Un libro da leggere: Per questo mi chiamo Giovanni, di Luigi Garlando

Leggere libri che parlano di fatti realmente accaduti non è sempre facile, soprattutto quando il tema trattato è delicato come quello della Mafia. Succede così, ti propongono un libro per capire l’argomento, tu svogliatamente lo leggi anche se pensi che non ti piacerà e a fine lettura ti ritrovi all’inizio per rileggerlo di nuovo. 

È quello che è successo a me con “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando nel 2010. Frequentavo la prima media e la mia professoressa diede a tutti il compito di leggere questo libro. Io non sapevo chi fosse Giovanni, non capivo il titolo del libro e non capivo la trama. Lo iniziai ugualmente, non volevo prendere un brutto voto. Dopo qualche giorno ci comunicò che avremmo affrontato insieme la lettura durante l’ora di narrativa, così mi tranquillizzai e iniziai ad ascoltare questa storia. Inutile dire che me ne innamorai e l’ho riletto almeno una decina di volte. 

DI COSA PARLA?

Il libro parla di un papà che, per il decimo compleanno di suo figlio, decide di regalargli una passeggiata al mare. In quell’occasione decide anche di raccontagli una storia importante: l’origine del suo nome.
Inizia così il ricordo e il racconto della vita di Giovanni Falcone, tutta dedicata alla lotta contro la Mafia, contro Cosa Nostra. Una vita di sacrificio, di rinunce, di paure e di minacce vissuta nella consapevolezza che prima o poi sarebbe giunta al termine per mano di quegli uomini. Il bambino ascolta, fa domande, si interessa, cerca di capire le dinamiche e cerca di mettersi nei panni di quell’uomo così forte, che non piangeva mai, nemmeno per un taglietto al ginocchio.

PERCHÉ LEGGERLO?

Per leggere questo libro ci vuole massimo qualche ora, poiché conta circa 140 pagine. È un racconto intenso, pieno di dettagli, di ricordi, di particolari sulla vita di Falcone che non tutti conoscono. Parla anche la sorella, che ha scritto la prefazione nel libro, e spiega al bambino che Giovanni era forte sempre, anche quando nessuno riusciva. 

Penso che questo libro debba essere letto da tutti i ragazzi delle scuole medie, perché adatto a un pubblico di giovani e soprattutto perché insegna il valore della vita e del coraggio. Insegna che l’omertà non è da forti, insegna che il silenzio va sconfitto, che la paura va aggirata e che la Mafia va combattuta. Non bisogna cadere nel timore di perdere tutto, nel timore che da un giorno all’altro il negozio in centro venga incendiato, nella paura di non riuscirci. Perché solo parlandone la Mafia si può sconfiggere. Giovanni Falcone è stato ucciso durante un viaggio, perché al suo passaggio hanno fatto esplodere l’autostrada. Insieme a lui è morta la moglie e sono morte le persone della sua scorta. 

Leggere questo libro significa scavare nella vita di un uomo che ha combattuto per il suo paese, per il suo popolo, per la sua città. Leggere questo libro significa leggere un’anima buona, un’anima tutta dedicata alla vita, alla giustizia, alla lealtà. 

Ve lo consiglio, nonostante esistano centinaia di libri su Falcone, questo racconta una storia semplice quanto intensa. Adatto a un pubblico sia giovane che adulto, “Per questo mi chiamo Giovanni” è un libro che non si può non leggere. 

Articolo scritto da Alessia Grasselli.

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