COMANDINI X MAIEUTICAR

Abbiamo avuto l’opportunità e il piacere di scambiare due chiacchiere con una delle personalità più influenti in Italia, se si parla di social media, blockchain e criptovalute… in un nome solo: Gian Luca Comandini.
Gian Luca ha fondato, a soli 23 anni, “You & Web“, una società di pianificazione di strategie virali di marketing digitale e web reputation.
Oltre ad essere un imprenditore, è professore presso ‘La Sapienza‘ di Roma, ma riesce a fare delle tappe in diverse università dello stivale, svolgendo seminari seguitissimi da tutti gli studenti.
E’ uno dei massimi esperti italiani di criptovalute e tecnologia blockchain.
Potremmo continuare per diverse pagine a raccontare la sua carriera e le sue passioni, ma preferiamo farvi conoscere il suo punto di vista e farvi godere la nostra intervista!

Ciao Gian Luca, come stai? Visto che sei stato recentemente a Palermo, vorrei chiederti cosa ti piace di Palermo e della Sicilia in generale…

Amo la Sicilia, tutte le volte che posso trovo scuse per scendere. Sembra scontato ma ciò che is nota fin da subito è l’affetto e lo spirito di accoglienza dei siciliani verso gli ospiti. Poi inutile a dirlo: IL CIBO!!

Ti definisci un imprenditore o tale qualifica, in Italia, è limitativa per una personalità come la tua? 

Imprenditore mi va bene, spesso non riesco ad inquadrarmi in un ruolo preciso, facendo moltissime cose: professore universitario, consulente per il governo, speaker in radio e tv, e molto altro, però dato che la prima caratteristica del buon imprenditore è la diversificazione, direi che sto diversificando anche troppo e che quindi definirmi imprenditore è più che legittimo.

Com’è nata l’idea di ‘You & Web’? Raccontaci la tua esperienza e le difficoltà che hai riscontrato…

“Ero giovane, la pubblicita sui social network ancora non esisteva ed era chiaro come il mercato pubblicitario si stesse spostando da offline ad online, ho voluto anticipare quel mercato, ho cercato amici con cui iniziare l’avventura imprenditoriale ma nessuno di loro era interessato a sacrificare studi o altri tipi di lavoro per “rischiare” tanto. Così sono partito da solo e per mia fortuna il mercato mi ha dato ragione fin da subito. All’inizio non c’era quasi concorrenza, oggi spuntano web agency come funghi e per questo stiamo usando la nostra storicità nel campo per spostarci su altre branche del settore. Non è vero che servono soldi per partire, io sono partito senza un euro, avevo un’idea chiara e dei risultati che potevano dimostrarla, poi è stato facile trovare i primi clienti.”

Come pensi si possano evolvere i social network in futuro?

“Ormai stanno rischiando di riportarci ad essere società tribali, finiremo per uscire solo con chi la pensa come noi o tifa la nostra stessa squadra di calcio, non avremo più voglia di conoscere persone diverse da noi, con altri interessi, o di ascoltare generi musicali al di fuori del nostro branco sociale di appartenenza. Questo è un rischio concreto. Spero che le multinazionali hitech possano mettere mano subito al loro modello di business e al loro concetto di “rete sociale”. In futuro mi auguro possano esserci più social network capaci di veicolare pensieri e opinioni diverse, ma soprattutto una conoscenza corretta prima ancora che un’opinione. Ecco questo oggi non avviene, oggi si pensa a diffondere l’opinione, spesso senza neanche una conoscenza alla base.”

La tua seconda passione è il mondo ‘blockchain’, spiegaci in brevissimo questo complicato mondo e come pensi si evolverà tale fenomeno? L’Italia è pronta secondo te?

Blockchain significa “catena di blocchi”.
Non è altro che un registro pubblico, decentralizzato e distribuito tra più partecipanti ad una rete. Tutto ciò gestito in estrema sicurezza da crittografia, matematica e informatica. Molto più sicuro di un essere umano, che ad oggi può sbagliarsi in buona fede o addirittura essere corrotto. La blockchain no. Ormai sempre più aziende e istituzioni stanno investendo miliardi in questa tecnologia, è un punto di non ritorno. Vedo un nuovo “internet” davanti a noi e sarà un’epoca bellissima, oltre che veloce…”

Il ministero dell’innovazione potrebbe aiutare il nostro paese, spieghiamo il perché ai nostri lettori…

Sì, sono anni che dico che ce ne sarebbe bisogno.
Finalmente è stato fatto!
Anche la persona individuata è di altissima competenza.
Spero proprio che possa essere la volta buona per andare incontro ad una vera digitalizzazione e perchè no blockchainizzazione del nostro paese, vediamo che succederà!

Concludiamo con il consiglio di tre libri da leggere...

1) La spinta gentile di Cass Sunstein
2) Breve storia di quasi tutto di Bill Bryson
3) Homo Deus di Harari

Ciao ragazzi, in bocca al lupo!

I canali social network di Gian Luca Comandini:

Ringraziamo Gian Luca Comandini per essere stato cordiale e super disponibile con il nostro team!
Alla prossima!


Maieuticar è un portale che tratta argomenti di informazione digitale, di comunicazione-marketing e contenuti di intrattenimento.
Nel nostro portale puoi trovare svariatissimi contenuti, tutti fruibili in maniera gratuita, da argomenti di marketing e comunicazione fino ad interviste fatte a personaggi dello spettacolo a livello siciliano e nazionale.
Nati e cresciuti in Sicilia.
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PARLIAMO CON… MARTA BASSO

Dopo aver conosciuto Marta Basso presso la mia facoltà per un incontro organizzato da ‘Starting Finance‘ le ho chiesto se fosse possibile scambiare 2 chiacchiere per regalare dei punti di ispirazione a tutti i lettori del nostro blog.
Marta ha accettato immediatamente e devo dire che il risultato è unico!

Piccola biografia di Marta:
Marta Basso è “quella che vedi sempre su Linkedin”; 26enne vicentina laureata in management a Ca’ Foscari e alla Hult International Business School, è imprenditrice, autrice e speaker. Dopo aver studiato tra Venezia, Londra e San Francisco, e  alcuni anni di esperienza lavorando nel mondo del vino, è diventata CEO for One Month di Adecco Group Italy nel 2017 e riconosciuta come uno dei migliori studenti del 2016 dal Parlamento Italiano. Da piccola voleva essere Lilli Gruber, oggi racconta storie davanti alla telecamera. Lavora come consulente in ambito innovazione early-stage, collaborazione startup-aziende, e intrapreneurship, il tema di questo libro. È la mamma del movimento #StopWhining, nonchè co-founder di Millennial Warriors, social business che aiuta le aziende a risolvere ilproblema del generational gap.

Ciao Marta! Come stai? 
Visto che sei stata a Palermo di recente, potresti dirci cosa ti piace di più della nostra terra? Quali sono le differenze più evidenti tra la tua città e la nostra? O quelle che avverti maggiormente?

“Ciao Ric! Bene grazie.
Io adoro la Sicilia e adoro Palermo, ci sono stata circa 10 anni fa a Palermo e mi è piaciuta tantissimo.
La cosa assurda è che sono stata a Palermo poco prima che uscisse il mio primo libro, avevo 18 anni circa, e ci sono tornata giusto prima che esca (metá novembre) il mio nuovo libro. Dalla poesia a un saggio sulla collaborazione startup aziende, un bel salto!
E’ una città che ha mille contrasti ed è proprio questo che adoro, ed è una delle mie città preferite in Italia.
E’ una città diversa dalle città del nord, ma soprattutto la differenza l’avverto nelle persone (palermitane e siciliane in generale) poiché sono molto accoglienti e disponibili.
Concludendo per me Palermo è una città in cui quando posso cerco sempre di andare, sia per lavoro che per vacanza”


Ci puoi spiegare meglio l’idea di ‘Millennial Warriors?’ Fondatori e mission organizzativa?

“L’idea di Millennial Warriors nasce dall’incontro tra me e Alessandro Sandionigi, quando ci siamo incontrati abbiamo capito che nonostante le differenti esperienze lavorative, poiché io sono più concentrata sulla comunicazione mentre Ale è più settorializzato sul lato commerciale, sentivamo lo stesso problema di pregiudizio nei confronti dei giovani italiani, ma sopratutto di ‘collegamento’ tra diverse generazioni.
Per questo ci siamo attivati sia per il sociale sia per il business per risolvere tale problema; quindi la mission è quella di collegare varie generazioni, come quello che abbiamo portato a Palermo, sia tramite la consulenza strategica e comunicative per le aziende.”

Una cosa che mi ha colpito molto del tuo intervento in facoltà è stato inerente l’idea che c’è ormai uno stile di ‘imprenditoria’ diversa, ovvero basata solo su ‘sogni’ senza basarsi sui sacrifici e impegni.
Puoi dirci cosa pensi a riguardo?
Quali sono le cause e quali sono le conseguenze, e se pensi che si possa arginarsi questo fenomeno?

“Io sono molto preoccupata di questa Narrativa che racconta che tutti possono fare gli imprenditori, o meglio, che fare l’imprenditore sia così semplice.
Io penso che se fossimo tutti nati in un epoca lontana dalle ‘start-up’ nessuno avrebbe questo prurito di fare l’imprenditore, o forse si avrebbe lo stesso, ma non penseremmo minimamente fosse così semplice.
Secondo me questo concetto ha frenato un’intera generazione di imprenditori, generando una marea di gente infelice per le scelte, sbagliate, prese.
Oggi abbiamo la fortuna di sapere che l’imprenditoria è solo una delle tante strade da poter percorrere e questo ci aiuta davvero tanto, ma si deve essere sinceri sempre con se stessi e comprendere se effettivamente si ha la voglia di sbattersi per un proprio progetto, che comunque non necessariamente significa ‘fondare un’azienda’, poiché un’idea potrebbe diventare una strada che può seguire un’altra azienda.
Non tutti hanno la voglia o la forza di creare progetti imprenditoriali, ma no per questo significhi che siano degli sfigati, non voglio che passi questo messaggio.
C’è bisogno di una narrativa diversa, che racconti anche i momenti bui e complicati, non solo la fase del ‘successo’.
Non è un caso che personalmente ho deciso di documentare anche dei momenti complicati personali, anche tramite dei semplici video, che possano sensibilizzare dunque altre persone. Io sento questa necessità di raccontare che tutto questo non è così semplice e non mi sento in grado di dire soltanto ‘credi forte forte e ci riesci’, ecco ci vuole sangue, sudore, poche ore di sonno, sbattersi e mettersi in discussione, ed oltretutto, un grande imprenditore deve mettere da parte il proprio ego, non si crea un business per il proprio ego bensì si mette il proprio ego al servizio del business”

Come pensi si evolveranno i social network tra 10 anni?

“Questa è la domanda da un milione di dollari!
Onestamente ti dico che non voglio sapere rispondere, poiché questa voglia di conoscere il futuro potrebbe non farci godere o migliorare il presente.
Ma comunque cerco di rispondere, secondo me prima o poi nascerà un social ‘solo voce’ o ‘solo video’, secondo me saranno questi i trend che andranno forte.
In realtà penso e spero che i social media diventino un posto dove poter fare sempre più marketing e che i contenuti possano diventare qualcosa di vero, fresco e non costruito quindi fake.
Più che chiederci il futuro dei social, penso e lavoro al presente dei social, perché penso che nessuno li utilizza in maniera efficace, secondo il mio punto di vista sfruttiamo solo il 10% della potenzialità dei social nonostante abbiamo sempre il cellulare in mano!

Non demonizziamo i social, bensì l’uso sbagliato che facciamo di loro.
Credo che oggi è molto più semplice che diverse aziende ti notano, creando dei contenuti sui social è più semplice creare un contatto lavorativo.”

Preferisci comunicare più su Facebook o Instagram? Perché?

“Preferisco comunicare su Instagram anche se non sono una fan sfegatata.
Non sono mai stata attratta tantissimo da Facebook, uno dei tanti motivi per cui preferisco utilizzare Instagram rispetto Fb è che ha meno contenuti da sfogliare, cioè trovi o solo video o solo foto quindi è targettizzato.
Ormai Facebook è fuori target per me, per te e i lettori del tuo blog, anche per questo lo utilizzo poco.
Di Instagram mi piacciono tantissimo le Stories e Instagram Tv.
Nonostante tutto è importante comprendere che Facebook non è morto, anzi è il miglior strumento per effettuare strategia di targettizzazione della propria clientela.
Attendo con ansia lo sviluppo di Tik-Tok, mi sta piacendo tantissimo!”

Se ci puoi consigliare 3 libri quali ci consiglieresti?

Bellissima domanda!
Allora consiglio “La Peste” di Albert Camus; in generale consiglio la lettura di questo autore che personalmente mi ha ispirato e formato tantissimo nel mio percorso di vita e di business, poiché è necessario “diventare le persone che siamo” così come recita ‘Nietzsche’, solo comprendendo la condizione umana possiamo essere solidali tra noi essere umani, possiamo cambiare il mondo ma tutti assieme e non avendo pensieri individualistici, ma un fine comune.
Collegandomi con questa concezione, il 2′ libro che consiglio ai tuoi lettori è “The Intrapreneur: Confessions of a Corporate Insurgent” di Gib Bulloch.
Gib era un dipendente di una grande società di consulenza che ha inventato una delle prime forme di social business, e l’ha fatto da Intrapreneur, cioè chi fa l’imprenditore all’interno di un’azienda, i così detti ‘creativi-sognatori con volontà di fare’, e Gib racconta in questo libro l’esaurimento che stava avendo così comprendendo che la sua missione nella vita era altro, molto più importante e alta di ciò che stava facendo.
Un altro libro è ‘Un mondo a tre zeri’ di Muhammad Yunus, questo libro mi ha fatto capire l’importanza del business a impatto sociale.
Te ne dico un altro!
L’ultimo ‘l’amore ai tempi del colera’ di Gabriel Garcia Marquez, autore che ho considerato quasi come un nonno! Mi ha aiutato tantissimo, tale libro racconta il valore della pazienza quando amiamo realmente qualcosa, cioè quando abbiamo un obiettivo molto chiaro che ci fa svegliare ogni giorno col fuoco dentro!

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Articolo di Riccardo Susinno.

PARLIAMO CON… ANTONIO OFANO

Ciao amici!
Oggi abbiamo il piacere di parlare con Antonio Ofano!

Abbiamo conosciuto Antonio grazie alla prima #webserie di maieuticar; ci ha contattato tramite instagram, comprendendo quello che stavamo iniziando ed è stata subito una sinergia unica, aprendo una collaborazione Palermo-Roma.

Prima di passare alle domande che gli abbiamo posto inerenti il web marketing e l’importanza dei social network, qui una piccola bio di Antonio:

Antonio Ofano è un marketing manager specialist che aiuta professionsti, imprenditori e aziende a crescere sul web grazie agli strumenti del digitale.
Si occupa di funnel, pubblicità, leads, crescita di vari business sul digitale e gestione e-commerce per conto clienti.

Ha avviato anche un corso per gli studenti, con più di 50 studenti iscritti al suo corso.

Iniziamo!

Ciao Antonio, prima di parlare dell’argomento principale, siccome io amo Roma e soprattutto la fantastica Carbonara, tu che sei di Roma, dove ci consigli mangiare una buonissima carbonara?!
“Ciao Riccardo. Allora, sarò sincero, io non vado pazzo per la carbonara, preferisco la Pizza. Ma c’è una zona fantastica chiamata ‘Ariccia’, dove si mangia davvero bene. Quindi se vi trovate a Roma, vi consiglio passare da lì!”

Sarà fatto, senza dubbio!
Andando a noi, Antonio da quanto tempo lavori con il web? Che formazione hai avuto?

“Lavoro da 2 anni con il web, mentre studiavo all’Università mi sono preso diversi certificati importanti, sia di google che di Facebook e Instagram.
Anche se le certificazioni non sono sinonimo di bravura.
Ho concluso gli studi e mi sono laureato in Economia Internazionale, ho continuato con altre certificazioni, ma soprattutto ho letto tanti libri per piacere e cultura personale”


Quindi sei la prova vivente che oltre alla formazione culturale è importante, nel nostro settore, mettersi in gioco e fare!
Ma secondo te come si evolverà il marketing delle aziende tra 10 anni?

“Questo nessuno può saperlo, è possibile che tra 10 anni i social non ci saranno più, o ci saranno altri network probabilmente.
Ma la cosa che so è che le aziende per essere competitive devono investire in ricerca e sviluppo, quindi stare al passo con i tempi.
Se così non si fa, come alcune aziende storiche non hanno fatto in passato con l’introduzione del web marketing diversi anni fa, saranno destinate ad estinguersi.”


Chiaro! Ma invece che mentalità hanno gli imprenditori dalle tue parti nel settore del marketing? Sono propensi o no?

“Beh, come saprai anche tu, nel Meridione e nel Sud Italia, la mentalità è un pò chiusa. L’imprenditore da noi è ancora titubante e non crede tanto nel marketing, ma stiamo provando a far cambiare idea facendo comprendere i vantaggi e soprattutto facendo parlare i risultati ottenuti.

Ci proviamo! Anche se non è semplice.
Ma invece, mi hai detto che hai degli studenti, potresti spiegare meglio ciò che fai? Il tuo corso ha certificazioni?

Ho visto le tue instagram stories e sono davvero curioso!
“Si abbiamo creato un corso, con altri soci, che spiega il mio lavoro, quindi business online, gestire business online, avviare un e-commerce, campagne online di marketing, e in generale quindi il lavoro digitale a 360′.
Il nostro corso è interamente gratuito ed ha anche una certificazione a fine corso.


Wow, fantastico!
Ma quindi cosa consigli ad un giovane che sta leggendo questa mini intervista e che ha la volontà di entrare nel business online?

“Consiglio a tutte le persone che leggeranno quest’intervista che la vita è un crescere, continuamente, quindi non chiudersi mai le porte ed avere una visione aperta senza limiti.
Se pensi che il mondo digitale non fa per te, ti consiglio di prendere in considerazione lo sviluppo del mondo e della società in generale, quindi crescere sempre. Leggere. Studiare ed ampliare i propri orizzonti. Ovviamente il business online rappresenta questa visione del mondo senza limiti.


Secondo te Facebook potrà mai chiudere?
Sinceramente non credo, Facebook ormai è un ecosistema affermato.
C’è ormai tutto il mondo li dentro, da questo social passano milioni di persone che condividono proprie idee, opinioni, ci sono tutte le aziende che vendono i propri prodotti, aziende che investono grandissimi capitali dentro questo ecosistema. E’ un mondo ormai, come se fosse una realtà fondamentale per tutti noi. Facebook è come se fosse una grandissima piazza dove possiamo trovare di tutto. Per le aziende ormai è un elemento di marketing di vitale importanza.


Fighissima questa concezione di ‘ecosistema’!
Ma invece come ti muovi su instagram?

Su instagram mi muovo in base all’attività da effettuare. Ci sono diverse analisi da fare e quindi delineare la strategia prima di tutto, che si basa sempre sull’obiettivo della campagna pubblicitaria.
Instagram è il social che serve per mandare un messaggio che suscita emozioni, infatti si utilizzano foto e video, proprio per generare queste emozioni al fruitore.


Sì, sono d’accordo. Possiamo dire che Facebook è più ‘istituzionalizzata’ rispetto Instagram; ma invece che pensi di questo nuovo social chiamato ‘Tik-Tok’?
Tik Tok sta prendendo tanto spazio, ma non è uno strumento fondamentale per il marketing poiché ha un target di età davvero bassa, va da 10 a 18 anni principalmente. Io che ho 23 anni non ci sono iscritto. Poi ovviamente dipende la strategia, se sono un’azienda che ha prodotto o servizi per bambini o comunque adolescenti potrei utilizzare tale canale, altrimenti ora come ora non avrebbe senso, a mio avviso.

Antonio, grazie mille per questa chiacchierata.
E’ stato davvero piacevole scambiare queste battute con te!
Alla prossima!

I canali di Antonio:
Blog: https://thedigitaltube.net/ 
Instagram: https://www.instagram.com/mr_ofano_antonio/?hl=it
Pagina facebook: https://www.facebook.com/ofanoantonio/


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CHIARA FERRAGNI – ORGOGLIO ITALIANO

Reading: 3 min.

Se parliamo di marketing, comunicazione, influencer, imprenditorialità e rivoluzione  digitale non possiamo non parlare di una delle persone che ha saputo cavalcare l’onda in maniera fantastica, diventando una vera star unica nel panorama mondiale: Chiara Ferragni.

Chiara Ferragni è il miglior esempio per comprendere la rivoluzione digitale che è avvenuta nel nostro secolo.
Per recepire come i social network abbiano rivoluzionato la concezione e le modalità di fare business, studiare la storia di Chiara è la via maestra!

La magia di Chiara inizia nell’ottobre del 2009 quando decide di aprire un blog chiamato “The Blonde Salad“, secondo la stessa Chiara il significato del titolo era dato dal fatto che il blog fosse “un’insalata” di gusti inerenti la moda e tutto ciò che alla bellissima e visionaria Chiara piaceva in quel momento, dunque raccontava il suo punto di vista sulla moda dando dei consigli a tutte le ragazze curiose che chiedevano informazioni.

Nulla di particolare viene naturale da dire… ma è stata geniale e innovativa ai tempi!
L’idea di tale blog nasce con l’ex fidanzato, Riccardo Pozzoli, con cui investe 10 euro per il dominio Internet (quelli che noi comuni mortali spendiamo il sabato in 10 minuti) e 500 euro per una fotocamera.

Iniziano gli scatti, comincia la rivoluzione.. la Ferragni non potrà prevedere ciò che diventerà diversi anni dopo.

Chiara lavora assiduamente al suo blog, allo stesso tempo porta avanti gli studi presso l’Università Bocconi di Milano e, nel 2010, viene premiata come ‘One of the biggest breakout street-style stars of the year‘: il successo è alle porte. 
Viene anche incoronata come ‘Blogger of the Moment‘, con oltre 1 milione di visite sul blog e 12 milioni di impression mensili. 
Nel 2015 è stata oggetto di un caso di studio della Harvard Business School, studiata come un caso aziendale da analizzare e comprendere (solo quest’ultima frase potrebbe dare forza al nostro titolo).

Oggi “The Blonde Salad” non è un semplice blog, ma è un e-commerce, una vera e propria attività imprenditoriale
(Link del blog -> https://www.theblondesalad.com/it-IT).

Una Chiara Ferragni agli esordi del suo blog!

Potremmo continuare ore ed ore ad elencare tutti i successi ottenuti da Chiara, ma l’obiettivo di questo articolo non è elencare i successi di Chiara, bensì far comprendere il motivo per il quale, chi scrive questo testo, è orgoglioso, grato e a favore di Chiara.

Perché sono orgoglioso di Chiara Ferragni?
Partendo dal presupposto che è una donna.
Purtroppo in Italia, per una questione culturale e storica, le donne non hanno avuto una vita semplice nel settore imprenditoriale, quindi proprio per questo Chiara per me è una delle migliori rappresentanti dell’imprenditoria italiana, senza divisione alcuna di sesso.
Personalmente credo che le donne abbiano quella sensibilità in più che anche sul lato imprenditoriale può essere una carta vincente.
Quindi il lavoro di Chiara, dal mio punto di vista, può anche sensibilizzare ad una tematica sociale importantissima, quale la parità dei sessi (ma non voglio distogliere l’attenzione dall’argomento principale dell’articolo).

Chiara rappresenta un orgoglio italiano: una pioniera della rivoluzione digitale che ha trasmesso creatività ed intraprendenza anche oltreoceano.
Non sappiamo ancora chi abbia la meglio tra lo Spaghetto e La Ferragni, di certo il Made in Italy nel mondo è da sempre una garanzia.

Ma se parliamo di Chiara non possiamo non analizzare i suoi haters, e Chiara ne ha infiniti; ma non solo semplici haters frustrati dalla loro vita che iniziano ad odiare tutte le persone che si mettono in gioco, in fondo questa tipologia di ‘haters’ li abbiamo un po’ tutti; ma gli haters della Ferragni sono più perfidi e cattivi, sono i cosiddetti leoni da tastiera fondamentalmente, poiché la insultano: per l’aspetto fisico, perché non ha un seno preponderante, per i suoi piedi, per i suoi vestiti, per il suo lavoro (e qui ritorneremo in merito), per suo figlio, per la sua maternità, perché mette il bikini e tanto altro.
Ma una cosa che mi ha portato a comprendere l’intelligenza, la semplicità e caratura di questa splendida donna sono state alcune sue risposte date.
Qui alcuni esempi di risposta o insulti:


E’ veramente disarmante il fatto che una persona come lei debba avere così tante persone che la disprezzano per il successo che sta avendo attaccandola esteticamente (ma questo fa capire la pochezza e la frustrazione di queste persone infelici) o solo perché è una mamma (wtf!?), o altro.

Sto dedicando del tempo ‘agli haters della Ferragni’ perché voglio analizzare una tipologia di commenti, che si tramuta in un pensiero comune in diverse persone di età avanzata (e non solo) del nostro paese, ovvero:”Vai a lavorare!1 Il tUo non e lavOrò!1 Alza MatToni1!”

Ti starai chiedendo “ma seriamente esiste gente del genere che pensa che Chiara non lavori?”, ebbene mio/a caro/a, purtroppo si.
Ma forse hanno ragione perché Chiara non lavora.
Chiara investe, produce, finanzia, crea, idealizza e realizza.
Sarebbe troppo semplice categorizzarla solo nel perimetro ‘lavorativo’ della società. Chiara è qualcosa in più.
Purtroppo c’è una grossa fetta di popolazione che non comprende la nuova era lavorativa, ma sono legati ai lavori ‘standard’.

Perché dobbiamo ammirare il lavoro di Chiara?
Semplice. La Ferragni è il simbolo, anzi, la regina della nuova era imprenditoriale.
Rappresenta tutti noi giovani che per investire non hanno bisogno di avere milioni di euro per acquistare fabbricati, macchinari, effettuare procedimenti di ammortamenti o altro.
Chiara rappresenta quel business smart, fresh, cool, detto in termini tecnici quel business ‘dematerializzato’.
Se non ci fosse stata Chiara non esisterebbe tutta questa cascata di ‘influencer’, non ci saremmo avvicinati così tanto al mondo digitale; mi permetto di dire che Chiara ha portato una ventata di freschezza, forse nel 2009 ancora prematura per l’Italia.. Chiara era avanti di almeno 5/6 anni (avvalora la tesi il fatto che ha riscosso, in un primo momento, un grande successo all’estero.. mentre altri connazionali la insultano sui social!)

La Ferragni successivamente si è sposata con Fedez, noto cantante italiano.
Uniti, la giovane coppia ha creato un movimento sui social network che gli ha permesso di creare uno degli eventi più seguiti e discussi in tutto il mondo: #TheFerragnez.

The Ferragnez

Il matrimonio, il quale solitamente dovrebbe essere un evento privato, è stato reso un evento pubblico facendone un business pazzesco, lucrandoci anche.
Per comprendere la portata di tale evento, sono riusciti a chiudere un accordo con ‘Alitalia‘.
Se questa non è una mentalità imprenditoriale, cari lettori, non saprei più definire tale figura!


La coppia ha avuto anche un figlio, chiamato Leone.
Per farla breve: ho visto più foto di Leone che quelle mie personali da piccolo.
Ma non è un offesa, poiché la coppia, tramite soprattutto le instagram stories, rende pubblici dei momenti davvero divertenti del piccolissimo Leone, e l’hanno fatto diventare anche un movimento in rete, infatti è famosissimo.
Anche qui notiamo la furbizia nei due personaggi, nel rendere un qualcosa di naturale e semplice (il papà che gioca col figlio per esempio), qualcosa di virale in rete ed unico!
Che poi sia giusto o sbagliato, non è in questa sede che voglio affrontare temi morali, bensì analizzare la forza di Chiara e Fedez nell’essere dei mostri del marketing e di business, quindi in un’unica parola: dei grandi imprenditori 2.0.


Se ci fosse un po’ di Chiara in tutti noi forse saremmo tutti delle persone più felici, o quantomeno, con qualche ambizione in più.

Concludo questo articolo affermando che sono totalmente a favore di Chiara e di chi, come lei, porta un’innovazione in qualsiasi circuito della società.

Chiara non è da attaccare per il suo ‘lavoro’, bensì dovremmo tutti apprendere da lei e cercare di gettare delle basi solide per poterci permettere tutti noi una vita piena di successi personali.

Quando questo concetto sarà condiviso da più persone possibili, sicuramente il mondo sarà un posto più giusto e meritocratico.

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Articolo di Riccardo Susinno


IL BUSINESS DELLA TRAP

’Saremo ricchi, ricchi x sempre’
Questa è la frase che rappresenta uno dei personaggi pubblici più discussi in Italia, esponente N1 della musica ascoltata dalla maggior parte dei ragazzini italiani, stiamo parlando della musica trap e di Sfera Ebbasta.

Ma questa frase è vera?
Sfera, il suo team, ed in generale i trapper, saranno veramente ricchi per sempre?
In queste righe voglio soffermarmi sui numeri della musica Trap, quindi prenderò come esempio Sfera Ebbasta, visto che è il #TrapKing italiano per eccellenza, così come i numeri affermano.
Quindi chi scrive questo articolo si pone l’obiettivo di rispondere a tale domanda:

Quanto guadagna un Trapper?  Su quali servizi può lucrare un artista che fa musica Trap? 

Alcuni artisti della scena Trap Italiana.

Iniziamo l’analisi studiando alcuni aspetti:
E’ interessante comprendere i vari servizi e prodotti che un trapper ha a disposizione per lucrare e fare business, facciamo un elenco approssimativo:

1- Vendita dei dischi:
Logicamente è l’attività fondamentale per un artista, anche se non è quella principale a livello monetario, poiché la maggior parte dei ricavi sono di proprietà della casa di produzione del disco, proprio perché ha investito sul disco e sull’artista.

2- Stream digitali (YouTube, Spotify, Apple Music etc):
Rappresenta un ricavo diretto del singolo artista.

3- Live musicali:
Il core business principale. Ogni trapper fa un disco per portarlo a suonare in giro per l’Italia.
I live permettono ad un artista di guadagnare tantissimo, come vedremo a breve. 

4- Merch e branding:
Molto spesso un artista vende il proprio merchandising che è strutturato in felpe, t-shirt, cappellini etc.. molto spesso diventa un brand affermato.

5- Sponsor vari:
Gli artisti trapper influenzano altre persone, soprattutto ragazzini, quindi sono un’ottima scelta per le aziende che vogliono pubblicizzare un prodotto o un servizio particolare.

6- Sfilate di moda:
Molti trapper, proprio per il loro look e vestiario, sono chiamati ad effettuare alcune sfilate per grossi brand e marchi a livello mondiale.

7- Teleshow:
In Italia una formula fondamentale per affermarsi nel mondo dello spettacolo e musicale; la tivù è ancora oggi una via importante, soprattutto i programmi musicali (si pensa ad Amici o X factor).

8- Studi di registrazione:
La maggior parte degli artisti ha uno studio proprio, ed oltre a risparmiare i soldi nel registrare i singoli e gli album in altri studi (poiché con il primo investimento, avranno a disposizione il proprio studio per diversi anni), permettono ad altri artisti meno famosi di registrare nel proprio studio (ovviamente facendosi pagare il servizio).

Sfera Ebbasta

Analizziamo ora i ricavi effettuando delle stime e congetture:

Queste di certo sono le prime attività nel quale un artista trapper può lucrare, quindi vorrei fare una stima prendendo come esempio Sfera Ebbasta, quindi basiamo i nostri calcoli e le nostre considerazioni sui suoi numeri.

Iniziamo:

Sfera Ebbasta nel 2018 ha realizzato 28 date ufficiali del ‘Rockstar Tour’, 14 tra aprile e maggio ed altre 14 in estate. 
Parliamo solo di date ufficiali e non di Showcase, per semplificare lo studio. 

Analizzando solo le 28 date ufficiali, secondo una stima e studi personali, Sfera per ogni concerto chiedeva un cachet di 40.000 euro.
Chiaro?
In 28 date ha  fatturato 1 milione e cento venti mila euro  (1.120.000€). 

Un milione in 3 mesi.. solo per i live! 
Continuiamo la stima per le altre attività.

Il Merch di Sfera ha un prezzo medio di 30 euro (tra cappellino, t-shirt, felpe etc). Supponendo che abbia venduto almeno 50.000 capi a 30 euro, fanno un altro milione e mezzo di euro (1.500.000€, ed è una stima davvero bassa contando che ha fatto SoldOut in tutte le date e che è seguito da più di 2 milioni di follower su instagram).
Facciamo la prima somma semplice:
1.120.000,00 + 1.500.000,00= 2.620.000,00€

Analizziamo adesso le piattaforme social, partendo da Youtube: 

Youtube paga mediamente 0,91 centesimi circa ogni 1000 views; ho analizzato i video di Sfera Ebbasta ed ogni singolo video ha mediamente 40 milioni di views; in termini di ricavi avremo dunque: (40.000.000 / 1000) x 0,91= circa 40.000€.
Quindi 40.000 euro solo per 5 video di YouTube, approssimando anche tale ricavo proveniente da Spotify arriviamo ad 80.000 euro (ma in teoria è anche più di questa congettura).

Sommati al risultato operativo precedente arriviamo a 2 milioni e 700 mila euro (2.700.000,00€)

Se ci fermassimo qui, con il ricavo lordo trovato, avremmo uno stipendio mensile di 225.000,00€ non male… continuiamo la stima perché, non stanco e da buon businessman, Sfera Ebbasta è stato scelto come giudice per uno dei programmi più importanti nel panorama televisivo e musicale: ‘X factor’; secondo alcune ricerche, un giudice di X factor guadagna circa 5.000€ a puntata, se non erro le puntate sono 8, quindi altri 40.000€ puliti nelle tasche del trapper (noccioline comunque per i suoi standard, infatti la scelta di andare a fare il giudice ad X factor è più di immagine e marketing che economica).

Siamo arrivati a quasi tre milioni di euro, senza calcolare ancora il guadagno derivante la vendita di dischi, sponsor, sfilate di moda, studi di registrazioni, collaborazioni pagate etc.. secondo un approssimazione con queste altre attività si arriva a superare il fatturato di ben 3 milioni e mezzo di euro (3.500.000,00€).

Questo risultato ovviamente deve essere tassato quindi stiamo parlando del fatturato totale senza togliere costi e imposte varie.

Ma stiamo parlando di un fatturato che non costa investimenti in fabbricati, macchinari o altro, quindi non abbiamo procedimenti di ammortamento o similari, ma è un investimento sulla sua pelle, sulla sua persona, quindi una persona che ha questi numeri di certo potrà vivere nel futuro di ‘rendita’.

Che dire, se un ragazzo di 24-25 anni riesce a tirare su un fatturato di oltre 3 milioni l’anno, oltre a creare un movimento economico attorno a lui (basti pensare che se va in una città per suonare, spenderà soldi, andrà in hotel, andrà in diversi ristoranti, acquisterà vestiti ecc) possiamo dire che è un centro di attrazione a tutti gli effetti.
Per sapere il guadagno o il fatturato degli altri trapper basta fare una proporzione in base ai numeri (quindi rapportare le visualizzazioni sui video ad esempio).

Concludendo non sono io a dire se sia giusto o sbagliato avere un fatturato del genere, sono gusti e scelte di vita, certamente riuscire a creare una carriera del genere basata su questi numeri non è da tutti ed è da ammirare chi riesce a riscattare la propria posizione sociale grazie ad una passione artistica.

D’altro canto non sto qui a commentare o giudicare chi imita Sfera o gli altri trapper della scena italiana, scelte di vita anche queste e artistiche.

Questo articolo ha voluto solo studiare i ricavi prettamente economici, quindi rispondere ad una pura curiosità e/o domanda.

Concludo che sicuramente si, hanno tutte le carte in regola per essere “ricchi x sempre!”

Articolo di Riccardo Susinno.