Amiamo l’Italia anche domani

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a numerose manifestazioni d’affetto per il nostro Paese: le serenate dai balconi, l’inno di Mameli trasmesso a reti unificate in tutte le radio, bandiere sventolate con orgoglio nelle terrazze e in generale un sentimento di solidarietà che ha invaso tutta la penisola.

Non eravamo più abituati a tanto patriottismo, ci mancava davvero quello spirito d’italianità che ci contraddistingue solitamente solo con i nostri azzurri del calcio e, probabilmente, tanti di quei tricolori svolazzanti portavano ancora addosso la polvere delle cantine da quell’ormai lontana estate del 2006, quando Marco Civoli ai microfoni Rai urlava emozionato “il cielo è azzurro sopra Berlino! Siamo campioni del Mondo!”.

Si sa che poche cose smuovono un popolo latino come il nostro, una è sicuramente il calcio, l’altro fattore lo stiamo conoscendo ora, e si chiama dolore. Il dolore che invade una nazione intera che, dopo la Cina, sperimenta per prima sulla propria pelle un sentimento di paura e immobilità che pian piano ha invaso prima il resto d’Europa, poi il mondo intero.

La vera domanda è: quanto durerà questa ritrovata unità nazionale che ci ha travolto improvvisamente?

Le continue lotte Nord-Sud e gli inutili campanilismi sono stati messi da parte per affrontare come fronte unito un nemico comune, che non fa distinzioni territoriali.

Anche una parte della politica sembra aver capito che gli interessi di un popolo vengono prima di quelli partitici, anche se, come sempre, ci sono delle eccezioni, ma noi non faremo nomi e cognomi.

Quando tutto sarà finito, perché prima o poi finirà, ci troveremo a raccogliere i cocci di una Nazione la cui economia è stata messa in ginocchio da qualcosa di più imponderabile di ciò che ha scatenato la crisi del 2008, qualcosa di strutturalmente diverso, che non significa necessariamente peggiore.

Perché allora è crollato un determinato tipo di sistema economico basato sui mutui subprime che, a catena, ha scatenato una spirale recessiva sempre peggiore anche fuori dagli USA.

In questo caso parliamo di una sospensione economica “forzata”, paragonabile a quella causata da una guerra, alla quale necessariamente seguirà una ripresa.

E quando ci sarà questa ripresa, noi dovremo esserci.
Parlo di noi rivolgendomi a tutti quei giovani che per primi hanno il dovere di credere in una Nazione che solo ora ha riscoperto l’unità e l’amore di un popolo che ha un enorme potenziale per dare di più e far vedere al resto d’Europa che le risorse umane non mancano. Perché è giusto valorizzare non solo le nostre bellezze culturali e paesaggistiche, ma anche le menti brillanti che ogni giorno vengono sfornate dalle università italiane.

Abbandoniamo definitivamente questo stereotipo prettamente italiano che vede nel mito esterofilo una promessa di successo, come se la soluzione a tutti i mali fosse scappare in un altro paese e lasciare la scuola che ci ha formato culturalmente, donandoci quella creatività, quell’estro e quel genio che ha reso l’Italia patria di Dante, Leonardo, Galileo, Alessandro Volta e Brunelleschi.

Certo, i problemi strutturali ci sono, nessuno lo nega, ma siamo sicuri che la soluzione sia lasciare che qualcun altro se ne occupi? Oppure spetta a noi rimboccarci le maniche e dare per primi l’esempio di una generazione che vuole essere ricordata per quella che ha avuto il coraggio di prendere per mano l’Italia e tirarla fuori dal guado della crisi scatenata dal Coronavirus?

Le eccellenze italiane non mancano, ma dovrebbero essere ancor più valorizzate ed essere guardate come esempio, piuttosto che prendere come punto di riferimento solo le Start Up della silicon valley.

La silicon valley italiana può essere la Lombardia, la Sicilia, la Toscana, il Veneto o l’Umbria; ogni regione, ogni comune, ogni frazione può essere la culla di qualcosa di importante se i primi a crederci siamo noi giovani.

E allora ben vengano le iniziative personali, le idee pazze, le idee improbabili, i progetti fatti con amici con l’idea di sbarcare il lunario, anche se potremmo fallire miseramente. Perché l’importante è rialzarsi ogni volta, credere ciecamente in ciò che si fa e non abbandonare gli obiettivi solo perché qualcuno dice che “in Italia non funziona niente”.

La verità è che in Italia non vogliamo far funzionare niente, perché è la scusa dei mediocri, di quelli che si arrendono e preferiscono dare la colpa a un sistema malato, facendo combattere qualcun altro contro i mulini a vento.

Il Coronavirus ce lo sta insegnando: otteniamo risultati solo se siamo uniti, se tutti agiamo con solidarietà e determinazione.

Quindi non ascoltiamo le cassandre della crisi, chi sputa nel piatto dove ha mangiato per una vita, prevedendo per le nuove generazioni un futuro di stenti dove l’unica soluzione possibile è fuggire, come i nostri bis-nonni con il mito dell’America.

Il mito è l’Italia, lo è sempre stato, non lo riconosciamo perché siamo sempre stati troppo impegnati a farci la guerra per una partita di pallone, a proclamare le indipendenze regionali o a riempirci la bocca con il populismo da social network.

Abbiamo un patrimonio immenso, una civiltà che tutto il mondo ci invidia e ora abbiamo anche dimostrato di poter essere anche un popolo davvero unito.

Dimostriamolo sempre, per davvero, prendiamoci per mano noi giovani per primi e senza guardare indietro puntiamo al futuro, mantenendo i piedi sulla terra del Paese più bello del mondo.

Articolo scritto da Andrea Caenazzo

#ancheperte video finale

La campagna di sensibilizzazione contro il Revenge Porn #ancheperte, ideata da Maieuticar, si è conclusa con l’elaborazione del video messaggio lanciato Venerdì alle ore 19.00 sui propri canali social.

Ringraziamo tutti i partecipanti che hanno messo la faccia, ringraziamo tutti gli enti partecipanti e soprattutto ringraziamo chi ha condiviso, apprezzato e compreso il messaggio di #ancheperte

VIDEO:

Enti che hanno collaborato con noi
Un quadrifoglio per ogni partecipante al video

Ringraziamo i seguenti enti:
Comitato Giovane Baarìa
Avanti Giurisprudenza
Consulta Giovanile di Carini
Parru Cu Tia
Marketing Espresso

Ringraziamo i seguenti portali:
Passione Libri
Orange Romance
Pensieri alla Luna
Biggeye
Benessere Donna e Mamma

Un ringraziamento speciale a:

Comunicazione & Social Media Manager: Agnese Torre

Grafiche: Giovanni Sciortino

Editing & Montaggio Video: Giacchino Sciortino

Coordinamento & Gestione Campagna: Riccardo Susinno

Grazie a tutti coloro che condividono i valori che il nostro progetto porta avanti, grazie a tutti i lettori e fruitori dei nostri contenuti, insieme possiamo iniziare una Nuova Era.

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