“Gli uomini passano, le idee restano” essere #antimafia.

Campagna di sensibilizzazione e commemorazione vittime della Mafia.

La settimana che va dal 18 al 23 Maggio è una delle più sentite in Sicilia.

Il 23 Maggio è la data in cui il magistrato Giovanni Falcone è stato fatto saltare in aria dall’attentato organizzato da ‘Cosa Nostra’, insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Una morte brutale, orrenda, che ancora oggi mette i brividi, per eliminare una persona che ha lottato ogni giorno la Mafia e la criminalità organizzata.

Questo attentato ha lasciato una ferita a tutti i cittadini onesti, che difficilmente si potrà rimarginare se non con un impegno quotidiano verso un dovere civico e un senso di legalità che dovrà accompagnare, nelle scelte, tutte le nostre vite.

Una giornata che ogni anno risveglia la coscienza di tantissime persone che hanno compreso come sia fondamentale e di vitale importanza la non accettazione e il rifiuto di questo fenomeno: la Mafia, cancro del nostro paese.

Così come Falcone, simbolo della lotta contro la Mafia, in questa settimana vogliamo ricordare tutte le vittime della Mafia, creando messaggi e contenuti antimafia e che rappresentino legalità e senso civico.

Quest’anno sarà una commemorazione diversa; forse anche unica nella storia Italiana.
Visti i decreti in atto e l’emergenza causata dal Covid-19, non saranno possibili assembramenti.
Non ci saranno marce o manifestazioni studentesche, ma il ricordo di un momento così importante e delicato, per l’intera popolazione Italiana, è un dovere che possiamo adempiere utilizzando i social, creando un network insieme.

Infatti useremo i canali social di Maieuticar per divulgare il messaggio, cercando di arrivare a più persone possibili.

Dobbiamo rimanere lo stesso attivi, senza dimenticare.

Segui la nostra pagina Facebook per non perdere i contenuti di questa settimana.



Tra i tanti appuntamenti vi anticipiamo di seguire la diretta Facebook di Giovedì 21 alle ore 18.00, dove ci saranno ospiti che racconteranno la lotta alla Mafia vissuta in prima persona:

Maurizio Ortolan, autore del libro ‘Io Sbirro a Palermo’; ha fatto parte della sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo ed è stato agente di scorta di Francesco Marino Mannoia e altri “pentiti” di mafia di peso, dattilografo con i giudici di Palermo durante gli interrogatori, interprete dei “pizzini” di Bernardo Provenzano.

Gianluca Maria Calì, , noto imprenditore Siciliano, fondatore della concessionaria “CalìCar”; si è opposto al pizzo richiesto dalla Mafia, ricevendo intimidazioni e minacce di morte.
Ricordiamo tra i tanti atti subiti, l’incendio che la Mafia ha commesso presso il suo show-room, bruciando diverse autovetture.


Francesco Mongiovì, per gli amici “Ciccio”; è stato sovrintendente Capo della Polizia di Stato, già componente della scorta del giudice Giovanni Falcone (Quarto Savona 15) e della sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo, attualmente responsabile per i progetti sulla legalità del sindacato di polizia UIL Sicurezza.

EVENTO FACEBOOK:

Il team che ha lavorato per questa iniziativa:
Riccardo Susinno – Organizzazione/ Comunicazione/ Redazione
Agnese Torre – Comunicazione/ Redazione/ Grafica
Vanessa Occhione – Redazione
Gioacchino Sciortino – Video Maker
Carmelo Sardina – Regia/ Video Maker

Mia Cara Sicilia…

Cara Sicilia,

scrivo questa lettera per dirti che ci vuole coraggio andare via da te, ma credimi ci vuole molto più coraggio a restare.
Ho pensato di fare la valigia un milione di volte, inizialmente pensi che una sola non basti, vorresti portarti tutto: amici, affetti e qualcosa buona da mangiare, perché non si sa mai.

Poi, con gli anni ti rendi conto che la valigia si fa sempre più piccola, qualche ricordo, un po’ di speranza, dei maglioni per il freddo (a cui non siamo abituati) e tanto tanto coraggio.
Credimi è una valigia pesante, nonostante questo è più facile da trascinare per il mondo rispetto al rimpianto di una vita sprecata.

Si, sprecata. Perché c’è solo una vita e non si può vivere sperando che le cose cambiano. Si va via da una terra che “potrebbe” ma “non è”, che “vorrebbe” ma ”non può”. Si preparano valigie ogni qual volta si sente dire “è stato sempre così…”, si preparano valigie ogni volta che invece di meritarsi qualcosa ci si accontenta, perché “tanto le cose non cambiano” perché la meritocrazia qui non esiste. Tante volte ti ho accusato di non meritarmi e tu in silenzio da brava madre mi hai lasciato sfogare. Tante volte ho detto “il mare non mi basta più…”, “Tu, non mi basti più… “Tu, non capisci questa voglia mia di fare e questi muri chiusi ovunque” e tu mi hai mostrato un mare calmo ed un vulcano in eruzione.

Io, che mi fermo per strada a fare una fotografia, io che scrivo di te per sentirti ancora mia. Io, che ogni tanto ho bisogno di andar via da qui e tu mi lasci fare… forse perché sai che poi da “brava figlia” ritorno da te… sempre a casa… con l’aria di chi ha visto il mondo e vuole insegnarti ad essere genitore.

Cara Sicilia, ti ho rimproverata di essere “chiusa e bigotta” e tu mi hai mostrato i testi di Pirandello e Camilleri, di essere sempliciotta e tu mi hai mostrato il barocco e la caponatina, di non essere fertile ed hai fatto fiorire le ginestre, di non farcela e mi hai mostrato la tua storia. Vorrei incolparti per tutto quello che non va, perché a volte è l’unica cosa che sappiamo fare noi figli.

La verità è che sì, forse vivere qui è diverso, si dà di più rispetto a ciò che se ne ricava.

E’ una realtà scomoda con cui bisogna fare i conti ogni giorno. Ma tu non c’entri nulla e per capirlo mi è bastato andare oltre l’isola. Il problema non sei tu, il problema siamo noi. Noi che pensiamo di possedere il mondo e che questo oggi non possa cambiare. Il problema non sei tu, il problema è la società che invece di darsi da fare per cambiare le cose, preferisce i luoghi comuni perché semplicemente è più comodo per TUTTI. Da Nord a Sud, da Est a Ovest.

A volte penso che il nostro è un odio e amore, ma in fondo si sa che la fine dell’amore non è l’odio ma l’indifferenza, ed io non riesco ad esserlo. Io non mi arrendo, che sia qui o dall’altro lato del mondo poco importa, perché accontentarsi, non fa per me.

Ma tu? Che ne sarà di te?

Mia cara Sicilia, hai perso “i cervelli” in fuga per il mondo ma forse qualche sognatore c’è ancora…

Mia cara Sicilia, ti chiedo scusa se a volte ti ho fatto credere di non essere abbastanza.

Con affetto Vanessa

Articolo scritto da Vanessa Occhione

Alcuni scatti della nostra Sicilia…