VEGAS JONES X MAIEUTICAR

Vegas Jones è una dei rapper italiani più promettenti che la scena Rap possiede.
Cresciuto a Cinisello, ma di origini siciliane, si è affermato nella scena mainstream grazie al singolo ‘Trankilo‘.
Dopo ‘Chic Nisello‘ e ‘Bellaria‘ arriva il suo ultimo lavoro: ‘La Bella Musica‘, uscito l’8 novembre 2019.
Album che contiene la presenza di Fabri Fibra in ‘presidenziale‘.
Vegas Jones con questo album sta riconfermando il suo talento, il suo flow unico e i suoi incastri futuristici apprezzati da tutti i sostenitori del rap game italiano.
Abbiamo avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con Veggie, analizzando il suo ultimo album, il suo rapporto con la Sicilia e la sua visione del mondo musicale.

Live Performance di Vegas Jones per Vevo Music.

Questo è il tuo terzo album, com’è cambiato Vegas a livello umano e artistico?

“Sono cambiato più umanamente che artisticamente.
Umanamente sono cresciuto molto velocemente grazie alla musica e all’ambiente che ti circonda.
Ho avuto possibilità di buttarmi dopo ‘Chic Nisello‘, che è stato il primo progetto.
Quello che mi ha fatto affacciare in questo mondo, quindi o piaci o non piaci.
Poi ho avuto un piccolo scompenso con ‘Bellaria‘ per quanto riguarda l’attaccamento del pubblico, come dicevo in ‘Malibù‘, avevo troppo la testa fra le nuvole, me la stavo godendo.
Infatti ‘La Bella Musica‘ ricorda la voglia di rivalsa di Chic Nisello, che avevo un pò perso con ‘Bellaria‘, poiché vivevo quel sogno del ragazzino che viene ascoltato da tutti. Ma non rinnego quel lavoro, anzi mi piace tanto.
Ma con ‘La Bella Musica’ ho unito il Vegas sognatore, il ragazzo che ha voglia di scappare e voglia di farcela!

Nell’ultimo album dici “Tricolore Sicilia da dove discendo…”, che ricordi porti della nostra terra?

La prima volta che sono venuto è stato per la musica.
E’ stata una bella esperienza, anche se ogni volta che vengo in Sicilia sto sempre male… e io non mi ammalo mai!
Probabilmente è perché mi sento a casa, poiché sono rilassato… mi ammalo quando mi rilasso!
Quindi mi sento a casa.
Mi piace il mood della Sicilia e sono contento che la sto scoprendo grazie alla musica.

Le mie origini sono state marcate ancora di più dalla musica, questo mi piace tanto.

Nel tuo ultimo lavoro ‘La Bella Musica’ c’è solo un featuring, come mai questa scelta di fare una sola collaborazione? E com’è stata l’intesa con Fibra nella collaborazione del pezzo?

Allora a me piace tanto collaborare, ma quando ho iniziato a fare il disco mi veniva da chiudere tutti i pezzi da solo. E’ stato strano. Facevo la prima strofa, il ritornello e avevo la voglia di chiudere il pezzo da solo.
Avevo tante barre che volevo scrivere!
Però quando ho sentito ‘presidenziale‘ ho pensato ‘questo è un feat’ e ho pensato a Fibra perché è sempre stata una persona corretta con il quale non avevo collaborato.

Lo stimo molto e l’ho ascolto molto di più da quando sono entrato nell’ottica di essere un rapper, quindi un collega.
Capisco l’evoluzione dell’artista, ed è bello vedere che una persona dopo 20 anni continua a fare robe che spaccano.
Sono contento di questo pezzo, anche perché mi sono rivisto nella strofa di Fibra.

Molto Hip Hop come cosa… i più old danno spazio ai più giovani, no?

Si, l’Hip Hop è amore.
Purtroppo per le cose che si dicono in giro ho avuto delle difficoltà nell’approcciarmi con altri artisti, perché poi le voci corrono e spesso la gente non ti conosce e non sa cosa pensi.
A me non me ne fotte niente di ste robe, io voglio fare la mia musica.
L’odio non fa parte di questa cultura.
Io non ho mai litigato con nessuno nella mia vita, nel rap game ho avuto dei problemi con qualcuno ma dati più che dalla persona dal business, quindi sono cose che devi andare a capire poi.
Non mi vergogno a dire che mi sono serviti tre anni nel game per capire i meccanismi di come funziona sto giro.
Oggi ho l’approccio più costruttivo verso gli altri e verso me stesso.
Ora ho capito dove andare, questo disco mi ha permesso di dare una base solida alla mia carriera.
Con questo disco mi sono ritrovato!”

Mi sono sempre chiesto come mai ami il mondo delle auto… come nasce questo rapporto?

E’ una mia grande passione, amo le macchine!
Per me sono il top della vita!

La macchina è una roba super Hip Hop!
Con i primi soldi mi sono comprato la macchina, per me è stato un riscatto.
Ogni volta che cambio macchina… salgo il livello!
Anche per dimostrare che comunque non è facile, molti pensano che se sei famoso sei ricco, in realtà non è proprio così!

In Trankilo affermavi di essere benedetto.. oggi lo sei ancora?

Si, sempre di più!
La mia vita è così e il rap è la mia vita. Sono un ragazzo come altri che fa musica e ci sta riuscendo.
Quando l’ho scritto ho trovato questa via di fuga visto che era un periodo di merda.
La cosa di essere benedetto racchiude tante altre cose, ovvero, anche il fatto di essere unico.
Andando avanti tante cose le abbiamo fatte e confermate sempre in silenzio con massima classe, perché penso sia la gente a dover parlare.
Poi rispetto anche un Salmo che dice che ha fatto più roba di tutti e lo rispetto perché mancano degli organismi che lo affermino.
In Italia l’unico metodo di paragone è la classifica di Spotify.
In America ci sono un casino di metodi che permettono di giudicare in maniera diversa tanti artisti.
Più l’intera scena sarà pesante, più sarà facile arrivarci”

Ma secondo te gli ascoltatori del rap italiano resteranno sempre i giovani o potrà esserci “un ascoltatore 50enne”?

Secondo me l’adulto arriverà a 45-50 anni che si accorgerà che tutto sta cambiando, i social e tutto il resto; ad esempio oggi dicono ‘che figata postare su Instagram’ , mentre per un ragazzino è normale, e sarà una figata ascoltare quindi anche il Rap, dunque ci sarà tra qualche periodo un pubblico adulto che ascolterà il rap su Spotify.
Secondo me c’è questa prospettiva, ci sarà una massa di ascoltatori più adulti di Rap che magari cercheranno più i contenuti, quindi si crea un nuovo mercato!
Viaggione che ci può stare, si vedrà bro!”

I canali social di ‘Vegas Jones’:

Ringraziamo Vegas Jones per essere stato disponibile e Sony Music per la possibilità concessa.

Breve spiegazione di Maieuticar:
Maieuticar è un portale che tratta argomenti di informazione digitale, di comunicazione-marketing e contenuti di intrattenimento.
Nel nostro portale puoi trovare svariatissimi contenuti, tutti fruibili in maniera gratuita, da argomenti di marketing e comunicazione fino ad interviste fatte a personaggi dello spettacolo a livello siciliano e nazionale.
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MARRACASH X MAIEUTICAR

Il 31 ottobre 2019 l’Italia ha ricominciato a respirare a livello artistico con l’uscita del disco più atteso di sempre che sta battendo record su record, primo in tutte le classifiche italiane, al top di tutte le piattaforme digitali, stiamo parlando del nuovo disco ‘Persona‘ di Marracash, conosciuto come #KingMarracash.
Dopo 4 anni dall’uscita del suo ultimo lavoro da solista, ‘Status‘, il King è tornato più forte di prima con ‘Persona‘, un album che racconta la ‘Persona‘ di Marracash, analizzando e sviluppando il rapporto che intercorre tra Fabio e l’artista.

Abbiamo avuto la possibilità di poter fare una piccola intervista intensa al King del Rap per il nostro portale.

Fabio sei in Sicilia adesso, che ricordi porti di questa terra?

Tantissimi, vengo qui da sempre.
I ricordi più belli li ho della mia infanzia perché era una netta contrapposizione tra la vita milanese, dove un ragazzino non può neanche uscire, ci sono ad esempio tantissimi tram, quindi tendenzialmente si stava a casa, mentre quando venivo in Sicilia stavo in strada completamente dalla mattina alla sera.
Quindi ho questi ricordi un po’ campestri e soprattutto di libertà.

Com’è nata l’idea di identificare il disco in una persona vera e propria, questo ha portato una forzatura nella stesura dei testi o è venuto naturale?

“No in realtà è stato molto naturale.
Avevo quest’idea delle parti del corpo veramente da diversi anni, da tanti dischi prima di ‘Persona’, però insomma era un po’ parcheggiata lì con altre idee che uno ha.
Avevo deciso che questo sarebbe stato un disco personale, anche perché venivo da un periodaccio e non ero neanche nella condizione di “fare il figo”.
Quindi non avrei potuto fare un disco di autoesaltazione, non mi sentivo in grado, per cui visto che avevo questa idea di un disco personale, l’idea delle parti del corpo era per la prima volta perfetta per la creazione di questo album.
Non è stata forzata la stesura perché l’interpretazione degli organi è molto personale, non è un trattato di anatomia, ma ho dato una mia libera interpretazione, anzi è stato molto utile per organizzare il lavoro, perché mi ha permesso di non fare due volte lo stesso pezzo, poiché ogni pezzo aveva una sua personalità e un suo carattere distinto dagli altri, anche il fatto degli organi impediva di fare delle ripetizioni di argomenti e sound”

Ho visto che hai dato un’importanza pazzesca ai featuring anche a livello comunicativo sui social, dedicando un post ad ogni artista ospite nel disco e scrivendo un pensiero per ciascuno; questa è stata una scelta studiata o ti è venuto naturale fare questa comunicazione?

Allora io non ho mai amato i social, per un bel po’ non li ho neanche usati.
Ad un certo punto, quando mi sono riaffacciato al mondo social, è stato attraverso un post che spiegava perché ero mancato e l’ho fatto nella maniera che viene più congeniale, ovvero scrivere.
Ho visto che nonostante Instagram si basi sull’immagine, questo genere di post, con un testo molto lungo mi ha fatto trovare la chiave per usare i social in maniera personale.

Cioè io di fare la foto con gli outfit o robe del genere non sono proprio il tipo, ho trovato appunto la mia chiave per usare i social network.

Nel 2015, data risalente al tuo ultimo lavoro “Status”, la scena trap stava facendo i suoi primi numeri sul web, ora è in vetta in tutte le classifiche; ciò è stata una carica per fare qualcosa di unico e diverso rispetto il contesto musicale?

Si. Io ho sempre cercato di fare della roba unica e mia.
Questo è il motivo per cui la gestazione di questo disco è stata così lunga, portandomi alla ricerca di un suono che fosse diverso da tutti, dove c’erano tante aspettative e non volevo assolutamente tornare con un suono che hanno tutti o il suono di qualcun altro.
Quindi l’alchimia con Marz è stata abbastanza istantanea, abbiamo fatto le basi in pochissimo tempo, la produzione del disco in un mese e mezzo.
Ci siamo veramente trovati subito. Ci avevo lavorato anche in passato, per cui lo conoscevo, però ci siamo incontrati in questo disco anche sul gusto e su quello che volevamo ottenere.
La chiave vera di questo disco è fare quello che volevo, senza nemmeno aspettarsi niente, poiché mancavo così tanto che mi ero slegato da tutte le regole di mercato e quindi non avevo niente da perdere, così ho fatto il disco che volevo.

Mi ricordo l’ultima track di “Status”con il pezzo ‘Untitled’, prodotta anche da Marz; in questo pezzo già si sentiva questo tuo rapporto complicato tra “Fabio” e “Marra” che raccontavi in quel pezzo…

Si esatto! Quello è uno dei temi che ricorre un po’ nella mia intera discografia, però questa volta l’ho sviluppato interamente.
E’ come se avessi ampliato quel concetto e quella canzone in tutto il disco.


Che consiglio daresti ad un giovane siciliano che legge questa intervista e che sogna un futuro diverso della propria terra e del proprio futuro?

Di lottare per quello in cui crede.
Anche se è difficile, spesso quando il territorio è contro di te diciamo che parti “svantaggiato” rispetto ad altri ragazzi di altre località.
Io penso che se alla fine uno ci lavora tanto e ci crede e soprattutto è in grado di trasformare ciò in una forza… io questo l’ho fatto della mia diversità, fin dal nome d’arte che era uno sfottò di quando ero piccolo; ho cercato di trasformare quello che mi rendeva unico e particolare in un punto di forza.

Questo disco è la prova, poiché nel momento in cui tutti vogliono ostentare o mostrare una vita che non fanno, ammettere le proprie debolezze e accettarsi è stata una grande forza personale.
Credo che tutte le persone che vengono da una posizione svantaggiata, così come la Sicilia, che è una regione più depressa di altre, in realtà sia un incredibile punto di forza, se si riesce ad accendere il fuoco interno e avere quella marcia in più.

Che poi secondo me, è riscontrabile dai ragazzi del sud, hanno realmente questa marcia in più!
Quindi secondo me questa è la chiave, non mollare e puntare sulla propria diversità e sulla propria unicità.

Grande! Parole toccanti…
Concludiamo con il dilemma siciliano, vogliamo sapere se il King Del Rap dice… “ARANCINA O ARANCINO”?!

Arancin…O!
Eh a Palermo so che è arancina ma da noi è con la O! [Risate]”

Le date del tour ufficiale di ‘Persona’:

I canali social di ‘Marracash’:

Ringraziamo la Mondadori Flaccovio per la disponibilità e la cordialità.
Ringraziamo Marracash per essere stato super disponibile.
Alla prossima!

Breve spiegazione di Maieuticar:
Maieuticar è un portale che tratta argomenti di informazione digitale, di comunicazione-marketing e contenuti di intrattenimento.
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FABRI FIBRA: GENIO DEL MARKETING

“Sono nato il 17, di Venerdì”, “Vado all’inferno per colpa di un dottore, cioè vengo al mondo il 17 Ottobre”, “Vengo dal 76 con il suono assassino..”

Potremmo continuare per diversi paragrafi citando i suoi versi, ma hai già intuito di chi stiamo parlando: Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra.
Oggi il padre del Rap Italiano compie 43 anni, ed è da quando ha 17 anni che è legato alla scena Hip-Hop.

Sì, era il 1996, all’epoca Fabri Fil, quando ha registrato il suo primo demotape, con il gruppo storico ‘Uomini Di Mare‘ composto da lui e Dj Lato.
Il progetto Fabri Fibra inizia ufficialmente nel 2002, il suo debutto da solista avviene con ‘Turbe Giovanili‘ (le strumentali erano prodotto dal noto cantante ‘Neffa’).
Si trasferisce a Milano, iniziano le rime.
Parte il viaggio di un personaggio unico nel panorama nazionale, che l’Italia prima o poi dovrà ringraziare per tutto ciò che ha fatto.

Gli album ufficiali di Fabri Fibra da solista (in ordine di tempo):

Ma questo articolo non ha l’obiettivo di elencare i successi o la carriera di Fabri Fibra, poiché Fabrizio non ha bisogno di un’ennesimo articolo banale, bensì vogliamo focalizzarci sulla sua comunicazione, sul marketing utilizzato da #doppiaF e sulla sua intelligenza imprenditoriale, che solo un artista come Fibra ha potuto portare avanti in Italia, con mille difficoltà.

Superfluo dire che Fabri Fibra ha talento, ma è importante comprendere che non è stata soltanto questa la sua carta vincente.
Perché solo il talento non porta al successo se non si è bravi a vendere, comunicare e spiegare bene il proprio prodotto.

Il talento ci deve essere, ma non è l’unica cosa che conta, soprattutto se per avere successo devi far comprendere che la wave che stai rappresentando è un movimento dove è possibile creare un business, perché, cari lettori, nel 2006 nessuna casa discografica voleva investire sulla scena rap.

Il rap era una musica anti-sistema, quindi nessuno aveva la garanzia di successo e di un ritorno economico dell’investimento effettuato, in termini strettamente economici si aveva un ROI abbastanza basso. Non è come oggi.
D’altronde, come dice lo stesso Fibra: “Le Major oggi danno il grano, quante rime hai? 10 anni fa il rap italiano era tipo l’Aids”

Ma Fibra è riuscito ad entrare in Major e quindi ha trovato chi finanziasse e investisse sul suo progetto perché è sempre stato un professionista determinato, ed un professionista sa bene che deve organizzare la propria strategia creandosi un’identità unica nel settore.
Fibra si è differenziato da tutti gli altri artisti della scena Rap.

Infatti, nel 2006, con l’album ‘Tradimento’ ha ricevuto un contratto da ‘Universal Music Group’ ed è stato il primo artista del rap italiano ad avere un contratto con una casa discografica di questo calibro, infatti, il 2006 è l’anno del suo successo.
Vende circa 100.000 copie, porta in tutto lo stivale la sua musica, inizia il percorso tanto sudato e voluto.
Viene etichettato come lo status symbol dell’intera scena Hip-Hop italiana.

Ma non è stato così semplice, poiché firmare con la Major non è nemmeno sinonimo di successo. Quindi arriviamo a comprendere l’intelligenza e la furbizia di Fibra nell’intuire benissimo che deve arrivare a più persone possibili con la propria musica.
Deve diventare un fenomeno musicale compreso e riconoscibile.

Fabri sa che il rap è pieno di parole e quindi vuole far comprendere i suoi testi a più persone possibili, quindi abbandona il suo ermetismo di Turbe Giovanili ed inizia a fare delle rime comprensibili a tutti gli italiani.
Così che tutte le persone possano cantare ovunque le sue canzoni e che quindi possano apprezzare al meglio il suo prodotto musicale (anche se ciò non è sinonimo di comprensione totale dei suoi testi, poiché questo vi assicuro che non è immediato, un testo di FF può essere interpretato in tantissimi modi nonostante la semplicità comunicativa).

Quindi questa è la prova vivente che Fibra prima di essere un grande artista è un grande comunicatore.
Sa comunicare benissimo, quello che pensa lo riesce a spiegare in maniera eccellente tramite le parole che utilizza nei suoi testi.

Fabri nel suo primo disco ha ripetuto in 17 track il suo nome ‘Fibra‘ fino allo sfinimento. Non c’è una canzone dove non si sente ‘Fiibra‘.
Basti pensare al suo inno, ovvero ‘Applausi per Fibra‘, solo questa canzone ci fa capire quanta volontà aveva di arrivare dov’è adesso.
Ripetere il proprio nome fino allo sfinimento è la tecnica più vecchia del marketing, ma che è ancora oggi la più efficace.
Era il proprio marchio di fabbrica. Ha brandizzato ogni canzone, e tramite esse, il suo personaggio prendeva sempre più una propria identità e consistenza.
Fibra voleva entrare in testa a tutti coloro che ascoltassero anche per sbaglio la sua canzone. Ed è stato così. D’altronde è l’obiettivo di ogni azienda che vuole essere unica nel proprio settore, essere riconoscibile immediatamente dai consumatori finali.

Qui il brano storico:

Da sempre il fibroga ha utilizzato nel corso della sua carriera delle strategie di comunicazione, marketing e di vendita che gli hanno garantito il successo assoluto.
Ad esempio, nel video ‘Mal di stomaco‘ dove fingeva la propria morte. All’epoca metà degli ascoltatori credevano realmente fosse morto, c’erano forum invasi di notizie del genere.
Aumentavano le views e l’interesse verso questo personaggio ‘mistico’.

Backstage del video ‘Mal Di Stomaco’


Fibra ha sempre giocato su questo. Ha anche capito che doveva parlare di ‘argomenti scomodi’ per essere ascoltato, voleva parlare di argomenti che nessuno trattava, ma non solo per una scelta stilistica, ma anche perché doveva dire certe cose se voleva conquistarsi il suo spazio. Non poteva cantare ‘canzoni d’amore’ banali.
Basta guardare alcune sue interviste del 2006 o del 2008 per comprendere come il suo personaggio ‘dava fastidio’. Non c’era un’intervista dove non gli facevano domande strane, le quali non avevano nessun collegamento con la sua musica o la promo del disco.
Ma fibra sapeva benissimo che doveva farlo.
Il politicamente scorretto ha sempre fatto parte del mondo Fibra. Anche tramite i video questo era palese, basti pensare al video ‘Vip In Trip’, dove fa una satira politica verso la casta politica.
Così come anche con ‘Pronti Partenza Via’ giocando con il cognome ‘Monti’, riusciva a creare sempre più interesse nei suoi progetti e nella sua musica. Fibra è più mistico di Shiva.
Qui il video ‘Vip In Trip’

Nel 2015 arriva qualcosa di mai visto nel panorama musicale italiano.
Fibra pubblica ‘Squallor‘ il 7 aprile 2015 senza fare nessuna promo. Arriva l’annuncio tramite i suoi canali social, così random.
Senza passare tramite un inedito radiofonico, senza rilasciare nemmeno interviste. Ha utilizzato solo la propria forza e i propri canali social, questo ci fa comprendere come anche l’industria musicale abbia subito una rivoluzione digitale non di poco conto.

Potrebbe essere giudicato un ‘suicidio’ commerciale questa scelta, ma in realtà è stata una scelta molto studiata.
Questo album era dedicato ad una nicchia di mercato, ovvero ai suoi fans più stretti, non cercava nuovi ascoltatori Fibra, infatti all’interno dell’album non troviamo delle ‘Hit’ in stile ‘Tranne Te’ per comprenderci, ma era un momento in cui l’artista si voleva ritrovare musicalmente e nel mercato medesimo.
Oltretutto inizia un’importante collaborazione con uno street brand londinese ‘Hero’s Heroine’ (sito: https://www.herosheroine.it).
Lo stile di questo brand è unico nel panorama italiano continuando per diverse collaborazione come ‘No Future‘ e l’ultima annunciata il 12 ottobre FucktHeromance.
Il titolare è Massimilano Sartor che ci ha concesso queste foto dell’ultima collezione uscita.
Per maggiori informazioni visitare il sito web.
Qui alcune foto:

Nel 2017 arriva il suo ultimo disco ufficiale ‘Fenomeno‘.
In questo disco Fibra ritrova se stesso in tutti i brani, è all’apice dell’espressione artistica. Il suo brand, il suo stile, il suo personaggio è affermato in tutta la nazione.
Si effettua la promo passando per le radio ed interviste, Fibra torna nelle orbite dei grandi numeri. Infatti Fenomeno è l’incoronazione del suo percorso, poiché oltre a fare il disco di platino e suonare in giro per circa 2 anni, è il primo artista italiano a passare su Beats 1 Radio!

Possiamo notare anche che i titoli dei suoi dischi sono semplici e diretti, la maggior parte è formata da una semplice parola, così da essere immediata la comprensione del titolo e del disco, dove, oltretutto, in copertina troviamo sempre la la sua faccia.
Qui si comprende ancora come Fibra abbia avuto sempre in testa una comunicazione diretta e comprensibile a tutti.
Ha sempre attuato un branding importante per crearsi una propria identità nel mercato musicale.

Il 4 Ottobre è stato annunciato l’ultimo lavoro in uscita il 25 ottobre, ‘Il tempo vola 2002-2020’, dove troveremo delle track inedite e una raccolta dei suoi successi durante la sua ventennale carriera musicale.

Qui i link di Amazon per acquistare il disco:
‘Il tempo vola 2002 – 2020’

Comunicazione semplice e diretta, argomenti scottanti ed unici, stile differente dalla concorrenza, marketing e branding di se stesso e dei propri prodotti: questi gli elementi del successo targato Fabri Fibra, proprio per questo non è da considerare solo un artista ma ha tutte le caratteristiche di un imprenditore.
D’altronde non esiste azienda al mondo che non cerca di attuare queste mosse nei propri settori e mercati.

Ovviamente da comprendere anche che dietro Fibra c’è un team, prima di tutti dobbiamo ricordare ‘Paola Zukar‘, il suo manager. Una donna che sicuramente ha scritto la storia dell’industria musicale e dell’imprenditoria italiana, ma questo continueremo ad analizzarlo in altre sedi.

Concludiamo ringraziando Fabri Fibra, che lasciando i gusti musicali soggettivi, è sicuramente un pezzo di storia musicale e imprenditoriale di questo settore.
Auguri sfiber!

Le foto della collezione ‘hero’s heroine’ sono di proprietà del proprietario Massimiliano Sartor.
L’articolo non ha fini commerciali.

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Grazie!

Articolo di Riccardo Susinno.

IL BUSINESS DELLA TRAP

’Saremo ricchi, ricchi x sempre’
Questa è la frase che rappresenta uno dei personaggi pubblici più discussi in Italia, esponente N1 della musica ascoltata dalla maggior parte dei ragazzini italiani, stiamo parlando della musica trap e di Sfera Ebbasta.

Ma questa frase è vera?
Sfera, il suo team, ed in generale i trapper, saranno veramente ricchi per sempre?
In queste righe voglio soffermarmi sui numeri della musica Trap, quindi prenderò come esempio Sfera Ebbasta, visto che è il #TrapKing italiano per eccellenza, così come i numeri affermano.
Quindi chi scrive questo articolo si pone l’obiettivo di rispondere a tale domanda:

Quanto guadagna un Trapper?  Su quali servizi può lucrare un artista che fa musica Trap? 

Alcuni artisti della scena Trap Italiana.

Iniziamo l’analisi studiando alcuni aspetti:
E’ interessante comprendere i vari servizi e prodotti che un trapper ha a disposizione per lucrare e fare business, facciamo un elenco approssimativo:

1- Vendita dei dischi:
Logicamente è l’attività fondamentale per un artista, anche se non è quella principale a livello monetario, poiché la maggior parte dei ricavi sono di proprietà della casa di produzione del disco, proprio perché ha investito sul disco e sull’artista.

2- Stream digitali (YouTube, Spotify, Apple Music etc):
Rappresenta un ricavo diretto del singolo artista.

3- Live musicali:
Il core business principale. Ogni trapper fa un disco per portarlo a suonare in giro per l’Italia.
I live permettono ad un artista di guadagnare tantissimo, come vedremo a breve. 

4- Merch e branding:
Molto spesso un artista vende il proprio merchandising che è strutturato in felpe, t-shirt, cappellini etc.. molto spesso diventa un brand affermato.

5- Sponsor vari:
Gli artisti trapper influenzano altre persone, soprattutto ragazzini, quindi sono un’ottima scelta per le aziende che vogliono pubblicizzare un prodotto o un servizio particolare.

6- Sfilate di moda:
Molti trapper, proprio per il loro look e vestiario, sono chiamati ad effettuare alcune sfilate per grossi brand e marchi a livello mondiale.

7- Teleshow:
In Italia una formula fondamentale per affermarsi nel mondo dello spettacolo e musicale; la tivù è ancora oggi una via importante, soprattutto i programmi musicali (si pensa ad Amici o X factor).

8- Studi di registrazione:
La maggior parte degli artisti ha uno studio proprio, ed oltre a risparmiare i soldi nel registrare i singoli e gli album in altri studi (poiché con il primo investimento, avranno a disposizione il proprio studio per diversi anni), permettono ad altri artisti meno famosi di registrare nel proprio studio (ovviamente facendosi pagare il servizio).

Sfera Ebbasta

Analizziamo ora i ricavi effettuando delle stime e congetture:

Queste di certo sono le prime attività nel quale un artista trapper può lucrare, quindi vorrei fare una stima prendendo come esempio Sfera Ebbasta, quindi basiamo i nostri calcoli e le nostre considerazioni sui suoi numeri.

Iniziamo:

Sfera Ebbasta nel 2018 ha realizzato 28 date ufficiali del ‘Rockstar Tour’, 14 tra aprile e maggio ed altre 14 in estate. 
Parliamo solo di date ufficiali e non di Showcase, per semplificare lo studio. 

Analizzando solo le 28 date ufficiali, secondo una stima e studi personali, Sfera per ogni concerto chiedeva un cachet di 40.000 euro.
Chiaro?
In 28 date ha  fatturato 1 milione e cento venti mila euro  (1.120.000€). 

Un milione in 3 mesi.. solo per i live! 
Continuiamo la stima per le altre attività.

Il Merch di Sfera ha un prezzo medio di 30 euro (tra cappellino, t-shirt, felpe etc). Supponendo che abbia venduto almeno 50.000 capi a 30 euro, fanno un altro milione e mezzo di euro (1.500.000€, ed è una stima davvero bassa contando che ha fatto SoldOut in tutte le date e che è seguito da più di 2 milioni di follower su instagram).
Facciamo la prima somma semplice:
1.120.000,00 + 1.500.000,00= 2.620.000,00€

Analizziamo adesso le piattaforme social, partendo da Youtube: 

Youtube paga mediamente 0,91 centesimi circa ogni 1000 views; ho analizzato i video di Sfera Ebbasta ed ogni singolo video ha mediamente 40 milioni di views; in termini di ricavi avremo dunque: (40.000.000 / 1000) x 0,91= circa 40.000€.
Quindi 40.000 euro solo per 5 video di YouTube, approssimando anche tale ricavo proveniente da Spotify arriviamo ad 80.000 euro (ma in teoria è anche più di questa congettura).

Sommati al risultato operativo precedente arriviamo a 2 milioni e 700 mila euro (2.700.000,00€)

Se ci fermassimo qui, con il ricavo lordo trovato, avremmo uno stipendio mensile di 225.000,00€ non male… continuiamo la stima perché, non stanco e da buon businessman, Sfera Ebbasta è stato scelto come giudice per uno dei programmi più importanti nel panorama televisivo e musicale: ‘X factor’; secondo alcune ricerche, un giudice di X factor guadagna circa 5.000€ a puntata, se non erro le puntate sono 8, quindi altri 40.000€ puliti nelle tasche del trapper (noccioline comunque per i suoi standard, infatti la scelta di andare a fare il giudice ad X factor è più di immagine e marketing che economica).

Siamo arrivati a quasi tre milioni di euro, senza calcolare ancora il guadagno derivante la vendita di dischi, sponsor, sfilate di moda, studi di registrazioni, collaborazioni pagate etc.. secondo un approssimazione con queste altre attività si arriva a superare il fatturato di ben 3 milioni e mezzo di euro (3.500.000,00€).

Questo risultato ovviamente deve essere tassato quindi stiamo parlando del fatturato totale senza togliere costi e imposte varie.

Ma stiamo parlando di un fatturato che non costa investimenti in fabbricati, macchinari o altro, quindi non abbiamo procedimenti di ammortamento o similari, ma è un investimento sulla sua pelle, sulla sua persona, quindi una persona che ha questi numeri di certo potrà vivere nel futuro di ‘rendita’.

Che dire, se un ragazzo di 24-25 anni riesce a tirare su un fatturato di oltre 3 milioni l’anno, oltre a creare un movimento economico attorno a lui (basti pensare che se va in una città per suonare, spenderà soldi, andrà in hotel, andrà in diversi ristoranti, acquisterà vestiti ecc) possiamo dire che è un centro di attrazione a tutti gli effetti.
Per sapere il guadagno o il fatturato degli altri trapper basta fare una proporzione in base ai numeri (quindi rapportare le visualizzazioni sui video ad esempio).

Concludendo non sono io a dire se sia giusto o sbagliato avere un fatturato del genere, sono gusti e scelte di vita, certamente riuscire a creare una carriera del genere basata su questi numeri non è da tutti ed è da ammirare chi riesce a riscattare la propria posizione sociale grazie ad una passione artistica.

D’altro canto non sto qui a commentare o giudicare chi imita Sfera o gli altri trapper della scena italiana, scelte di vita anche queste e artistiche.

Questo articolo ha voluto solo studiare i ricavi prettamente economici, quindi rispondere ad una pura curiosità e/o domanda.

Concludo che sicuramente si, hanno tutte le carte in regola per essere “ricchi x sempre!”

Articolo di Riccardo Susinno.