FILIPPO GIARDINA X MAIEUTICAR

A dicembre abbiamo svolto una bellissima chiacchierata con Filippo Giardina, noto comico italiano, portatore della Stand Up Comedy in Italia.
Tanti gli argomenti trattati come il rapporto tra i social network e le nuove generazioni, la concezione di Filippo degli ‘Open Mic’, la connessione tra la musica Rap e la Stand Up… e tanto tanto altro.
Di seguito le due parti dell’intervista sul nostro canale YouTube.
Grazie Filippo per la tua disponibilità, alla prossima e… strudel!!!

PARTE 1
PARTE 2

Foto scattate durante lo show di Filippo a Palermo, presso il locale ‘i Candelai’:

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VEGAS JONES X MAIEUTICAR

Vegas Jones è una dei rapper italiani più promettenti che la scena Rap possiede.
Cresciuto a Cinisello, ma di origini siciliane, si è affermato nella scena mainstream grazie al singolo ‘Trankilo‘.
Dopo ‘Chic Nisello‘ e ‘Bellaria‘ arriva il suo ultimo lavoro: ‘La Bella Musica‘, uscito l’8 novembre 2019.
Album che contiene la presenza di Fabri Fibra in ‘presidenziale‘.
Vegas Jones con questo album sta riconfermando il suo talento, il suo flow unico e i suoi incastri futuristici apprezzati da tutti i sostenitori del rap game italiano.
Abbiamo avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con Veggie, analizzando il suo ultimo album, il suo rapporto con la Sicilia e la sua visione del mondo musicale.

Live Performance di Vegas Jones per Vevo Music.

Questo è il tuo terzo album, com’è cambiato Vegas a livello umano e artistico?

“Sono cambiato più umanamente che artisticamente.
Umanamente sono cresciuto molto velocemente grazie alla musica e all’ambiente che ti circonda.
Ho avuto possibilità di buttarmi dopo ‘Chic Nisello‘, che è stato il primo progetto.
Quello che mi ha fatto affacciare in questo mondo, quindi o piaci o non piaci.
Poi ho avuto un piccolo scompenso con ‘Bellaria‘ per quanto riguarda l’attaccamento del pubblico, come dicevo in ‘Malibù‘, avevo troppo la testa fra le nuvole, me la stavo godendo.
Infatti ‘La Bella Musica‘ ricorda la voglia di rivalsa di Chic Nisello, che avevo un pò perso con ‘Bellaria‘, poiché vivevo quel sogno del ragazzino che viene ascoltato da tutti. Ma non rinnego quel lavoro, anzi mi piace tanto.
Ma con ‘La Bella Musica’ ho unito il Vegas sognatore, il ragazzo che ha voglia di scappare e voglia di farcela!

Nell’ultimo album dici “Tricolore Sicilia da dove discendo…”, che ricordi porti della nostra terra?

La prima volta che sono venuto è stato per la musica.
E’ stata una bella esperienza, anche se ogni volta che vengo in Sicilia sto sempre male… e io non mi ammalo mai!
Probabilmente è perché mi sento a casa, poiché sono rilassato… mi ammalo quando mi rilasso!
Quindi mi sento a casa.
Mi piace il mood della Sicilia e sono contento che la sto scoprendo grazie alla musica.

Le mie origini sono state marcate ancora di più dalla musica, questo mi piace tanto.

Nel tuo ultimo lavoro ‘La Bella Musica’ c’è solo un featuring, come mai questa scelta di fare una sola collaborazione? E com’è stata l’intesa con Fibra nella collaborazione del pezzo?

Allora a me piace tanto collaborare, ma quando ho iniziato a fare il disco mi veniva da chiudere tutti i pezzi da solo. E’ stato strano. Facevo la prima strofa, il ritornello e avevo la voglia di chiudere il pezzo da solo.
Avevo tante barre che volevo scrivere!
Però quando ho sentito ‘presidenziale‘ ho pensato ‘questo è un feat’ e ho pensato a Fibra perché è sempre stata una persona corretta con il quale non avevo collaborato.

Lo stimo molto e l’ho ascolto molto di più da quando sono entrato nell’ottica di essere un rapper, quindi un collega.
Capisco l’evoluzione dell’artista, ed è bello vedere che una persona dopo 20 anni continua a fare robe che spaccano.
Sono contento di questo pezzo, anche perché mi sono rivisto nella strofa di Fibra.

Molto Hip Hop come cosa… i più old danno spazio ai più giovani, no?

Si, l’Hip Hop è amore.
Purtroppo per le cose che si dicono in giro ho avuto delle difficoltà nell’approcciarmi con altri artisti, perché poi le voci corrono e spesso la gente non ti conosce e non sa cosa pensi.
A me non me ne fotte niente di ste robe, io voglio fare la mia musica.
L’odio non fa parte di questa cultura.
Io non ho mai litigato con nessuno nella mia vita, nel rap game ho avuto dei problemi con qualcuno ma dati più che dalla persona dal business, quindi sono cose che devi andare a capire poi.
Non mi vergogno a dire che mi sono serviti tre anni nel game per capire i meccanismi di come funziona sto giro.
Oggi ho l’approccio più costruttivo verso gli altri e verso me stesso.
Ora ho capito dove andare, questo disco mi ha permesso di dare una base solida alla mia carriera.
Con questo disco mi sono ritrovato!”

Mi sono sempre chiesto come mai ami il mondo delle auto… come nasce questo rapporto?

E’ una mia grande passione, amo le macchine!
Per me sono il top della vita!

La macchina è una roba super Hip Hop!
Con i primi soldi mi sono comprato la macchina, per me è stato un riscatto.
Ogni volta che cambio macchina… salgo il livello!
Anche per dimostrare che comunque non è facile, molti pensano che se sei famoso sei ricco, in realtà non è proprio così!

In Trankilo affermavi di essere benedetto.. oggi lo sei ancora?

Si, sempre di più!
La mia vita è così e il rap è la mia vita. Sono un ragazzo come altri che fa musica e ci sta riuscendo.
Quando l’ho scritto ho trovato questa via di fuga visto che era un periodo di merda.
La cosa di essere benedetto racchiude tante altre cose, ovvero, anche il fatto di essere unico.
Andando avanti tante cose le abbiamo fatte e confermate sempre in silenzio con massima classe, perché penso sia la gente a dover parlare.
Poi rispetto anche un Salmo che dice che ha fatto più roba di tutti e lo rispetto perché mancano degli organismi che lo affermino.
In Italia l’unico metodo di paragone è la classifica di Spotify.
In America ci sono un casino di metodi che permettono di giudicare in maniera diversa tanti artisti.
Più l’intera scena sarà pesante, più sarà facile arrivarci”

Ma secondo te gli ascoltatori del rap italiano resteranno sempre i giovani o potrà esserci “un ascoltatore 50enne”?

Secondo me l’adulto arriverà a 45-50 anni che si accorgerà che tutto sta cambiando, i social e tutto il resto; ad esempio oggi dicono ‘che figata postare su Instagram’ , mentre per un ragazzino è normale, e sarà una figata ascoltare quindi anche il Rap, dunque ci sarà tra qualche periodo un pubblico adulto che ascolterà il rap su Spotify.
Secondo me c’è questa prospettiva, ci sarà una massa di ascoltatori più adulti di Rap che magari cercheranno più i contenuti, quindi si crea un nuovo mercato!
Viaggione che ci può stare, si vedrà bro!”

I canali social di ‘Vegas Jones’:

Ringraziamo Vegas Jones per essere stato disponibile e Sony Music per la possibilità concessa.

Breve spiegazione di Maieuticar:
Maieuticar è un portale che tratta argomenti di informazione digitale, di comunicazione-marketing e contenuti di intrattenimento.
Nel nostro portale puoi trovare svariatissimi contenuti, tutti fruibili in maniera gratuita, da argomenti di marketing e comunicazione fino ad interviste fatte a personaggi dello spettacolo a livello siciliano e nazionale.
Nati e cresciuti in Sicilia.
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MARRACASH X MAIEUTICAR

Il 31 ottobre 2019 l’Italia ha ricominciato a respirare a livello artistico con l’uscita del disco più atteso di sempre che sta battendo record su record, primo in tutte le classifiche italiane, al top di tutte le piattaforme digitali, stiamo parlando del nuovo disco ‘Persona‘ di Marracash, conosciuto come #KingMarracash.
Dopo 4 anni dall’uscita del suo ultimo lavoro da solista, ‘Status‘, il King è tornato più forte di prima con ‘Persona‘, un album che racconta la ‘Persona‘ di Marracash, analizzando e sviluppando il rapporto che intercorre tra Fabio e l’artista.

Abbiamo avuto la possibilità di poter fare una piccola intervista intensa al King del Rap per il nostro portale.

Fabio sei in Sicilia adesso, che ricordi porti di questa terra?

Tantissimi, vengo qui da sempre.
I ricordi più belli li ho della mia infanzia perché era una netta contrapposizione tra la vita milanese, dove un ragazzino non può neanche uscire, ci sono ad esempio tantissimi tram, quindi tendenzialmente si stava a casa, mentre quando venivo in Sicilia stavo in strada completamente dalla mattina alla sera.
Quindi ho questi ricordi un po’ campestri e soprattutto di libertà.

Com’è nata l’idea di identificare il disco in una persona vera e propria, questo ha portato una forzatura nella stesura dei testi o è venuto naturale?

“No in realtà è stato molto naturale.
Avevo quest’idea delle parti del corpo veramente da diversi anni, da tanti dischi prima di ‘Persona’, però insomma era un po’ parcheggiata lì con altre idee che uno ha.
Avevo deciso che questo sarebbe stato un disco personale, anche perché venivo da un periodaccio e non ero neanche nella condizione di “fare il figo”.
Quindi non avrei potuto fare un disco di autoesaltazione, non mi sentivo in grado, per cui visto che avevo questa idea di un disco personale, l’idea delle parti del corpo era per la prima volta perfetta per la creazione di questo album.
Non è stata forzata la stesura perché l’interpretazione degli organi è molto personale, non è un trattato di anatomia, ma ho dato una mia libera interpretazione, anzi è stato molto utile per organizzare il lavoro, perché mi ha permesso di non fare due volte lo stesso pezzo, poiché ogni pezzo aveva una sua personalità e un suo carattere distinto dagli altri, anche il fatto degli organi impediva di fare delle ripetizioni di argomenti e sound”

Ho visto che hai dato un’importanza pazzesca ai featuring anche a livello comunicativo sui social, dedicando un post ad ogni artista ospite nel disco e scrivendo un pensiero per ciascuno; questa è stata una scelta studiata o ti è venuto naturale fare questa comunicazione?

Allora io non ho mai amato i social, per un bel po’ non li ho neanche usati.
Ad un certo punto, quando mi sono riaffacciato al mondo social, è stato attraverso un post che spiegava perché ero mancato e l’ho fatto nella maniera che viene più congeniale, ovvero scrivere.
Ho visto che nonostante Instagram si basi sull’immagine, questo genere di post, con un testo molto lungo mi ha fatto trovare la chiave per usare i social in maniera personale.

Cioè io di fare la foto con gli outfit o robe del genere non sono proprio il tipo, ho trovato appunto la mia chiave per usare i social network.

Nel 2015, data risalente al tuo ultimo lavoro “Status”, la scena trap stava facendo i suoi primi numeri sul web, ora è in vetta in tutte le classifiche; ciò è stata una carica per fare qualcosa di unico e diverso rispetto il contesto musicale?

Si. Io ho sempre cercato di fare della roba unica e mia.
Questo è il motivo per cui la gestazione di questo disco è stata così lunga, portandomi alla ricerca di un suono che fosse diverso da tutti, dove c’erano tante aspettative e non volevo assolutamente tornare con un suono che hanno tutti o il suono di qualcun altro.
Quindi l’alchimia con Marz è stata abbastanza istantanea, abbiamo fatto le basi in pochissimo tempo, la produzione del disco in un mese e mezzo.
Ci siamo veramente trovati subito. Ci avevo lavorato anche in passato, per cui lo conoscevo, però ci siamo incontrati in questo disco anche sul gusto e su quello che volevamo ottenere.
La chiave vera di questo disco è fare quello che volevo, senza nemmeno aspettarsi niente, poiché mancavo così tanto che mi ero slegato da tutte le regole di mercato e quindi non avevo niente da perdere, così ho fatto il disco che volevo.

Mi ricordo l’ultima track di “Status”con il pezzo ‘Untitled’, prodotta anche da Marz; in questo pezzo già si sentiva questo tuo rapporto complicato tra “Fabio” e “Marra” che raccontavi in quel pezzo…

Si esatto! Quello è uno dei temi che ricorre un po’ nella mia intera discografia, però questa volta l’ho sviluppato interamente.
E’ come se avessi ampliato quel concetto e quella canzone in tutto il disco.


Che consiglio daresti ad un giovane siciliano che legge questa intervista e che sogna un futuro diverso della propria terra e del proprio futuro?

Di lottare per quello in cui crede.
Anche se è difficile, spesso quando il territorio è contro di te diciamo che parti “svantaggiato” rispetto ad altri ragazzi di altre località.
Io penso che se alla fine uno ci lavora tanto e ci crede e soprattutto è in grado di trasformare ciò in una forza… io questo l’ho fatto della mia diversità, fin dal nome d’arte che era uno sfottò di quando ero piccolo; ho cercato di trasformare quello che mi rendeva unico e particolare in un punto di forza.

Questo disco è la prova, poiché nel momento in cui tutti vogliono ostentare o mostrare una vita che non fanno, ammettere le proprie debolezze e accettarsi è stata una grande forza personale.
Credo che tutte le persone che vengono da una posizione svantaggiata, così come la Sicilia, che è una regione più depressa di altre, in realtà sia un incredibile punto di forza, se si riesce ad accendere il fuoco interno e avere quella marcia in più.

Che poi secondo me, è riscontrabile dai ragazzi del sud, hanno realmente questa marcia in più!
Quindi secondo me questa è la chiave, non mollare e puntare sulla propria diversità e sulla propria unicità.

Grande! Parole toccanti…
Concludiamo con il dilemma siciliano, vogliamo sapere se il King Del Rap dice… “ARANCINA O ARANCINO”?!

Arancin…O!
Eh a Palermo so che è arancina ma da noi è con la O! [Risate]”

Le date del tour ufficiale di ‘Persona’:

I canali social di ‘Marracash’:

Ringraziamo la Mondadori Flaccovio per la disponibilità e la cordialità.
Ringraziamo Marracash per essere stato super disponibile.
Alla prossima!

Breve spiegazione di Maieuticar:
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Nel nostro portale puoi trovare svariatissimi contenuti, tutti fruibili in maniera gratuita, da argomenti di marketing e comunicazione fino ad interviste fatte a personaggi dello spettacolo a livello siciliano e nazionale.
Nati e cresciuti in Sicilia.
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I SANSONI X MAIEUTICAR

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Fabrizio e Federico Sansone, in arte: “i Sansoni“.
Due fratelli siciliani, determinati, irriverenti e con il vizio dell’ironia.
Lo sfondo comico-satirico è quello preferito dal duo ma si divertono anche a far riflettere il proprio pubblico toccando temi sociali importanti utilizzando una comunicazione nitida, chiara e diretta, riuscendo allo stesso tempo a far riflettere e strappare non poche risate.
Conosciamo meglio il duo!

Ciao ragazzi! Come state? 
Ho visto che siete stati ultimamente a Milano, bolle qualcosa nella pentola? Raccontateci un po’…

In pentola bolle sempre qualcosa. È un po’ il trucco per vivere.
Sia artisticamente che fisicamente! Stiamo bene, sempre molto carichi.
I nostri obiettivi si fanno sempre più nitidi, sono ancora all’orizzonte ma lentamente navighiamo verso di loro. Andare a Milano è sempre una grande opportunità; abbiamo incontrato Facebook che si sta avvicinando sempre più ai creator, abbiamo visto i nostri manager e abbiamo cenato con tanti amici che lavorano e vivono su.
Da buoni “terroni” raduniamo le folle quando andiamo al nord e facciamo un po’ di sano casino!
Le opportunità che si stanno creando sono sempre più belle.
Non sceglieremo di fretta perché abbiamo sempre detto di voler essere controcorrente. Aspetteremo il momento giusto per i grandi passi.

Mi sono sempre chiesto com’è nata la favola de ‘i Sansoni’, quando è iniziato tutto? 

“I Sansoni nascono il primo maggio del 2015. Per la festa del lavoro. Per simboleggiare il fatto che ogni tentativo di inventarselo un lavoro è un gesto onorevole che compie anche chi non smette mai di cercarlo. Il perché non è semplice da spiegare, ma tutto nasce da un’esigenza. Noi vogliamo dire qualcosa a chi ha il piacere di ascoltarci. Non facciamo semplicemente “video“.
Sarebbe riduttivo usare un termine solo per indicare un prodotto che ci coinvolge in prima persona e che ci stimola. Siamo in attività ufficialmente, però, dal 2016 che è lo stesso anno in cui abbiamo firmato con il nostro attuale manager Niccolò Presta formando una grande squadra con Gianluca Comandini e Ivan Tamburini di You&Web. Abbiamo sempre parlato di un percorso e di tutte le tappe che servono ad essere forti per vivere a lungo in questo mondo dell’intrattenimento che, oggi, cambia più velocemente che mai.
Non prediligiamo una piattaforma in particolare; ci serviamo del web perché è il mezzo che ci ha premiati e che ci sta vedendo fare la “gavetta” ma la stessa cosa la facciamo a Teatro, aspirando alla TV, alla Radio e un giorno, chissà, al Cinema.

Da fratelli, vogliamo che ci raccontiate un pregio e un difetto l’uno dell’altro…

FEDERICO: il pregio di Fabrizio è il fratello.
FABRIZIO: ecco, lo sapevo. Anche questa battuta la fai continuamente eppure non mi sono mai lamentato.
FEDERICO: e questo è il suo difetto: rompe. Continuamente. Un perfezionista minuzioso e sociopatico.
FABRIZIO: qualcuno definirebbe condizioni essenziali per l’esistenza di un genio ma per la società è giusto che siano stranezze. Mio fratello ha il pregio di essere strano e il difetto di essere troppo leggero e spensierato seppur questo, spesso, diventa un suo punto di forza.
FEDERICO: ci equilibriamo molto va. Lui è astemio, non fuma, non beve caffè. Io l’opposto. 

Quando avete capito che stava diventando qualcosa di serio e importante il vostro progetto? 

Da subito. Non abbiamo mai avuto dubbi sul nostro operato. Sapevamo sin dall’inizio che l’intrattenimento sarebbe diventata la nostra passione e poi, fortunatamente, un lavoro.
Il progetto ha ancora tanta strada da fare e noi siamo pronti per farla tutta. Non molleremo mai un attimo.

Com’è stata la prima volta in TV? 

Emozionante. Su Rai 2 nella serata dedicata al Festival di Castrocaro per la prima volta siamo usciti come duo comico. Una serata condotta da Belen e Stefano De Martino, quindi per noi, un’emozione gigante. È stata un’esperienza utile che ci ha confermato delle cose che già sapevamo e ce ne ha fatte scoprire altrettante. Ogni esperienza serve a potenziarci, il debutto in TV non si scorda più. E noi lo abbiamo fatto nel migliore dei modi. Siamo molto felici e fortunati.

Riuscite a trattare temi importanti tramite una comicità unica e soprattutto rivolta a tantissimi giovani, questo vi responsabilizza e vi sprona a fare di più? Oltretutto come vivete il gap generazionale con persone più adulte? 

“Non c’è un gap generazionale. Nel nostro caso (siamo perfettamente a conoscenza che siamo particolari nel mondo del web e di Youtube Italia nel caso specifico) ogni gag è realizzata, nella maggior parte dei casi, per abbracciare tutto il pubblico. Sarebbe più facile per la nostra crescita istantanea avere chiaro un target ma noi abbiamo deciso di crescere lentamente e di semplificare temi importanti per renderli incisivi e chiari a tutti. Abbiamo trattato con rispetto molti temi sociali scottanti prendendo anche delle posizioni forti senza paura. Non ci responsabilizza l’assenza di paura, ci fortificano le reazioni. Il nostro pubblico, lentamente, ci ha scoperti e ha capito la profondità che ricerchiamo nelle nostre creazioni e ha capito l’assenza di buonismi o di retorica perché quando qualcuno ha qualcosa da dire si vede. Semplicemente. E noi abbiamo sempre qualcosa da dire, fortunatamente. E la diremo a modo nostro cercando di crescere tecnicamente e artisticamente senza porci limiti.”

Avete in programma un tour in teatro? Prossimi progetti? 

Siamo scaramantici. Non parliamo mai dei prossimi progetti. Parliamo di quelli in corso; siamo a teatro per la prima volta in tutta Italia con il nostro primo spettacolo, abbiamo in programma tantissimi video tematici per i prossimi mesi da condividere sul web con una programmazione fino alla prossima estate sempre in collaborazione con Atom che ci aiuta a realizzare i video, Tancredi Bua il nostro content editor e co-autore teatrale e il nostro regista Marco Maria Correnti. Cominceremo il tour a Roma e Pescara ma stiamo già lavorando al secondo spettacolo che ha uno scheletro e una forma con cui debutteremo a Palermo nel Marzo del 2020.
Gli altri progetti che ci avvolgono sono molto belli e altrettanto complicati ma ci faremo trovare pronti. Sempre.

Cosa porterete nel cuore di Palermo se un giorno per lavoro doveste trasferirvi fuori la città? Cosa vi mancherà?

Ci mancherebbe tutto. Sappiamo che l’eventuale trasferimento lavorativo ci priverebbe solo di mesi ma è quei che vogliamo stare. È qui che vogliamo vivere. Nella nostra città che ci ha dato tutto a cui non possiamo rinunciare. Il nostro obiettivo è creare qui soprattutto perché tutti ci dicono che non ci riesce nessuno e che non si può fare. Ci piace essere i primi. Gli avanguardisti. I sognatori per una città bellissima rovinata da pochi che non la meritano. Viva Palermo, Viva la Sicilia ma viva tutta l’Italia intera grande realtà specchio di tutte quelle piccole. Ma ci riprenderemo i nostri sogni. Promesso.

Le prossime date del tour ‘Fratelli Ma Non Troppo’:

I canali social network de ‘i Sansoni’:

Ringraziamo per la professionalità, collaborazione e cordialità Federico & Fabrizio.
Alla prossima e in bocca al lupo!

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FABRI FIBRA: GENIO DEL MARKETING

“Sono nato il 17, di Venerdì”, “Vado all’inferno per colpa di un dottore, cioè vengo al mondo il 17 Ottobre”, “Vengo dal 76 con il suono assassino..”

Potremmo continuare per diversi paragrafi citando i suoi versi, ma hai già intuito di chi stiamo parlando: Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra.
Oggi il padre del Rap Italiano compie 43 anni, ed è da quando ha 17 anni che è legato alla scena Hip-Hop.

Sì, era il 1996, all’epoca Fabri Fil, quando ha registrato il suo primo demotape, con il gruppo storico ‘Uomini Di Mare‘ composto da lui e Dj Lato.
Il progetto Fabri Fibra inizia ufficialmente nel 2002, il suo debutto da solista avviene con ‘Turbe Giovanili‘ (le strumentali erano prodotto dal noto cantante ‘Neffa’).
Si trasferisce a Milano, iniziano le rime.
Parte il viaggio di un personaggio unico nel panorama nazionale, che l’Italia prima o poi dovrà ringraziare per tutto ciò che ha fatto.

Gli album ufficiali di Fabri Fibra da solista (in ordine di tempo):

Ma questo articolo non ha l’obiettivo di elencare i successi o la carriera di Fabri Fibra, poiché Fabrizio non ha bisogno di un’ennesimo articolo banale, bensì vogliamo focalizzarci sulla sua comunicazione, sul marketing utilizzato da #doppiaF e sulla sua intelligenza imprenditoriale, che solo un artista come Fibra ha potuto portare avanti in Italia, con mille difficoltà.

Superfluo dire che Fabri Fibra ha talento, ma è importante comprendere che non è stata soltanto questa la sua carta vincente.
Perché solo il talento non porta al successo se non si è bravi a vendere, comunicare e spiegare bene il proprio prodotto.

Il talento ci deve essere, ma non è l’unica cosa che conta, soprattutto se per avere successo devi far comprendere che la wave che stai rappresentando è un movimento dove è possibile creare un business, perché, cari lettori, nel 2006 nessuna casa discografica voleva investire sulla scena rap.

Il rap era una musica anti-sistema, quindi nessuno aveva la garanzia di successo e di un ritorno economico dell’investimento effettuato, in termini strettamente economici si aveva un ROI abbastanza basso. Non è come oggi.
D’altronde, come dice lo stesso Fibra: “Le Major oggi danno il grano, quante rime hai? 10 anni fa il rap italiano era tipo l’Aids”

Ma Fibra è riuscito ad entrare in Major e quindi ha trovato chi finanziasse e investisse sul suo progetto perché è sempre stato un professionista determinato, ed un professionista sa bene che deve organizzare la propria strategia creandosi un’identità unica nel settore.
Fibra si è differenziato da tutti gli altri artisti della scena Rap.

Infatti, nel 2006, con l’album ‘Tradimento’ ha ricevuto un contratto da ‘Universal Music Group’ ed è stato il primo artista del rap italiano ad avere un contratto con una casa discografica di questo calibro, infatti, il 2006 è l’anno del suo successo.
Vende circa 100.000 copie, porta in tutto lo stivale la sua musica, inizia il percorso tanto sudato e voluto.
Viene etichettato come lo status symbol dell’intera scena Hip-Hop italiana.

Ma non è stato così semplice, poiché firmare con la Major non è nemmeno sinonimo di successo. Quindi arriviamo a comprendere l’intelligenza e la furbizia di Fibra nell’intuire benissimo che deve arrivare a più persone possibili con la propria musica.
Deve diventare un fenomeno musicale compreso e riconoscibile.

Fabri sa che il rap è pieno di parole e quindi vuole far comprendere i suoi testi a più persone possibili, quindi abbandona il suo ermetismo di Turbe Giovanili ed inizia a fare delle rime comprensibili a tutti gli italiani.
Così che tutte le persone possano cantare ovunque le sue canzoni e che quindi possano apprezzare al meglio il suo prodotto musicale (anche se ciò non è sinonimo di comprensione totale dei suoi testi, poiché questo vi assicuro che non è immediato, un testo di FF può essere interpretato in tantissimi modi nonostante la semplicità comunicativa).

Quindi questa è la prova vivente che Fibra prima di essere un grande artista è un grande comunicatore.
Sa comunicare benissimo, quello che pensa lo riesce a spiegare in maniera eccellente tramite le parole che utilizza nei suoi testi.

Fabri nel suo primo disco ha ripetuto in 17 track il suo nome ‘Fibra‘ fino allo sfinimento. Non c’è una canzone dove non si sente ‘Fiibra‘.
Basti pensare al suo inno, ovvero ‘Applausi per Fibra‘, solo questa canzone ci fa capire quanta volontà aveva di arrivare dov’è adesso.
Ripetere il proprio nome fino allo sfinimento è la tecnica più vecchia del marketing, ma che è ancora oggi la più efficace.
Era il proprio marchio di fabbrica. Ha brandizzato ogni canzone, e tramite esse, il suo personaggio prendeva sempre più una propria identità e consistenza.
Fibra voleva entrare in testa a tutti coloro che ascoltassero anche per sbaglio la sua canzone. Ed è stato così. D’altronde è l’obiettivo di ogni azienda che vuole essere unica nel proprio settore, essere riconoscibile immediatamente dai consumatori finali.

Qui il brano storico:

Da sempre il fibroga ha utilizzato nel corso della sua carriera delle strategie di comunicazione, marketing e di vendita che gli hanno garantito il successo assoluto.
Ad esempio, nel video ‘Mal di stomaco‘ dove fingeva la propria morte. All’epoca metà degli ascoltatori credevano realmente fosse morto, c’erano forum invasi di notizie del genere.
Aumentavano le views e l’interesse verso questo personaggio ‘mistico’.

Backstage del video ‘Mal Di Stomaco’


Fibra ha sempre giocato su questo. Ha anche capito che doveva parlare di ‘argomenti scomodi’ per essere ascoltato, voleva parlare di argomenti che nessuno trattava, ma non solo per una scelta stilistica, ma anche perché doveva dire certe cose se voleva conquistarsi il suo spazio. Non poteva cantare ‘canzoni d’amore’ banali.
Basta guardare alcune sue interviste del 2006 o del 2008 per comprendere come il suo personaggio ‘dava fastidio’. Non c’era un’intervista dove non gli facevano domande strane, le quali non avevano nessun collegamento con la sua musica o la promo del disco.
Ma fibra sapeva benissimo che doveva farlo.
Il politicamente scorretto ha sempre fatto parte del mondo Fibra. Anche tramite i video questo era palese, basti pensare al video ‘Vip In Trip’, dove fa una satira politica verso la casta politica.
Così come anche con ‘Pronti Partenza Via’ giocando con il cognome ‘Monti’, riusciva a creare sempre più interesse nei suoi progetti e nella sua musica. Fibra è più mistico di Shiva.
Qui il video ‘Vip In Trip’

Nel 2015 arriva qualcosa di mai visto nel panorama musicale italiano.
Fibra pubblica ‘Squallor‘ il 7 aprile 2015 senza fare nessuna promo. Arriva l’annuncio tramite i suoi canali social, così random.
Senza passare tramite un inedito radiofonico, senza rilasciare nemmeno interviste. Ha utilizzato solo la propria forza e i propri canali social, questo ci fa comprendere come anche l’industria musicale abbia subito una rivoluzione digitale non di poco conto.

Potrebbe essere giudicato un ‘suicidio’ commerciale questa scelta, ma in realtà è stata una scelta molto studiata.
Questo album era dedicato ad una nicchia di mercato, ovvero ai suoi fans più stretti, non cercava nuovi ascoltatori Fibra, infatti all’interno dell’album non troviamo delle ‘Hit’ in stile ‘Tranne Te’ per comprenderci, ma era un momento in cui l’artista si voleva ritrovare musicalmente e nel mercato medesimo.
Oltretutto inizia un’importante collaborazione con uno street brand londinese ‘Hero’s Heroine’ (sito: https://www.herosheroine.it).
Lo stile di questo brand è unico nel panorama italiano continuando per diverse collaborazione come ‘No Future‘ e l’ultima annunciata il 12 ottobre FucktHeromance.
Il titolare è Massimilano Sartor che ci ha concesso queste foto dell’ultima collezione uscita.
Per maggiori informazioni visitare il sito web.
Qui alcune foto:

Nel 2017 arriva il suo ultimo disco ufficiale ‘Fenomeno‘.
In questo disco Fibra ritrova se stesso in tutti i brani, è all’apice dell’espressione artistica. Il suo brand, il suo stile, il suo personaggio è affermato in tutta la nazione.
Si effettua la promo passando per le radio ed interviste, Fibra torna nelle orbite dei grandi numeri. Infatti Fenomeno è l’incoronazione del suo percorso, poiché oltre a fare il disco di platino e suonare in giro per circa 2 anni, è il primo artista italiano a passare su Beats 1 Radio!

Possiamo notare anche che i titoli dei suoi dischi sono semplici e diretti, la maggior parte è formata da una semplice parola, così da essere immediata la comprensione del titolo e del disco, dove, oltretutto, in copertina troviamo sempre la la sua faccia.
Qui si comprende ancora come Fibra abbia avuto sempre in testa una comunicazione diretta e comprensibile a tutti.
Ha sempre attuato un branding importante per crearsi una propria identità nel mercato musicale.

Il 4 Ottobre è stato annunciato l’ultimo lavoro in uscita il 25 ottobre, ‘Il tempo vola 2002-2020’, dove troveremo delle track inedite e una raccolta dei suoi successi durante la sua ventennale carriera musicale.

Qui i link di Amazon per acquistare il disco:
‘Il tempo vola 2002 – 2020’

Comunicazione semplice e diretta, argomenti scottanti ed unici, stile differente dalla concorrenza, marketing e branding di se stesso e dei propri prodotti: questi gli elementi del successo targato Fabri Fibra, proprio per questo non è da considerare solo un artista ma ha tutte le caratteristiche di un imprenditore.
D’altronde non esiste azienda al mondo che non cerca di attuare queste mosse nei propri settori e mercati.

Ovviamente da comprendere anche che dietro Fibra c’è un team, prima di tutti dobbiamo ricordare ‘Paola Zukar‘, il suo manager. Una donna che sicuramente ha scritto la storia dell’industria musicale e dell’imprenditoria italiana, ma questo continueremo ad analizzarlo in altre sedi.

Concludiamo ringraziando Fabri Fibra, che lasciando i gusti musicali soggettivi, è sicuramente un pezzo di storia musicale e imprenditoriale di questo settore.
Auguri sfiber!

Le foto della collezione ‘hero’s heroine’ sono di proprietà del proprietario Massimiliano Sartor.
L’articolo non ha fini commerciali.

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Grazie!

Articolo di Riccardo Susinno.

CHIARA FERRAGNI – ORGOGLIO ITALIANO

Reading: 3 min.

Se parliamo di marketing, comunicazione, influencer, imprenditorialità e rivoluzione  digitale non possiamo non parlare di una delle persone che ha saputo cavalcare l’onda in maniera fantastica, diventando una vera star unica nel panorama mondiale: Chiara Ferragni.

Chiara Ferragni è il miglior esempio per comprendere la rivoluzione digitale che è avvenuta nel nostro secolo.
Per recepire come i social network abbiano rivoluzionato la concezione e le modalità di fare business, studiare la storia di Chiara è la via maestra!

La magia di Chiara inizia nell’ottobre del 2009 quando decide di aprire un blog chiamato “The Blonde Salad“, secondo la stessa Chiara il significato del titolo era dato dal fatto che il blog fosse “un’insalata” di gusti inerenti la moda e tutto ciò che alla bellissima e visionaria Chiara piaceva in quel momento, dunque raccontava il suo punto di vista sulla moda dando dei consigli a tutte le ragazze curiose che chiedevano informazioni.

Nulla di particolare viene naturale da dire… ma è stata geniale e innovativa ai tempi!
L’idea di tale blog nasce con l’ex fidanzato, Riccardo Pozzoli, con cui investe 10 euro per il dominio Internet (quelli che noi comuni mortali spendiamo il sabato in 10 minuti) e 500 euro per una fotocamera.

Iniziano gli scatti, comincia la rivoluzione.. la Ferragni non potrà prevedere ciò che diventerà diversi anni dopo.

Chiara lavora assiduamente al suo blog, allo stesso tempo porta avanti gli studi presso l’Università Bocconi di Milano e, nel 2010, viene premiata come ‘One of the biggest breakout street-style stars of the year‘: il successo è alle porte. 
Viene anche incoronata come ‘Blogger of the Moment‘, con oltre 1 milione di visite sul blog e 12 milioni di impression mensili. 
Nel 2015 è stata oggetto di un caso di studio della Harvard Business School, studiata come un caso aziendale da analizzare e comprendere (solo quest’ultima frase potrebbe dare forza al nostro titolo).

Oggi “The Blonde Salad” non è un semplice blog, ma è un e-commerce, una vera e propria attività imprenditoriale
(Link del blog -> https://www.theblondesalad.com/it-IT).

Una Chiara Ferragni agli esordi del suo blog!

Potremmo continuare ore ed ore ad elencare tutti i successi ottenuti da Chiara, ma l’obiettivo di questo articolo non è elencare i successi di Chiara, bensì far comprendere il motivo per il quale, chi scrive questo testo, è orgoglioso, grato e a favore di Chiara.

Perché sono orgoglioso di Chiara Ferragni?
Partendo dal presupposto che è una donna.
Purtroppo in Italia, per una questione culturale e storica, le donne non hanno avuto una vita semplice nel settore imprenditoriale, quindi proprio per questo Chiara per me è una delle migliori rappresentanti dell’imprenditoria italiana, senza divisione alcuna di sesso.
Personalmente credo che le donne abbiano quella sensibilità in più che anche sul lato imprenditoriale può essere una carta vincente.
Quindi il lavoro di Chiara, dal mio punto di vista, può anche sensibilizzare ad una tematica sociale importantissima, quale la parità dei sessi (ma non voglio distogliere l’attenzione dall’argomento principale dell’articolo).

Chiara rappresenta un orgoglio italiano: una pioniera della rivoluzione digitale che ha trasmesso creatività ed intraprendenza anche oltreoceano.
Non sappiamo ancora chi abbia la meglio tra lo Spaghetto e La Ferragni, di certo il Made in Italy nel mondo è da sempre una garanzia.

Ma se parliamo di Chiara non possiamo non analizzare i suoi haters, e Chiara ne ha infiniti; ma non solo semplici haters frustrati dalla loro vita che iniziano ad odiare tutte le persone che si mettono in gioco, in fondo questa tipologia di ‘haters’ li abbiamo un po’ tutti; ma gli haters della Ferragni sono più perfidi e cattivi, sono i cosiddetti leoni da tastiera fondamentalmente, poiché la insultano: per l’aspetto fisico, perché non ha un seno preponderante, per i suoi piedi, per i suoi vestiti, per il suo lavoro (e qui ritorneremo in merito), per suo figlio, per la sua maternità, perché mette il bikini e tanto altro.
Ma una cosa che mi ha portato a comprendere l’intelligenza, la semplicità e caratura di questa splendida donna sono state alcune sue risposte date.
Qui alcuni esempi di risposta o insulti:


E’ veramente disarmante il fatto che una persona come lei debba avere così tante persone che la disprezzano per il successo che sta avendo attaccandola esteticamente (ma questo fa capire la pochezza e la frustrazione di queste persone infelici) o solo perché è una mamma (wtf!?), o altro.

Sto dedicando del tempo ‘agli haters della Ferragni’ perché voglio analizzare una tipologia di commenti, che si tramuta in un pensiero comune in diverse persone di età avanzata (e non solo) del nostro paese, ovvero:”Vai a lavorare!1 Il tUo non e lavOrò!1 Alza MatToni1!”

Ti starai chiedendo “ma seriamente esiste gente del genere che pensa che Chiara non lavori?”, ebbene mio/a caro/a, purtroppo si.
Ma forse hanno ragione perché Chiara non lavora.
Chiara investe, produce, finanzia, crea, idealizza e realizza.
Sarebbe troppo semplice categorizzarla solo nel perimetro ‘lavorativo’ della società. Chiara è qualcosa in più.
Purtroppo c’è una grossa fetta di popolazione che non comprende la nuova era lavorativa, ma sono legati ai lavori ‘standard’.

Perché dobbiamo ammirare il lavoro di Chiara?
Semplice. La Ferragni è il simbolo, anzi, la regina della nuova era imprenditoriale.
Rappresenta tutti noi giovani che per investire non hanno bisogno di avere milioni di euro per acquistare fabbricati, macchinari, effettuare procedimenti di ammortamenti o altro.
Chiara rappresenta quel business smart, fresh, cool, detto in termini tecnici quel business ‘dematerializzato’.
Se non ci fosse stata Chiara non esisterebbe tutta questa cascata di ‘influencer’, non ci saremmo avvicinati così tanto al mondo digitale; mi permetto di dire che Chiara ha portato una ventata di freschezza, forse nel 2009 ancora prematura per l’Italia.. Chiara era avanti di almeno 5/6 anni (avvalora la tesi il fatto che ha riscosso, in un primo momento, un grande successo all’estero.. mentre altri connazionali la insultano sui social!)

La Ferragni successivamente si è sposata con Fedez, noto cantante italiano.
Uniti, la giovane coppia ha creato un movimento sui social network che gli ha permesso di creare uno degli eventi più seguiti e discussi in tutto il mondo: #TheFerragnez.

The Ferragnez

Il matrimonio, il quale solitamente dovrebbe essere un evento privato, è stato reso un evento pubblico facendone un business pazzesco, lucrandoci anche.
Per comprendere la portata di tale evento, sono riusciti a chiudere un accordo con ‘Alitalia‘.
Se questa non è una mentalità imprenditoriale, cari lettori, non saprei più definire tale figura!


La coppia ha avuto anche un figlio, chiamato Leone.
Per farla breve: ho visto più foto di Leone che quelle mie personali da piccolo.
Ma non è un offesa, poiché la coppia, tramite soprattutto le instagram stories, rende pubblici dei momenti davvero divertenti del piccolissimo Leone, e l’hanno fatto diventare anche un movimento in rete, infatti è famosissimo.
Anche qui notiamo la furbizia nei due personaggi, nel rendere un qualcosa di naturale e semplice (il papà che gioca col figlio per esempio), qualcosa di virale in rete ed unico!
Che poi sia giusto o sbagliato, non è in questa sede che voglio affrontare temi morali, bensì analizzare la forza di Chiara e Fedez nell’essere dei mostri del marketing e di business, quindi in un’unica parola: dei grandi imprenditori 2.0.


Se ci fosse un po’ di Chiara in tutti noi forse saremmo tutti delle persone più felici, o quantomeno, con qualche ambizione in più.

Concludo questo articolo affermando che sono totalmente a favore di Chiara e di chi, come lei, porta un’innovazione in qualsiasi circuito della società.

Chiara non è da attaccare per il suo ‘lavoro’, bensì dovremmo tutti apprendere da lei e cercare di gettare delle basi solide per poterci permettere tutti noi una vita piena di successi personali.

Quando questo concetto sarà condiviso da più persone possibili, sicuramente il mondo sarà un posto più giusto e meritocratico.

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Articolo di Riccardo Susinno


IL BUSINESS DELLA TRAP

’Saremo ricchi, ricchi x sempre’
Questa è la frase che rappresenta uno dei personaggi pubblici più discussi in Italia, esponente N1 della musica ascoltata dalla maggior parte dei ragazzini italiani, stiamo parlando della musica trap e di Sfera Ebbasta.

Ma questa frase è vera?
Sfera, il suo team, ed in generale i trapper, saranno veramente ricchi per sempre?
In queste righe voglio soffermarmi sui numeri della musica Trap, quindi prenderò come esempio Sfera Ebbasta, visto che è il #TrapKing italiano per eccellenza, così come i numeri affermano.
Quindi chi scrive questo articolo si pone l’obiettivo di rispondere a tale domanda:

Quanto guadagna un Trapper?  Su quali servizi può lucrare un artista che fa musica Trap? 

Alcuni artisti della scena Trap Italiana.

Iniziamo l’analisi studiando alcuni aspetti:
E’ interessante comprendere i vari servizi e prodotti che un trapper ha a disposizione per lucrare e fare business, facciamo un elenco approssimativo:

1- Vendita dei dischi:
Logicamente è l’attività fondamentale per un artista, anche se non è quella principale a livello monetario, poiché la maggior parte dei ricavi sono di proprietà della casa di produzione del disco, proprio perché ha investito sul disco e sull’artista.

2- Stream digitali (YouTube, Spotify, Apple Music etc):
Rappresenta un ricavo diretto del singolo artista.

3- Live musicali:
Il core business principale. Ogni trapper fa un disco per portarlo a suonare in giro per l’Italia.
I live permettono ad un artista di guadagnare tantissimo, come vedremo a breve. 

4- Merch e branding:
Molto spesso un artista vende il proprio merchandising che è strutturato in felpe, t-shirt, cappellini etc.. molto spesso diventa un brand affermato.

5- Sponsor vari:
Gli artisti trapper influenzano altre persone, soprattutto ragazzini, quindi sono un’ottima scelta per le aziende che vogliono pubblicizzare un prodotto o un servizio particolare.

6- Sfilate di moda:
Molti trapper, proprio per il loro look e vestiario, sono chiamati ad effettuare alcune sfilate per grossi brand e marchi a livello mondiale.

7- Teleshow:
In Italia una formula fondamentale per affermarsi nel mondo dello spettacolo e musicale; la tivù è ancora oggi una via importante, soprattutto i programmi musicali (si pensa ad Amici o X factor).

8- Studi di registrazione:
La maggior parte degli artisti ha uno studio proprio, ed oltre a risparmiare i soldi nel registrare i singoli e gli album in altri studi (poiché con il primo investimento, avranno a disposizione il proprio studio per diversi anni), permettono ad altri artisti meno famosi di registrare nel proprio studio (ovviamente facendosi pagare il servizio).

Sfera Ebbasta

Analizziamo ora i ricavi effettuando delle stime e congetture:

Queste di certo sono le prime attività nel quale un artista trapper può lucrare, quindi vorrei fare una stima prendendo come esempio Sfera Ebbasta, quindi basiamo i nostri calcoli e le nostre considerazioni sui suoi numeri.

Iniziamo:

Sfera Ebbasta nel 2018 ha realizzato 28 date ufficiali del ‘Rockstar Tour’, 14 tra aprile e maggio ed altre 14 in estate. 
Parliamo solo di date ufficiali e non di Showcase, per semplificare lo studio. 

Analizzando solo le 28 date ufficiali, secondo una stima e studi personali, Sfera per ogni concerto chiedeva un cachet di 40.000 euro.
Chiaro?
In 28 date ha  fatturato 1 milione e cento venti mila euro  (1.120.000€). 

Un milione in 3 mesi.. solo per i live! 
Continuiamo la stima per le altre attività.

Il Merch di Sfera ha un prezzo medio di 30 euro (tra cappellino, t-shirt, felpe etc). Supponendo che abbia venduto almeno 50.000 capi a 30 euro, fanno un altro milione e mezzo di euro (1.500.000€, ed è una stima davvero bassa contando che ha fatto SoldOut in tutte le date e che è seguito da più di 2 milioni di follower su instagram).
Facciamo la prima somma semplice:
1.120.000,00 + 1.500.000,00= 2.620.000,00€

Analizziamo adesso le piattaforme social, partendo da Youtube: 

Youtube paga mediamente 0,91 centesimi circa ogni 1000 views; ho analizzato i video di Sfera Ebbasta ed ogni singolo video ha mediamente 40 milioni di views; in termini di ricavi avremo dunque: (40.000.000 / 1000) x 0,91= circa 40.000€.
Quindi 40.000 euro solo per 5 video di YouTube, approssimando anche tale ricavo proveniente da Spotify arriviamo ad 80.000 euro (ma in teoria è anche più di questa congettura).

Sommati al risultato operativo precedente arriviamo a 2 milioni e 700 mila euro (2.700.000,00€)

Se ci fermassimo qui, con il ricavo lordo trovato, avremmo uno stipendio mensile di 225.000,00€ non male… continuiamo la stima perché, non stanco e da buon businessman, Sfera Ebbasta è stato scelto come giudice per uno dei programmi più importanti nel panorama televisivo e musicale: ‘X factor’; secondo alcune ricerche, un giudice di X factor guadagna circa 5.000€ a puntata, se non erro le puntate sono 8, quindi altri 40.000€ puliti nelle tasche del trapper (noccioline comunque per i suoi standard, infatti la scelta di andare a fare il giudice ad X factor è più di immagine e marketing che economica).

Siamo arrivati a quasi tre milioni di euro, senza calcolare ancora il guadagno derivante la vendita di dischi, sponsor, sfilate di moda, studi di registrazioni, collaborazioni pagate etc.. secondo un approssimazione con queste altre attività si arriva a superare il fatturato di ben 3 milioni e mezzo di euro (3.500.000,00€).

Questo risultato ovviamente deve essere tassato quindi stiamo parlando del fatturato totale senza togliere costi e imposte varie.

Ma stiamo parlando di un fatturato che non costa investimenti in fabbricati, macchinari o altro, quindi non abbiamo procedimenti di ammortamento o similari, ma è un investimento sulla sua pelle, sulla sua persona, quindi una persona che ha questi numeri di certo potrà vivere nel futuro di ‘rendita’.

Che dire, se un ragazzo di 24-25 anni riesce a tirare su un fatturato di oltre 3 milioni l’anno, oltre a creare un movimento economico attorno a lui (basti pensare che se va in una città per suonare, spenderà soldi, andrà in hotel, andrà in diversi ristoranti, acquisterà vestiti ecc) possiamo dire che è un centro di attrazione a tutti gli effetti.
Per sapere il guadagno o il fatturato degli altri trapper basta fare una proporzione in base ai numeri (quindi rapportare le visualizzazioni sui video ad esempio).

Concludendo non sono io a dire se sia giusto o sbagliato avere un fatturato del genere, sono gusti e scelte di vita, certamente riuscire a creare una carriera del genere basata su questi numeri non è da tutti ed è da ammirare chi riesce a riscattare la propria posizione sociale grazie ad una passione artistica.

D’altro canto non sto qui a commentare o giudicare chi imita Sfera o gli altri trapper della scena italiana, scelte di vita anche queste e artistiche.

Questo articolo ha voluto solo studiare i ricavi prettamente economici, quindi rispondere ad una pura curiosità e/o domanda.

Concludo che sicuramente si, hanno tutte le carte in regola per essere “ricchi x sempre!”

Articolo di Riccardo Susinno.