Gli asintomatici facilitano la trasmissibilità della SARS-CoV-2

Il nuovo coronavirus emerso a Wuhan, in Cina (SARS-CoV-2) alla fine del 2019, si è rapidamente diffuso in tutte le province cinesi e dal 1 ° marzo 2020 in tutto il resto del mondo.
Gli sforzi per contenere il virus sono in corso; tuttavia, date le molte incertezze relative alla trasmissibilità e alla virulenza dei patogeni, l’efficacia di questi sforzi è sconosciuta. I casi non documentati ma infettivi (gli asintomatici) sono una caratteristica epidemiologica importante che va a modulare il potenziale pandemico di un virus respiratorio in crescita.

Queste infezioni spesso presentano sintomi lievi, limitati o assenti e quindi non vengono riconosciute e, a seconda della contagiosità e del numero di casi asintomatici, possono esporre al virus una porzione maggiore della popolazione di quanto non accadrebbe altrimenti.

Per valutare il pieno potenziale epidemico della SARS-CoV-2, è stato effettuato uno studio per stimare la contagiosità e il numero di soggetti asintomatici o non documentati in Cina nelle settimane precedenti e successive alla chiusura dei viaggi dentro e fuori la città di Wuhan.
La stima mediana del valore che misura la trasmissibilità del virus, definito ‘numero riproduttivo di base (R0)’ all’inizio dell’epidemia era 2,38 (IC al 95%: 2,04 -2,77), cioè un individuo infetto poteva a sua volta conteggiare mediamente 2 persone. Quindi, questo valore indicava un’elevata capacità di trasmissione sostenuta di COVID-19. Inoltre, le stime mediane per i periodi latenti e infettivi sono rispettivamente di circa 3,69 e 3,48 giorni.

Gli studi dimostrano che tra il 10 e il 23 gennaio, sono stati segnalati solo il 14% (IC 95%: 10-18%) delle infezioni totali in Cina. Questa stima rivela un tasso molto elevato di infezioni non documentate: 86%. A livello nazionale, in Cina, il numero totale di infezioni nel periodo tra il 10 e il 23 gennaio è stato di 16.829 (IC 95%: 3.797-30.271) con l’86,2% (IC 95%: 81,6% -89,8%) dei casi infetto da soggetti non documentati.
Per esaminare ulteriormente l’impatto degli individui asintomatici gli scienziati hanno generato una serie di ipotetici focolai non prendendo in considerazione questi soggetti. Dagli studi si è scoperto che senza trasmissione di quest’ultimi, le infezioni segnalate nel periodo tra il 10 e il 23 gennaio sono ridotte del 78,8% in tutta la Cina e del 66,1% a Wuhan. Questi risultati indicano che le infezioni contagiose e prive di documenti hanno sicuramente facilitato la diffusione geografica della SARS-CoV-2 in Cina.

La trasmissione del COVID-19 in Cina dopo il 23 gennaio, ovvero, quando sono state messe in atto misure di controllo maggiori che includevano restrizioni di viaggio imposte tra le principali città e Wuhan, auto-quarantena e all’aumento del comportamento di protezione personale (ad es. indossando maschere, allontanamento sociale, autoisolamento in caso di malattia), hanno probabilmente alterato le caratteristiche epidemiologiche del virus dopo il 23 gennaio. Per quantificare queste differenze di carattere epidemiologico, sono stati effettuati degli studi utilizzando i casi giornalieri a Wuhan segnalati tra il 24 gennaio e l’8 febbraio.

Poiché la mobilità interurbana è stata limitata dopo il 23 gennaio e le misure di controllo sono cambiate continuamente, sono state fatte previsioni sia per il periodo che va dal 24 gennaio al 3 febbraio (periodo 1), che dal 24 gennaio fino all’8 febbraio (periodo 2).

Gli studi dimostrano come la velocità di trasmissione è scesa a 0,52 (IC 95%: 0,39-0,71) durante il periodo 1 e 0,35 (IC 95%: 0,27-0,50) durante il periodo 2.
Il numero di infezioni documentate, è stato stimato a 0,65 (IC 95%: 0,60-0,69), vale a dire che il 65% delle infezioni è stato documentato durante il periodo 1 e il periodo 2, rispetto al 14% prima delle restrizioni.

Il numero che misura la trasmissibilità (numero di riproduzione di base) era di 1,36 (IC 95%: 1,14– 1,63) durante il periodo 1 e 0,99 (IC 95%: 0,76–1,33) durante il periodo 2, in calo rispetto al 2,38 registrato prima delle restrizioni apportate dal governo cinese.
I dati mostrano con assoluta evidenza che la contagiosità delle infezioni non documentate è stata sostanzialmente ridotta, dovuta al fatto che le restrizioni si sono dimostrate efficaci. Sembra quindi oramai chiaro che questa elevata percentuale di infezioni non documentate, molte delle quali probabilmente non erano gravemente sintomatiche, abbia facilitato la rapida diffusione del virus in tutta la Cina.

È necessario un radicale aumento nell’identificazione e nell’isolamento delle infezioni attualmente prive di documenti per controllare completamente la SARS-CoV-2.

In conclusione si può affermare che gli sforzi di controllo del governo cinese e la consapevolezza della popolazione ha aumentato il tasso di segnalazione, diminuito la crescita e la diffusione del virus e ha ridotto l’onere per i sistemi sanitari.

Un’immagine del nuovo coronavirus presa con un microscopio elettronico.  
Credit: U.S. National Institutes of Health / AP / Shutterstock

Articolo scritto da Gioacchino Sciortino, Studente di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (LM-13) Università degli Studi di Palermo.

Fonti articolo:
1. V. J. Munster, M. Koopmans, N. van Doremalen, D. van Riel, E. de Wit, A novel coronavirus emerging in China – Key questions for impact assessment.
2. Z. Du, L. Wang, S. Cauchemez, X. Xu, X. Wang, B. J. Cowling, L. A. Meyers, Risk for transportation of 2019 novel coronavirus disease from Wuhan to other cities in China.

English at home: Impara l’Inglese gratis a casa

Clausura forzata causa Coronavirus.

Al di là della normale apprensione data da una situazione che, letteralmente, è da viversi giorno per giorno, in quanto le proiezioni a 24 ore non sono capaci a farle nemmeno i medici che stanno combattendo il virus, ci siamo resi conto che, paradossalmente, questa pandemia ci sta dando una preziosa occasione, quella di riappropriarci dei nostri ritmi e delle nostre vite.

Che fare in casa? 

La famosa ironia…’sono bloccato a casa e ho scoperto che ci vivono delle persone che dicono di essere la mia famiglia’.

Ora, in casa si stanno riscoprendo le proprie passioni: chi ama i libri e ci si fionda, dato che normalmente non ha nemmeno il tempo di leggerne il titolo seduto sul wc; chi è bravo col bricolage, e sarà capace di costruirsi da solo il set panche da birreria, da piazzare in giardino per fare festa grande quando l’emergenza sarà passata.

Ancora, chi crea nuovi menù culinari che (compatibilmente con le restrizioni alle uscite per fare la spesa) Masterchef levati proprio.

C’è chi svacca sul divano di casa l’intera giornata, navigando in internet come un novello Cristoforo Colombo verso le Americhe. 

C’è chi internet lo usa per cazzeggiare, chi per informarsi. Poi c’è chi lo usa per lavorare da casa. Ora li chiamano smart workers e sono fighi, perché si immolano alla causa lavorativa portandosi le rogne a casa. Peccato che fino a tre settimane fa erano quelli che ‘tanto lavori da casa e non fai un cazzo’ . E vabbè…

Lingue straniere, queste (s)conosciute…

Io amo le lingue straniere, mi ci sono laureata anche. Internet non l’ho mai abbandonato, nemmeno dopo aver preso il famoso pezzo di carta.

Anzi, la rete è stata la mia salvezza nel contenere di un buon 60% il costo complessivo del materiale didattico per l’Università. 

Qualcuno di voi vorrebbe approfittare della clausura per rispolverare una lingua ormai caduta nel dimenticatoio o, coraggiosamente, per avventurarsi nello studio di una nuova?

Per diffusione a livello mondiale, quindi anche in Italia, e con l’idea di aiutarvi a coinvolgere bambini e ragazzi chiusi in casa, vi illustro le migliori risorse on line per lo studio della lingua inglese.

Oltre l’inglese

Per chi volesse, comunque,  provare ad affacciarsi ad un’altra lingua, esiste il fantastico sito della Goethe-Verlag, indirizzo sito.

Potrete scegliere tutte le lingue che volete, per poter avere una infarinatura di base delle parole utili nelle conversazioni di ogni giorno. Il sito, tecnicamente, non spiega regole di sintassi e grammaticali. Almeno, non come farebbe un corso di lingua fatto coi crismi, ma, considerando che si tratta di una risorsa completamente gratuita, è comunque eccezionale nei contenuti resi disponibili.

Per chi ha bisogno di avere tutto scritto, il Goethe-Verlag ha anche una sua collana di libri su Amazon. Trovate le indicazioni d’acquisto sul sito. 

Occhio che esiste anche una versione APP del sito, disponibile sia per Android che per Apple. 

Altra risorsa in rete, che sicuramente tutti conoscete, è Babbel. Credo che non ci sia bisogno di presentarvelo. La pubblicità in tv scartavetra almeno quattro volte al giorno nei periodi migliori. Per cui vi metto direttamente il link per navigare nel sito https://it.babbel.com/

Anche qui, il sito è traslato in una sua versione APP. Rispetto al Goethe-Verlag, il Babbel ha un unico vantaggio: il corso è completo. Cioè fatto secondo i famosi livelli di lingua per sintassi e grammatica (c’è il solito test d’ingresso per vedere da che livello partire).

Due gli svantaggi, che poi dipendono dai punti di vista: solo (diciamo…), 14 lingue tra cui scegliere e livelli didattici avanzati a pagamento.

Ma ora passiamo alla lingua della Highlander per eccellenza, la Queen a cui il Coronavirus fa una pippa, perché la sua, di corona, non gliela scalfisce nessuno.

Benvenuti nella mia brevissima guida delle risorse in rete per la lingua inglese. Ho preferito inserire quelle che io stessa ho utilizzato e scoperto durante gli anni dell’Uni (sono siti per l’apprendimento a vario livello, alcuni anche pensati per la didattica ai bambini), in maniera tale che possa rispondere ad eventuali domande che mi vorrete porre. 

BRITISH COUNCIL
Tre categorie d’insegnamento: LearnEnglish Central, per adolescenti e adulti; LearnEnglish Kids, per i bambini che stanno imparando l’inglese; LearnEnglish Professional per migliorare l’inglese professionale e per la preparazione agli esami come IELTS. Il link che vi ho inserito è quello dedicato alle risorse gratuite. 

BCC (in inglese)
Un must-have per chi l’inglese lo mastica già almeno a livello medio e vuole tenerlo allenato. Il famoso network britannico offre una bella opportunità per migliorare il proprio livello di inglese. BBC Skills non è un corso ma raccoglie schede, fogli di lavoro, quiz e giochi destinati a quanti vogliono migliorare le loro competenze di base in lettura e scrittura. Sempre la BBC ha prodotto una “soap opera” suddivisa in tantissimi brevi episodi: si intitola The Flatmates ed ovviamente è stata concepita a fini didattici proprio per capire ed esercitare l’inglese.

Se cliccate QUI ne vedete il primo episodio. Testo completo e possibilità di scaricare l’audio in mp3.

ENGLISH GRATIS 
Graficamente, il sito è spaventoso. Lo dico col sorriso in bocca. Un’accozzaglia di scritte e colori che rendono un po’ macchinosa la navigazione. Menomale che, subito sulla sinistra, c’è il selettore risorse, da dove, IN TEORIA, dovreste riuscire a dare un ordine agli argomenti.
Io vi dico, cliccate a caso, spunterà la risorsa che fa per voi! E’ un caos ordinato, questo sito e, meraviglia, ha anche un blog. Dedicato soprattutto a chi l’inglese lo insegna, sia agli adulti che ai bambini. Magari tra di voi addetti ai lavori questo sito non era conosciuto. Magari ve lo siete snobbato. Io lo trovo interessantissimo.

TALK ENGLISH
Grammatica di base per iniziare a capire la lingua inglese, ma lo scopo dichiarato del sito è quello di rendervi fluenti nel parlato. 
Ci sono sezioni sull’inglese idiomatico, sull’inglese business e una per sostenere un colloquio di lavoro in lingua.

JOHN PETER SLOAN
Troppo forte, John…E che facevo, non lo mettevo in elenco? Ma quando mai!
Il giullare della lingua inglese, l’Ambasciatore dell’idioma della Highlander coronata citata a metà articolo, in Italia è famosissimo per i suoi libri sull’apprendimento divertente della lingua di Elisabetta. Ma anche i suoi semi-demenziali video su Youtube hanno il loro perché.
Il sito, in realtà, è più un contenitore di pubblicità alla sua scuola in Italia e agli spettacoli in giro per lo Stivale, ma le sezioni Audio Guide e Free Download, benché relative al contenuto dei suoi libri, possono essere scaricate gratuitamente. Sta, poi, a voi, valutare un eventuale acquisto dei suoi libri. 

WORDREFERENCE
Cito questa risorsa perché, pur non essendo di un corso di lingua, è un complemento di studio obbligatorio. Penso che ogni studente lo conosca, consento l’ignoranza di tale strumento solo agli over 60. 
Wordreference è probabilmente il migliore dizionario di lingue on line tra quelli gratuiti. Io lo uso spesso nei miei lavori di traduzione, per evitare di stare a sfogliare i dizionari cartacei. 
Se volete un’idea dell’utilità di questo strumento, guardate cosa esce se si vuol tradurre, ad esempio, in inglese la parola italiana ‘studiare’.
Aprite il link https://www.wordreference.com/iten/studiare

Articolo scritto e ideato da Katia.
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Classe 1980, nata in Germania, cresciuta nella calda Puglia respirando il profumo di focaccia barese, dal 2015 vivo tra le cupole rinascimentali della splendida Toscana.
Sono laureata in lingue e la mia è una famiglia inter-adriatica, perché unisce Italia e Albania. Viaggio poco nella realtà ma tanto con la mente, grazie alla lettura e alla scrittura, le mie più grandi passioni.
Vivo ogni giorno come fosse l’ultimo, non dico mai di no a prescindere e dedico ogni  traguardo raggiunto a mia figlia Alba, il  miglior regalo che la vita potesse farmi alla soglia dei 40.