Sii gentile

Ciao, come stai? Sai noi non ci conosciamo, ma a me sembra che tu ed io ci conosciamo da sempre, e se hai la pazienza di leggere queste righe, ti spiego il perché.

Io ho due mani, due gambe, due occhi, un solo naso, una sola bocca, ho dei capelli, ho anche dei peli, e come ultimo, ma forse per primo sono una donna, certo tu potresti dirmi che tu che stai leggendo queste parole sei un uomo, ed allora alla luce di questo fatto io e te non siamo poi così uguali, anzi siamo proprio diversi, eppure che tu sia un uomo o una donna, perché anche le donne sono tutte diverse lo sai? Beh, io credo che io e te, io qui a scrivere e tu, dall’altra parte dello schermo, siamo uguali e sai perché?

Perché se ti dicono qualcosa di divertente ridi, se ti accade qualcosa di brutto piangi, se sbatti il mignolo del piede sinistro ad uno spigolo urli, se qualcuno ti dice ti amo sei terrorizzato oppure senza fiato dalla felicità, e se qualcuno fa qualcosa che non ti piace, ti arrabbi.

Ecco sulla base di questo, mettiamo che io e te, che non ci conosciamo, che abbiamo una storia diversa, viviamo in luoghi diversi, e la nostra genetica è assolutamente differente, siamo uguali.

Siamo uguali perché io ho le mie battaglie, e tu hai le tue, io ho i miei desideri e tu i tuoi, ma hai a modo tuo ognuna di queste cose.

Quando ci è stato chiesto di fermarci la tua vita era lì con te e le conseguenze di questo blocco, ti hanno portato lontano dai tuoi cari, ti hanno esposto a un rischio altissimo, e questo vale sia per chi ha la possibilità di stare in casa, ma vale soprattutto per tutti quelli che stanno dando il loro tempo per salvare ogni singola vita di questo paese.

C’è chi lavora in un ospedale o nelle forze dell’ordine e anche loro hanno una famiglia, lo sai? Sono madri, padri, mogli, mariti figli, figlie, sorelle, fratelli e magari non possono vedere i propri cari per non metterli a rischio, c’è chi lavora in un supermercato e mette la sua vita in pericolo per permetterti di continuare a mangiare, o ci sei tu che sei a casa, e magari sei tornato dall’estero e non hai potuto abbracciare i tuoi cari anche se non li vedevi da tanto, o tu invece che vivi in casa con dei genitori anziani, malati, disabili, sai che sono fragili e per il loro bene hai limitato la tua vita, o ci sei tu che hai una famiglia e non puoi permetterti di non lavorare se vuoi darle da mangiare.

Quello che sento ripetere più spesso in questi giorni è che dobbiamo limitarci.

Ecco, io direi che forse dire che “ci stiamo limitando”, che “ci stiamo chiudendo” sono parole che portano a pensieri negativi, e ad un senso di oppressione del quale non abbiamo veramente bisogno in questo momento.

Se dobbiamo combattere i pensieri negativi ed evitare il terrorismo psicologico a cui alcuni media che fanno mala informazione ci stanno esponendo, allora iniziamo a utilizzare parole di apertura.

Io, che non sono nessuno, ma so come ci si sente ad essere amata dai miei cari e che faccio del mio meglio per amarli a mia volta, ti direi che noi non ci stiamo limitando, ma ci stiamo prendendo cura, noi non ci stiamo chiudendo in casa, noi ci stiamo preservando, ed ogni atto che compiamo nel restare a casa, nel cercare di diminuire il contagio, o continuando a fare un atto di gentilezza rispondendo con tranquillità nei litigi domestici, o cercando di trovare un senso di buono in questa situazione, lo facciamo per amore e non per paura.

Perché io e te siamo uguali, abbiamo gli stessi bisogni, e il primo tra tutti è quello di essere trattati con gentilezza. Io non so cosa accade nella tua vita oggi, tu non sai cosa accade nella mia vita oggi, ma se siamo uguali, sappiamo che c’è un senso comune di gentilezza che ci dobbiamo a vicenda, anche se non ci conosciamo.

Quel senso di gentilezza che ci spinge a rispettare la fila, a mantenere le direttive che lo stato ci ha si, imposto, ma lo ha fatto perché tiene ai suoi cittadini, non per costrizione, non per dittatura, ma per il bene comune.

Sii gentile, perché siamo uguali, sii gentile perché siamo umani.

Articolo scritto da Agnese Torre.
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Piccola biografia: Laureata in Sociologia ed attualmente laureanda Magistrale in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Roma Tre, ha intrapreso una formazione improntata sul sociale, la comunicazione e il digital marketing. 
Contemporaneamente alla formazione accademica ha intrapreso gli studi attoriali e lavora come attrice professionista ed insegnate di teatro e dizione a Roma, favorendo progetti artistico-culturali che riescano a far combaciare l’arte e il sociale.