti. Sempre.

Cosa porterete nel cuore di Palermo se un giorno per lavoro doveste trasferirvi fuori la città? Cosa vi mancherà?

Ci mancherebbe tutto. Sappiamo che l’eventuale trasferimento lavorativo ci priverebbe solo di mesi ma è quei che vogliamo stare. È qui che vogliamo vivere. Nella nostra città che ci ha dato tutto a cui non possiamo rinunciare. Il nostro obiettivo è creare qui soprattutto perché tutti ci dicono che non ci riesce nessuno e che non si può fare. Ci piace essere i primi. Gli avanguardisti. I sognatori per una città bellissima rovinata da pochi che non la meritano. Viva Palermo, Viva la Sicilia ma viva tutta l’Italia intera grande realtà specchio di tutte quelle piccole. Ma ci riprenderemo i nostri sogni. Promesso.

Le prossime date del tour ‘Fratelli Ma Non Troppo’:

I canali social network de ‘i Sansoni’:

Ringraziamo per la professionalità, collaborazione e cordialità Federico & Fabrizio.
Alla prossima e in bocca al lupo!

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PARLIAMO CON… MARTA BASSO

Dopo aver conosciuto Marta Basso presso la mia facoltà per un incontro organizzato da ‘Starting Finance‘ le ho chiesto se fosse possibile scambiare 2 chiacchiere per regalare dei punti di ispirazione a tutti i lettori del nostro blog.
Marta ha accettato immediatamente e devo dire che il risultato è unico!

Piccola biografia di Marta:
Marta Basso è “quella che vedi sempre su Linkedin”; 26enne vicentina laureata in management a Ca’ Foscari e alla Hult International Business School, è imprenditrice, autrice e speaker. Dopo aver studiato tra Venezia, Londra e San Francisco, e  alcuni anni di esperienza lavorando nel mondo del vino, è diventata CEO for One Month di Adecco Group Italy nel 2017 e riconosciuta come uno dei migliori studenti del 2016 dal Parlamento Italiano. Da piccola voleva essere Lilli Gruber, oggi racconta storie davanti alla telecamera. Lavora come consulente in ambito innovazione early-stage, collaborazione startup-aziende, e intrapreneurship, il tema di questo libro. È la mamma del movimento #StopWhining, nonchè co-founder di Millennial Warriors, social business che aiuta le aziende a risolvere ilproblema del generational gap.

Ciao Marta! Come stai? 
Visto che sei stata a Palermo di recente, potresti dirci cosa ti piace di più della nostra terra? Quali sono le differenze più evidenti tra la tua città e la nostra? O quelle che avverti maggiormente?

“Ciao Ric! Bene grazie.
Io adoro la Sicilia e adoro Palermo, ci sono stata circa 10 anni fa a Palermo e mi è piaciuta tantissimo.
La cosa assurda è che sono stata a Palermo poco prima che uscisse il mio primo libro, avevo 18 anni circa, e ci sono tornata giusto prima che esca (metá novembre) il mio nuovo libro. Dalla poesia a un saggio sulla collaborazione startup aziende, un bel salto!
E’ una città che ha mille contrasti ed è proprio questo che adoro, ed è una delle mie città preferite in Italia.
E’ una città diversa dalle città del nord, ma soprattutto la differenza l’avverto nelle persone (palermitane e siciliane in generale) poiché sono molto accoglienti e disponibili.
Concludendo per me Palermo è una città in cui quando posso cerco sempre di andare, sia per lavoro che per vacanza”


Ci puoi spiegare meglio l’idea di ‘Millennial Warriors?’ Fondatori e mission organizzativa?

“L’idea di Millennial Warriors nasce dall’incontro tra me e Alessandro Sandionigi, quando ci siamo incontrati abbiamo capito che nonostante le differenti esperienze lavorative, poiché io sono più concentrata sulla comunicazione mentre Ale è più settorializzato sul lato commerciale, sentivamo lo stesso problema di pregiudizio nei confronti dei giovani italiani, ma sopratutto di ‘collegamento’ tra diverse generazioni.
Per questo ci siamo attivati sia per il sociale sia per il business per risolvere tale problema; quindi la mission è quella di collegare varie generazioni, come quello che abbiamo portato a Palermo, sia tramite la consulenza strategica e comunicative per le aziende.”

Una cosa che mi ha colpito molto del tuo intervento in facoltà è stato inerente l’idea che c’è ormai uno stile di ‘imprenditoria’ diversa, ovvero basata solo su ‘sogni’ senza basarsi sui sacrifici e impegni.
Puoi dirci cosa pensi a riguardo?
Quali sono le cause e quali sono le conseguenze, e se pensi che si possa arginarsi questo fenomeno?

“Io sono molto preoccupata di questa Narrativa che racconta che tutti possono fare gli imprenditori, o meglio, che fare l’imprenditore sia così semplice.
Io penso che se fossimo tutti nati in un epoca lontana dalle ‘start-up’ nessuno avrebbe questo prurito di fare l’imprenditore, o forse si avrebbe lo stesso, ma non penseremmo minimamente fosse così semplice.
Secondo me questo concetto ha frenato un’intera generazione di imprenditori, generando una marea di gente infelice per le scelte, sbagliate, prese.
Oggi abbiamo la fortuna di sapere che l’imprenditoria è solo una delle tante strade da poter percorrere e questo ci aiuta davvero tanto, ma si deve essere sinceri sempre con se stessi e comprendere se effettivamente si ha la voglia di sbattersi per un proprio progetto, che comunque non necessariamente significa ‘fondare un’azienda’, poiché un’idea potrebbe diventare una strada che può seguire un’altra azienda.
Non tutti hanno la voglia o la forza di creare progetti imprenditoriali, ma no per questo significhi che siano degli sfigati, non voglio che passi questo messaggio.
C’è bisogno di una narrativa diversa, che racconti anche i momenti bui e complicati, non solo la fase del ‘successo’.
Non è un caso che personalmente ho deciso di documentare anche dei momenti complicati personali, anche tramite dei semplici video, che possano sensibilizzare dunque altre persone. Io sento questa necessità di raccontare che tutto questo non è così semplice e non mi sento in grado di dire soltanto ‘credi forte forte e ci riesci’, ecco ci vuole sangue, sudore, poche ore di sonno, sbattersi e mettersi in discussione, ed oltretutto, un grande imprenditore deve mettere da parte il proprio ego, non si crea un business per il proprio ego bensì si mette il proprio ego al servizio del business”

Come pensi si evolveranno i social network tra 10 anni?

“Questa è la domanda da un milione di dollari!
Onestamente ti dico che non voglio sapere rispondere, poiché questa voglia di conoscere il futuro potrebbe non farci godere o migliorare il presente.
Ma comunque cerco di rispondere, secondo me prima o poi nascerà un social ‘solo voce’ o ‘solo video’, secondo me saranno questi i trend che andranno forte.
In realtà penso e spero che i social media diventino un posto dove poter fare sempre più marketing e che i contenuti possano diventare qualcosa di vero, fresco e non costruito quindi fake.
Più che chiederci il futuro dei social, penso e lavoro al presente dei social, perché penso che nessuno li utilizza in maniera efficace, secondo il mio punto di vista sfruttiamo solo il 10% della potenzialità dei social nonostante abbiamo sempre il cellulare in mano!

Non demonizziamo i social, bensì l’uso sbagliato che facciamo di loro.
Credo che oggi è molto più semplice che diverse aziende ti notano, creando dei contenuti sui social è più semplice creare un contatto lavorativo.”

Preferisci comunicare più su Facebook o Instagram? Perché?

“Preferisco comunicare su Instagram anche se non sono una fan sfegatata.
Non sono mai stata attratta tantissimo da Facebook, uno dei tanti motivi per cui preferisco utilizzare Instagram rispetto Fb è che ha meno contenuti da sfogliare, cioè trovi o solo video o solo foto quindi è targettizzato.
Ormai Facebook è fuori target per me, per te e i lettori del tuo blog, anche per questo lo utilizzo poco.
Di Instagram mi piacciono tantissimo le Stories e Instagram Tv.
Nonostante tutto è importante comprendere che Facebook non è morto, anzi è il miglior strumento per effettuare strategia di targettizzazione della propria clientela.
Attendo con ansia lo sviluppo di Tik-Tok, mi sta piacendo tantissimo!”

Se ci puoi consigliare 3 libri quali ci consiglieresti?

Bellissima domanda!
Allora consiglio “La Peste” di Albert Camus; in generale consiglio la lettura di questo autore che personalmente mi ha ispirato e formato tantissimo nel mio percorso di vita e di business, poiché è necessario “diventare le persone che siamo” così come recita ‘Nietzsche’, solo comprendendo la condizione umana possiamo essere solidali tra noi essere umani, possiamo cambiare il mondo ma tutti assieme e non avendo pensieri individualistici, ma un fine comune.
Collegandomi con questa concezione, il 2′ libro che consiglio ai tuoi lettori è “The Intrapreneur: Confessions of a Corporate Insurgent” di Gib Bulloch.
Gib era un dipendente di una grande società di consulenza che ha inventato una delle prime forme di social business, e l’ha fatto da Intrapreneur, cioè chi fa l’imprenditore all’interno di un’azienda, i così detti ‘creativi-sognatori con volontà di fare’, e Gib racconta in questo libro l’esaurimento che stava avendo così comprendendo che la sua missione nella vita era altro, molto più importante e alta di ciò che stava facendo.
Un altro libro è ‘Un mondo a tre zeri’ di Muhammad Yunus, questo libro mi ha fatto capire l’importanza del business a impatto sociale.
Te ne dico un altro!
L’ultimo ‘l’amore ai tempi del colera’ di Gabriel Garcia Marquez, autore che ho considerato quasi come un nonno! Mi ha aiutato tantissimo, tale libro racconta il valore della pazienza quando amiamo realmente qualcosa, cioè quando abbiamo un obiettivo molto chiaro che ci fa svegliare ogni giorno col fuoco dentro!

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Articolo di Riccardo Susinno.