#Futura EP.1 – Parliamo con Marketing Espresso

Durante la quarantena causata dal Covid-19, abbiamo parlato con Marco Onorato, fondatore e ideatore del progetto #MarketingEspresso.
Gli argomenti trattati sono diversi, ma soprattutto il mondo del digitale e dei social network collegati al mondo aziendale e sociale.
Online adesso la diretta andata in onda sulla nostra pagina Facebook.
Grazie Marco, alla prossima!
Buona visione.

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COMANDINI X MAIEUTICAR

Abbiamo avuto l’opportunità e il piacere di scambiare due chiacchiere con una delle personalità più influenti in Italia, se si parla di social media, blockchain e criptovalute… in un nome solo: Gian Luca Comandini.
Gian Luca ha fondato, a soli 23 anni, “You & Web“, una società di pianificazione di strategie virali di marketing digitale e web reputation.
Oltre ad essere un imprenditore, è professore presso ‘La Sapienza‘ di Roma, ma riesce a fare delle tappe in diverse università dello stivale, svolgendo seminari seguitissimi da tutti gli studenti.
E’ uno dei massimi esperti italiani di criptovalute e tecnologia blockchain.
Potremmo continuare per diverse pagine a raccontare la sua carriera e le sue passioni, ma preferiamo farvi conoscere il suo punto di vista e farvi godere la nostra intervista!

Ciao Gian Luca, come stai? Visto che sei stato recentemente a Palermo, vorrei chiederti cosa ti piace di Palermo e della Sicilia in generale…

Amo la Sicilia, tutte le volte che posso trovo scuse per scendere. Sembra scontato ma ciò che is nota fin da subito è l’affetto e lo spirito di accoglienza dei siciliani verso gli ospiti. Poi inutile a dirlo: IL CIBO!!

Ti definisci un imprenditore o tale qualifica, in Italia, è limitativa per una personalità come la tua? 

Imprenditore mi va bene, spesso non riesco ad inquadrarmi in un ruolo preciso, facendo moltissime cose: professore universitario, consulente per il governo, speaker in radio e tv, e molto altro, però dato che la prima caratteristica del buon imprenditore è la diversificazione, direi che sto diversificando anche troppo e che quindi definirmi imprenditore è più che legittimo.

Com’è nata l’idea di ‘You & Web’? Raccontaci la tua esperienza e le difficoltà che hai riscontrato…

“Ero giovane, la pubblicita sui social network ancora non esisteva ed era chiaro come il mercato pubblicitario si stesse spostando da offline ad online, ho voluto anticipare quel mercato, ho cercato amici con cui iniziare l’avventura imprenditoriale ma nessuno di loro era interessato a sacrificare studi o altri tipi di lavoro per “rischiare” tanto. Così sono partito da solo e per mia fortuna il mercato mi ha dato ragione fin da subito. All’inizio non c’era quasi concorrenza, oggi spuntano web agency come funghi e per questo stiamo usando la nostra storicità nel campo per spostarci su altre branche del settore. Non è vero che servono soldi per partire, io sono partito senza un euro, avevo un’idea chiara e dei risultati che potevano dimostrarla, poi è stato facile trovare i primi clienti.”

Come pensi si possano evolvere i social network in futuro?

“Ormai stanno rischiando di riportarci ad essere società tribali, finiremo per uscire solo con chi la pensa come noi o tifa la nostra stessa squadra di calcio, non avremo più voglia di conoscere persone diverse da noi, con altri interessi, o di ascoltare generi musicali al di fuori del nostro branco sociale di appartenenza. Questo è un rischio concreto. Spero che le multinazionali hitech possano mettere mano subito al loro modello di business e al loro concetto di “rete sociale”. In futuro mi auguro possano esserci più social network capaci di veicolare pensieri e opinioni diverse, ma soprattutto una conoscenza corretta prima ancora che un’opinione. Ecco questo oggi non avviene, oggi si pensa a diffondere l’opinione, spesso senza neanche una conoscenza alla base.”

La tua seconda passione è il mondo ‘blockchain’, spiegaci in brevissimo questo complicato mondo e come pensi si evolverà tale fenomeno? L’Italia è pronta secondo te?

Blockchain significa “catena di blocchi”.
Non è altro che un registro pubblico, decentralizzato e distribuito tra più partecipanti ad una rete. Tutto ciò gestito in estrema sicurezza da crittografia, matematica e informatica. Molto più sicuro di un essere umano, che ad oggi può sbagliarsi in buona fede o addirittura essere corrotto. La blockchain no. Ormai sempre più aziende e istituzioni stanno investendo miliardi in questa tecnologia, è un punto di non ritorno. Vedo un nuovo “internet” davanti a noi e sarà un’epoca bellissima, oltre che veloce…”

Il ministero dell’innovazione potrebbe aiutare il nostro paese, spieghiamo il perché ai nostri lettori…

Sì, sono anni che dico che ce ne sarebbe bisogno.
Finalmente è stato fatto!
Anche la persona individuata è di altissima competenza.
Spero proprio che possa essere la volta buona per andare incontro ad una vera digitalizzazione e perchè no blockchainizzazione del nostro paese, vediamo che succederà!

Concludiamo con il consiglio di tre libri da leggere...

1) La spinta gentile di Cass Sunstein
2) Breve storia di quasi tutto di Bill Bryson
3) Homo Deus di Harari

Ciao ragazzi, in bocca al lupo!

I canali social network di Gian Luca Comandini:

Ringraziamo Gian Luca Comandini per essere stato cordiale e super disponibile con il nostro team!
Alla prossima!


Maieuticar è un portale che tratta argomenti di informazione digitale, di comunicazione-marketing e contenuti di intrattenimento.
Nel nostro portale puoi trovare svariatissimi contenuti, tutti fruibili in maniera gratuita, da argomenti di marketing e comunicazione fino ad interviste fatte a personaggi dello spettacolo a livello siciliano e nazionale.
Nati e cresciuti in Sicilia.
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PARLIAMO CON… MARTA BASSO

Dopo aver conosciuto Marta Basso presso la mia facoltà per un incontro organizzato da ‘Starting Finance‘ le ho chiesto se fosse possibile scambiare 2 chiacchiere per regalare dei punti di ispirazione a tutti i lettori del nostro blog.
Marta ha accettato immediatamente e devo dire che il risultato è unico!

Piccola biografia di Marta:
Marta Basso è “quella che vedi sempre su Linkedin”; 26enne vicentina laureata in management a Ca’ Foscari e alla Hult International Business School, è imprenditrice, autrice e speaker. Dopo aver studiato tra Venezia, Londra e San Francisco, e  alcuni anni di esperienza lavorando nel mondo del vino, è diventata CEO for One Month di Adecco Group Italy nel 2017 e riconosciuta come uno dei migliori studenti del 2016 dal Parlamento Italiano. Da piccola voleva essere Lilli Gruber, oggi racconta storie davanti alla telecamera. Lavora come consulente in ambito innovazione early-stage, collaborazione startup-aziende, e intrapreneurship, il tema di questo libro. È la mamma del movimento #StopWhining, nonchè co-founder di Millennial Warriors, social business che aiuta le aziende a risolvere ilproblema del generational gap.

Ciao Marta! Come stai? 
Visto che sei stata a Palermo di recente, potresti dirci cosa ti piace di più della nostra terra? Quali sono le differenze più evidenti tra la tua città e la nostra? O quelle che avverti maggiormente?

“Ciao Ric! Bene grazie.
Io adoro la Sicilia e adoro Palermo, ci sono stata circa 10 anni fa a Palermo e mi è piaciuta tantissimo.
La cosa assurda è che sono stata a Palermo poco prima che uscisse il mio primo libro, avevo 18 anni circa, e ci sono tornata giusto prima che esca (metá novembre) il mio nuovo libro. Dalla poesia a un saggio sulla collaborazione startup aziende, un bel salto!
E’ una città che ha mille contrasti ed è proprio questo che adoro, ed è una delle mie città preferite in Italia.
E’ una città diversa dalle città del nord, ma soprattutto la differenza l’avverto nelle persone (palermitane e siciliane in generale) poiché sono molto accoglienti e disponibili.
Concludendo per me Palermo è una città in cui quando posso cerco sempre di andare, sia per lavoro che per vacanza”


Ci puoi spiegare meglio l’idea di ‘Millennial Warriors?’ Fondatori e mission organizzativa?

“L’idea di Millennial Warriors nasce dall’incontro tra me e Alessandro Sandionigi, quando ci siamo incontrati abbiamo capito che nonostante le differenti esperienze lavorative, poiché io sono più concentrata sulla comunicazione mentre Ale è più settorializzato sul lato commerciale, sentivamo lo stesso problema di pregiudizio nei confronti dei giovani italiani, ma sopratutto di ‘collegamento’ tra diverse generazioni.
Per questo ci siamo attivati sia per il sociale sia per il business per risolvere tale problema; quindi la mission è quella di collegare varie generazioni, come quello che abbiamo portato a Palermo, sia tramite la consulenza strategica e comunicative per le aziende.”

Una cosa che mi ha colpito molto del tuo intervento in facoltà è stato inerente l’idea che c’è ormai uno stile di ‘imprenditoria’ diversa, ovvero basata solo su ‘sogni’ senza basarsi sui sacrifici e impegni.
Puoi dirci cosa pensi a riguardo?
Quali sono le cause e quali sono le conseguenze, e se pensi che si possa arginarsi questo fenomeno?

“Io sono molto preoccupata di questa Narrativa che racconta che tutti possono fare gli imprenditori, o meglio, che fare l’imprenditore sia così semplice.
Io penso che se fossimo tutti nati in un epoca lontana dalle ‘start-up’ nessuno avrebbe questo prurito di fare l’imprenditore, o forse si avrebbe lo stesso, ma non penseremmo minimamente fosse così semplice.
Secondo me questo concetto ha frenato un’intera generazione di imprenditori, generando una marea di gente infelice per le scelte, sbagliate, prese.
Oggi abbiamo la fortuna di sapere che l’imprenditoria è solo una delle tante strade da poter percorrere e questo ci aiuta davvero tanto, ma si deve essere sinceri sempre con se stessi e comprendere se effettivamente si ha la voglia di sbattersi per un proprio progetto, che comunque non necessariamente significa ‘fondare un’azienda’, poiché un’idea potrebbe diventare una strada che può seguire un’altra azienda.
Non tutti hanno la voglia o la forza di creare progetti imprenditoriali, ma no per questo significhi che siano degli sfigati, non voglio che passi questo messaggio.
C’è bisogno di una narrativa diversa, che racconti anche i momenti bui e complicati, non solo la fase del ‘successo’.
Non è un caso che personalmente ho deciso di documentare anche dei momenti complicati personali, anche tramite dei semplici video, che possano sensibilizzare dunque altre persone. Io sento questa necessità di raccontare che tutto questo non è così semplice e non mi sento in grado di dire soltanto ‘credi forte forte e ci riesci’, ecco ci vuole sangue, sudore, poche ore di sonno, sbattersi e mettersi in discussione, ed oltretutto, un grande imprenditore deve mettere da parte il proprio ego, non si crea un business per il proprio ego bensì si mette il proprio ego al servizio del business”

Come pensi si evolveranno i social network tra 10 anni?

“Questa è la domanda da un milione di dollari!
Onestamente ti dico che non voglio sapere rispondere, poiché questa voglia di conoscere il futuro potrebbe non farci godere o migliorare il presente.
Ma comunque cerco di rispondere, secondo me prima o poi nascerà un social ‘solo voce’ o ‘solo video’, secondo me saranno questi i trend che andranno forte.
In realtà penso e spero che i social media diventino un posto dove poter fare sempre più marketing e che i contenuti possano diventare qualcosa di vero, fresco e non costruito quindi fake.
Più che chiederci il futuro dei social, penso e lavoro al presente dei social, perché penso che nessuno li utilizza in maniera efficace, secondo il mio punto di vista sfruttiamo solo il 10% della potenzialità dei social nonostante abbiamo sempre il cellulare in mano!

Non demonizziamo i social, bensì l’uso sbagliato che facciamo di loro.
Credo che oggi è molto più semplice che diverse aziende ti notano, creando dei contenuti sui social è più semplice creare un contatto lavorativo.”

Preferisci comunicare più su Facebook o Instagram? Perché?

“Preferisco comunicare su Instagram anche se non sono una fan sfegatata.
Non sono mai stata attratta tantissimo da Facebook, uno dei tanti motivi per cui preferisco utilizzare Instagram rispetto Fb è che ha meno contenuti da sfogliare, cioè trovi o solo video o solo foto quindi è targettizzato.
Ormai Facebook è fuori target per me, per te e i lettori del tuo blog, anche per questo lo utilizzo poco.
Di Instagram mi piacciono tantissimo le Stories e Instagram Tv.
Nonostante tutto è importante comprendere che Facebook non è morto, anzi è il miglior strumento per effettuare strategia di targettizzazione della propria clientela.
Attendo con ansia lo sviluppo di Tik-Tok, mi sta piacendo tantissimo!”

Se ci puoi consigliare 3 libri quali ci consiglieresti?

Bellissima domanda!
Allora consiglio “La Peste” di Albert Camus; in generale consiglio la lettura di questo autore che personalmente mi ha ispirato e formato tantissimo nel mio percorso di vita e di business, poiché è necessario “diventare le persone che siamo” così come recita ‘Nietzsche’, solo comprendendo la condizione umana possiamo essere solidali tra noi essere umani, possiamo cambiare il mondo ma tutti assieme e non avendo pensieri individualistici, ma un fine comune.
Collegandomi con questa concezione, il 2′ libro che consiglio ai tuoi lettori è “The Intrapreneur: Confessions of a Corporate Insurgent” di Gib Bulloch.
Gib era un dipendente di una grande società di consulenza che ha inventato una delle prime forme di social business, e l’ha fatto da Intrapreneur, cioè chi fa l’imprenditore all’interno di un’azienda, i così detti ‘creativi-sognatori con volontà di fare’, e Gib racconta in questo libro l’esaurimento che stava avendo così comprendendo che la sua missione nella vita era altro, molto più importante e alta di ciò che stava facendo.
Un altro libro è ‘Un mondo a tre zeri’ di Muhammad Yunus, questo libro mi ha fatto capire l’importanza del business a impatto sociale.
Te ne dico un altro!
L’ultimo ‘l’amore ai tempi del colera’ di Gabriel Garcia Marquez, autore che ho considerato quasi come un nonno! Mi ha aiutato tantissimo, tale libro racconta il valore della pazienza quando amiamo realmente qualcosa, cioè quando abbiamo un obiettivo molto chiaro che ci fa svegliare ogni giorno col fuoco dentro!

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Articolo di Riccardo Susinno.

PARLIAMO CON… ANTONIO OFANO

Ciao amici!
Oggi abbiamo il piacere di parlare con Antonio Ofano!

Abbiamo conosciuto Antonio grazie alla prima #webserie di maieuticar; ci ha contattato tramite instagram, comprendendo quello che stavamo iniziando ed è stata subito una sinergia unica, aprendo una collaborazione Palermo-Roma.

Prima di passare alle domande che gli abbiamo posto inerenti il web marketing e l’importanza dei social network, qui una piccola bio di Antonio:

Antonio Ofano è un marketing manager specialist che aiuta professionsti, imprenditori e aziende a crescere sul web grazie agli strumenti del digitale.
Si occupa di funnel, pubblicità, leads, crescita di vari business sul digitale e gestione e-commerce per conto clienti.

Ha avviato anche un corso per gli studenti, con più di 50 studenti iscritti al suo corso.

Iniziamo!

Ciao Antonio, prima di parlare dell’argomento principale, siccome io amo Roma e soprattutto la fantastica Carbonara, tu che sei di Roma, dove ci consigli mangiare una buonissima carbonara?!
“Ciao Riccardo. Allora, sarò sincero, io non vado pazzo per la carbonara, preferisco la Pizza. Ma c’è una zona fantastica chiamata ‘Ariccia’, dove si mangia davvero bene. Quindi se vi trovate a Roma, vi consiglio passare da lì!”

Sarà fatto, senza dubbio!
Andando a noi, Antonio da quanto tempo lavori con il web? Che formazione hai avuto?

“Lavoro da 2 anni con il web, mentre studiavo all’Università mi sono preso diversi certificati importanti, sia di google che di Facebook e Instagram.
Anche se le certificazioni non sono sinonimo di bravura.
Ho concluso gli studi e mi sono laureato in Economia Internazionale, ho continuato con altre certificazioni, ma soprattutto ho letto tanti libri per piacere e cultura personale”


Quindi sei la prova vivente che oltre alla formazione culturale è importante, nel nostro settore, mettersi in gioco e fare!
Ma secondo te come si evolverà il marketing delle aziende tra 10 anni?

“Questo nessuno può saperlo, è possibile che tra 10 anni i social non ci saranno più, o ci saranno altri network probabilmente.
Ma la cosa che so è che le aziende per essere competitive devono investire in ricerca e sviluppo, quindi stare al passo con i tempi.
Se così non si fa, come alcune aziende storiche non hanno fatto in passato con l’introduzione del web marketing diversi anni fa, saranno destinate ad estinguersi.”


Chiaro! Ma invece che mentalità hanno gli imprenditori dalle tue parti nel settore del marketing? Sono propensi o no?

“Beh, come saprai anche tu, nel Meridione e nel Sud Italia, la mentalità è un pò chiusa. L’imprenditore da noi è ancora titubante e non crede tanto nel marketing, ma stiamo provando a far cambiare idea facendo comprendere i vantaggi e soprattutto facendo parlare i risultati ottenuti.

Ci proviamo! Anche se non è semplice.
Ma invece, mi hai detto che hai degli studenti, potresti spiegare meglio ciò che fai? Il tuo corso ha certificazioni?

Ho visto le tue instagram stories e sono davvero curioso!
“Si abbiamo creato un corso, con altri soci, che spiega il mio lavoro, quindi business online, gestire business online, avviare un e-commerce, campagne online di marketing, e in generale quindi il lavoro digitale a 360′.
Il nostro corso è interamente gratuito ed ha anche una certificazione a fine corso.


Wow, fantastico!
Ma quindi cosa consigli ad un giovane che sta leggendo questa mini intervista e che ha la volontà di entrare nel business online?

“Consiglio a tutte le persone che leggeranno quest’intervista che la vita è un crescere, continuamente, quindi non chiudersi mai le porte ed avere una visione aperta senza limiti.
Se pensi che il mondo digitale non fa per te, ti consiglio di prendere in considerazione lo sviluppo del mondo e della società in generale, quindi crescere sempre. Leggere. Studiare ed ampliare i propri orizzonti. Ovviamente il business online rappresenta questa visione del mondo senza limiti.


Secondo te Facebook potrà mai chiudere?
Sinceramente non credo, Facebook ormai è un ecosistema affermato.
C’è ormai tutto il mondo li dentro, da questo social passano milioni di persone che condividono proprie idee, opinioni, ci sono tutte le aziende che vendono i propri prodotti, aziende che investono grandissimi capitali dentro questo ecosistema. E’ un mondo ormai, come se fosse una realtà fondamentale per tutti noi. Facebook è come se fosse una grandissima piazza dove possiamo trovare di tutto. Per le aziende ormai è un elemento di marketing di vitale importanza.


Fighissima questa concezione di ‘ecosistema’!
Ma invece come ti muovi su instagram?

Su instagram mi muovo in base all’attività da effettuare. Ci sono diverse analisi da fare e quindi delineare la strategia prima di tutto, che si basa sempre sull’obiettivo della campagna pubblicitaria.
Instagram è il social che serve per mandare un messaggio che suscita emozioni, infatti si utilizzano foto e video, proprio per generare queste emozioni al fruitore.


Sì, sono d’accordo. Possiamo dire che Facebook è più ‘istituzionalizzata’ rispetto Instagram; ma invece che pensi di questo nuovo social chiamato ‘Tik-Tok’?
Tik Tok sta prendendo tanto spazio, ma non è uno strumento fondamentale per il marketing poiché ha un target di età davvero bassa, va da 10 a 18 anni principalmente. Io che ho 23 anni non ci sono iscritto. Poi ovviamente dipende la strategia, se sono un’azienda che ha prodotto o servizi per bambini o comunque adolescenti potrei utilizzare tale canale, altrimenti ora come ora non avrebbe senso, a mio avviso.

Antonio, grazie mille per questa chiacchierata.
E’ stato davvero piacevole scambiare queste battute con te!
Alla prossima!

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