C’era un burattino che voleva diventare bambino…Carlo Collodi e il suo Pinocchio

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, è l’autore di uno dei più famosi libri al mondo di narrativa per bambini. Il suo Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino è stato tradotto in più di 250 lingue ed è diventato il soggetto di cartoni animati (la versione Disney del 1940  resta la più bella), musical teatrali e film, sia per la tv che per il cinema.

Ricordiamo, a tal proposito, lo sceneggiato tv in 6 puntate trasmesse dalla Rai nel 1972, per la regia di Luigi Comencini, con la Lollobrigida nei panni della Fata Turchina e Nino Manfredi in quelli di Mastro Geppetto; il Pinocchio di Benigni del 2002 (con la trovata simbolica, una genialata, dell’ombra del burattino che va via quando Pinocchio diventa bambino) e quello di Garrone del 2019, in cui, curiosamente, ritroviamo Benigni nel ruolo di Geppetto. 

La metafora del romanzo? Quella del ‘non dire le bugie, altrimenti ti cresce il naso come a Pinocchio’ è la lezione in formato bambini. 

Considerando il libro nella sua complessità, ogni lettore può trarre un insegnamento diverso.
Ci troviamo davanti a quello che può definirsi, a tutti gli effetti, un romanzo di formazione

La molteplicità di personaggi, umani e animali (antropomorfizzati, nel libro), amplifica le possibilità. Anche quelli cosiddetti minori hanno il loro rilievo nella narrazione. Anche quelli che fanno una brutta fine. Come il grillo parlante, universalmente riconosciuto come la ‘coscienza’ di Pinocchio, il quale lo uccide lanciandogli contro un martello in un moto di stizza.

Le strade di Carlo Collodi
Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, rimase molto legato al paese d’origine della madre, il comune di Collodi, appunto, nel comune di Pesci (Pistoia), da cui deriva il suo nome d’arte.
Molto affezionato alla terra nativa, un percorso turistico sulle orme di Pinocchio non può trascurare i luoghi biografici del suo papà di penna. 

Firenze
Le case di Collodi
Quella in cui Lorenzini è nato si trova in via Taddea 21 e riporta la targa “In questa casa nacque nel 1826 Carlo Lorenzini detto il Collodi, padre di Pinocchio. 29 ottobre XX”.
In via de’ Rondinelli,7, invece, nel Palazzo Ginori (si, quello delle ceramiche), Collodi visse da adulto e qui morì il 26 ottobre 1980.
Nel centenario della pubblicazione di Pinocchio, sulla facciata del palazzo è stata inaugurata una targa che così recita:

Le  statue dedicate a Pinocchio
In Piazza del Mercato Centrale, a 100 metri da via Taddea dove Collodi era nato, c’è una statua molto particolare realizzata nel 2006 (per il 180° anniversario della nascita di Collodi) e dedicata al burattino.
Una statua in bronzo di un metro e 90 centimetri su una base in marmo di 70, che raffigura, da un lato Pinocchio che guarda dal buco di una serratura il grillo parlante e, dall’altro, che si affaccia sulla copertina di un libro.

Nel luglio 2019, invece, il Lions Club di Firenze ha donato un’altra statua in bronzo dedicata a Pinocchio da installare nel giardino dell’Orticoltura.(via Bolognese,17-con ingresso in via Vittorio Emanuele II, n.4).  L’opera ‘gemella’ di questa statua si trova in un parco pubblico di Kyoto, in Giappone.

Collodi, Pescia. Parco di Pinocchio
A Collodi si trova il Parco di Pinocchio, interamente dedicato al romanzo di Carlo Lorenzini. Aperto nel 1956, al suo interno ricrea tutti i luoghi delle avventure del burattino, celebrato nel Museo che offre mostre a tema. 
Nel Parco trovate di tutto. E’ prevalentemente di tipo ludico-didattico, ideato per i bambini, ma la visita è veramente interessante anche per gli adulti. 

Innanzitutto perché è vicinissimo al borgo antico di Collodi, quello in cui Lorenzini ha trascorso i suoi anni da bambino e a cui era rimasto legatissimo.

E ancora, ci troviamo la splendida Villa Garzoni (attualmente non visitabile perché in fase di restauro, ma la sua facciata è spettacolare) con il Giardino Storico ricco di statue, giochi d’acqua e un labirinto con un ponte.

A proposito del Museo di cui abbiamo dato cenno prima, sapete come è stato chiamato? Dantocchio!
Dalla fusione di due nomi-chiave per la letteratura italiana nel mondo, il Museo è un omaggio al celebre burattino e alla figura del Divin Maestro Alighieri, in un percorso multimediale che cerca di spiegare a bambini e ragazzi la magia della fantasia collodiana e l’intensità della Divina Commedia narrata ‘dalla voce’ di quel Dante dall’inconfondibile profilo. 

Vi siete persi gli altri itinerari turistico-letterari? Nessun problema!

Li potete trovare ai seguenti link:
QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO… I LUOGHI DE ‘I PROMESSI SPOSI’
LA SICILIA DE ‘IL GATTOPARDO’
VIAGGIO NELL’ISOLA DI MONTECRISTO

Articolo e rubrica scritta e ideata da Katia Pisani.
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